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SEGNALO ARTICOLO... CVD
Postato alle 15:07 di mercoledì, 21 maggio 2008
da: [ilFemminino]

 

Nel decreto «sicurezza»: Le 13 righe dell'articolo 2 applicabili anche al caso Mills

E spunta una norma per sospendere
i processi in corso

L'attacco di Di Pietro «L'avevo detto che di lui non ci si può fidare. Berlusconi pensa agli affari suoi»

(Emblema)
ROMA — La norma è inserita nel decreto legge, dunque entrerà in vigore subito dopo l'approvazione da parte del consiglio dei ministri di domani. Concede la possibilità a chi è imputato per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi in modo da valutare se accedere al patteggiamento. Quanto basta perché si torni a parlare di legge «ad personam». Del beneficio potrà usufruire infatti anche il premier Silvio Berlusconi, sotto processo a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills.

Insorge il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: «L'avevo detto che di lui non ci si poteva fidare, io lo so che stringe la mano all'opposizione e intanto pensa agli affari suoi. Berlusconi predica i morti e frega i vivi, con lui non ci sono accordi da fare. Con due mesi di sospensione chissà che si inventa per non arrivare alla sentenza».

Quando la bozza di decreto ha cominciato a circolare, numerosi giuristi si sono interrogati sui motivi che avevano spinto il governo ad inserire la nuova norma nel provvedimento che sarà esaminato dall'esecutivo durante la riunione fissata a Napoli. In tutto tredici righe messe alla fine dell'articolo 2, quello che modifica alcune disposizioni del codice di procedura penale.

«Relativamente ai procedimenti per fatti di reato compiuti fino al 31 dicembre 2001 — è scritto — l'imputato o il suo difensore munito di procura speciale, e il pubblico ministero, nella prima udienza successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, possono formulare la richiesta si applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale, anche nei processi penali in fase di dibattimento nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, risulti decorso il termine previsto dall'articolo 446, comma 1 del codice di procedura penale, e anche quando tale richiesta sia stata già presentata, ma vi sia stato il dissenso da parte del pubblico ministero ovvero la richiesta sia stata rigettata dal giudice, e sempre che la nuova richiesta non costituisce mera riproposizione della precedente. Su richiesta dell'imputato o del difensore, il dibattimento è sospeso per un termine di sessanta giorni per valutare l'opportunità della richiesta. Durante il periodo di sospensione, restano sospesi i termini di prescrizione e di custodia cautelare».

Anche dal Quirinale sarebbero state espresse perplessità. Sembra che i tempi di sospensione fossero inizialmente più ampi e che proprio dal Colle sia arrivato l'invito a una riduzione, in modo che potesse essere poi il Parlamento — in sede di conversione in legge — a stabilire la durata del periodo. Dopo l'eventuale approvazione da parte del governo, sarà comunque il capo dello Stato a valutare se sussistano gli estremi di necessità e urgenza tali da giustificarne l'inserimento nel decreto legge che si occupa di immigrazione e sicurezza.

Fiorenza Sarzanini
20 maggio 2008

vEDIAMO IL PATTEGGIAMENTO... ISTITUTO CHE MIRA AD EVITARE LE LUNGAGGINI DI UN PROCESSO LUNGO E CE NON SI SA COME ANDRA' A FINIRE (NON DI PROCESSI GIà LUNGAMENTE STRASCICATI IN CERCA DI PRESCRIZIONE E GIUNTI AL TERMINE PER EVITARE CONDANNE O COMUNQUE DECISIONI SUL MERITO DELLE FACCENDE DI COrRUZIONI DI UN TAL (DI NUOVO) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO... E NEMMENO PER DARE LA POSSIBILITà A TUTTI QUELLI CHE HANNO COMMESSO REATI DI CAVARSELA CON POCO O NULLA IN BARBA ALLA CERTEZZA DELLA PENA... CVD)

B. IL PATTEGGIAMENTO “TRADIZIONALE”: L’ASPETTO PREPONDERANTE DEI BENIFICI
Si configura come un rito semplificato, in cui i benefici assumono un peso notevole, in relazione alla scelta dell’imputato di definire la propria situazione processuale. Tra i vari benefici spettanti all’imputato, per aver scelto di patteggiare la propria pena, spicca la riduzione fino ad un terzo della pena. Il patteggiamento non ha limiti oggettivi né soggettivi, cioè si può applicare non solo ai reati gravi, come per mafia e terrorismo, ma anche ai delinquenti abituali, professionali. Altri benefici:
- l’imputato (la parte) può subordinare l’efficaci dell’accordo alla concessione della sospensione condizionale ad opera del giudice (Art. 444). Se il giudice ritiene di non concerne il beneficio, rigetta la richiesta di patteggiamento;
- la sentenza che applica la pena non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale, ma l’imputato è tenuto al pagamento delle eventuali spese di mantenimento in custodia cautelare e al pagamento delle spese c.d. di giustizia;
- la sentenza che applica la pena non comporta l’irrogazione di pene accessorie (es. la sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte O L'IMPOSSIBILITA' A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE con interdizioni dai pubblici uffici etc);
- le sentenza che applica la pena non comporta l’applicazione di misure di sicurezza, ma consente di applicare la confisca nelle ipotesi in cui è obbligatoria (es. prezzo del reato e quando la detenzione della cosa è illecito penale) o facoltativa (es. prodotto o profitto di reato);
- il reato è estinto se l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole entro il termine di 5 anni (in caso di patteggiamento per delitto) o di 2 anni ( in caso di patteggiamento per contravvenzione). Il comportamento penalmente corretto estingue ogni effetto penale.


 

Detto questo: basteranno questi due mesi per mandare berlusconi in prescrizione? Pare che i due mesi di sospensione del dibattimento non interrompano i termini di prescrizione. Berlusconi ha deciso di riproporre un patteggiamento dopo che ora lo stesso provvedimento non è più considerato un'ammissione di colpa?

Perchè solo chi ha commesso delitti fino al 2001 e non fino al 2007?!?!? ... tanto per farlo coincidere con l'indulto.  Perchè applicare a processi per cui abbiamo già speso i soldi e già quasi terminati (come quello di berlusconi e non solo)... il lusso di patteggiare quando si sa già di non poterla fare franca per accaparrarsi uno sconto in più di un terzo calcolato magari su una pena già scontata di un terzo ed ancora di un altro terzo per le mille agevolazioni che hanno i delinquenti in questo paese?!

Perchè deve sempre togliersi dai guai usando lo stato e favorendo anche altri delinquenti?!?! DOpo l'indulto anche questa...... a questo punto meglio fare della deliunquenza un mestiere?

QUANDO PENSO CHE QUANDO è STATO ELETTO ERA INELEGGIBILE E LO RIMANE TUTT'ORA........ avverto istinti di isteria. LA SINISTRA IN QUESTO PAESE HA SEMPRE E SOLO PARLATO?! O GIA' ALLORA FACEVA FINTA DI ESISTERE?


 

Meno male che l'antipolitica è Di Pietro...


Mattina rovinata...
Postato alle 11:10 di martedì, 20 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Ragazzi non è possibile. Come si è potuti arrivare a questo. E la gente non dovrebbe essere incazzata?!?!?!?!?!? Questo grandissimo figlio di .. del sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani  FA' AFFERMAZIONE CHE SONO SCONCERTANTI .... L'INFORMAZIONE PUBBLICA RAI SOTTO LE DIRETTIVE DEL GOVERNO... ED UNICO DIRETTORE PER LE TRE RETI (in perfetta coincidenza con il programma p2) ?????? Stanno anche mettendo definitivamente la magistratura sotto il governo. Segreto di stato sui siti utilizzati per lo smaltimento di rifiuti tossici e nucleari (con deroga dall'obbligo di riferire notizie, documenti, informazioni alle sanitarie competenti nei territori ... tanto per non farci sapere di che morte dobbiamo morire.......)

E NON NE PARLANO!!!!!!!!!!!!!


Sono felice perciò ell'esistenza della nuova rete di Travaglio, il nuovo appuntamento in diretta alle 14.00. Un momento di commento e approfondimento dei quotidiani. Mmmmmmmmmmm Il primo tempo lo abbiamo visto ieri. RIpropongo il testo che consiglio di leggere moooooolto attentamente. Ma mooooooooolto attentamente.
Vi anticipo: indovinate perchè Fazio ha fatto il calabraghe chiedendo scusa quando non avrebbe dovuto nemmeno sognarselo per rispetto verso gli italiani e tutti i giornalisti seri?!?!? Perchè il direttore Paolo Ruffini di raitre è IN CONFLITTO DI INTERESSI!!!! Ruffini è figlio di quel Della Loggia socio con Mandalà e Schifani della società di broker!!!!!!!!!!
"Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle."

Possibile che una cosa del genere si venga a sapere in questo modo.... in una mattina di pioggia e studio .... dopo secoli che questo rifaldo è direttore di raitre?! Poi la gente dite che si arrabbia, diventa scurrile... e viene inesorabilmente infilata tra la schiera dei populisti... ed addio credibilità. Qui i vaffanculo non bastano....
   
p.s. grazie messier. Un bacione

Ecco quanto detto da Travaglio:

CI PISCIANO ADDOSSO E CI DICONO CHE PIOVE

"Buongiorno a tutti. Iniziamo questo appuntamento settimanale. Sono un po' inesperto in questa materia e quindi spero che la cosa venga bene, ma verrà meglio nelle prossime settimane. Io vorrei sfogliare con voi i giornali della settimana per mostrare quali sono i problemi che affliggono l'informazione dei quali tutti noi, tutti voi credo, siamo molto preoccupati. Parto da un caso che mi ha coinvolto ma che, in realtà, non è il mio caso: si chiama "caso Schifani" anche se molti l'hanno chiamato "caso Travaglio". Dieci giorni fa sono stato da Fabio Fazio a raccontare alcune cose già presenti in alcuni libri mai querelati e in alcuni articoli querelati da Schifani che però ha perso la causa perché un giudice ha stabilito che tutto quello che aveva scritto di lui l'Espresso era sostanzialmente vero, non c'era alcuna diffamazione. Quella sera, come già mi era capitato sette anni fa quando ero andato a presentare un altro libro nelle stesse identiche condizioni da Daniele Luttazzi, è intervenuta la prima gallina che fa l'uovo, sempre in questi casi, cioè l'allora ministro e ora capogruppo del Popolo della Libertà provvisoria Maurizio Gasparri il quale ha dichiarato che ci sarebbero state delle conseguenze politiche. Per un attimo mi sono domandato "fanno dimettere Schifani?", in realtà volevano far dimettere me da non so cosa e far cacciare tutti i capi possibili e immaginabili della Rai come se io avessi chiesto il permesso o addirittura avessi ricevuto ordini dai capi della Rai, figuriamoci, per dire quelle cose. Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot" - anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle.

E quando afferma che io non posso raccontarle in televisione... diciamo che sta dicendo che non dovrei rinvangare certe storie di famiglia. Della sua famiglia. Si chiama conflitto di interessi, anche se in questo caso Berlusconi non c'entra, ma nessuno l'ha fatto notare. Pazienza! Meglio sapere con chi si ha a che fare, chi parla e chi dirige la rete progressista della Rai; poi ci sono anche le reti dirette dal centrodestra. A quel punto cos'è successo? Nessuno ha chiesto a Schifani conto e ragione di quello che è nei documenti ma, in compenso, hanno cominciato a chiedere conto a me di una serie di cose che peraltro non ho mai fatto. Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere? Pazienza, ma questo ha portato a parlare di me e delle mie vacanze invece di parlare delle società e delle consulenze urbanistiche del presidente del Senato. Consulenze urbanistiche che, guarda caso, sono state commissionate a Schifani dal comune di Villabate, uno dei comuni più infiltrati dalla mafia, e proprio da quel Nino Mandalà che proprio quindici-vent'anni prima sedeva nella stessa società di brokeraggio con Schifani e La Loggia. Comune che poi è stato sciolto due volte per mafia, per cui Schifani non ha potuto portare a termine il suo lavoro a proposito del Piano Regolatore che secondo il presidente del Consiglio Comunale di Villabate, Francesco Campanella attualmente in carcere e pentito, Schifani e La Loggia avevano concordato direttamente con il boss. Altra lezione di D'Avanzo: come fai ad accusare della gente di aver avuto rapporti, anche d'affari, [con queste persone] prima della loro incriminazione e della loro condanna? Uno non diventa mafioso il giorno in cui lo condannano per mafia o lo arrestano. Di solito è mafioso fin dalla più tenera età, è difficile la vocazione adulta nella mafia. Ti reclutano da giovane. Chi sta a Palermo e si mette in società con certe persone dovrebbe prima informarsi di chi siano. Chi accetta consulenze da un comune pesantemente infiltrato dalla mafia non può dire "non lo sapevo". Prima di lavorare in certi ambienti devi prendere informazioni, e su Mandalà le informazioni in loco erano piuttosto copiose. I magistrati, quando arrivano, sono sempre gli ultimi a sapere, un po' come i cornuti. Negli ambienti politici - lo diceva già Paolo Borsellino ma anche Giuseppe Aiala nel suo ultimo libro - chi ha certi rapporti lo si viene a sapere ben prima che la magistratura lo possa mettere nero su bianco. Altrimenti oggi dovremmo dire che Al Capone non era un mafioso. Al Capone non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale. Dovremmo definire Al Capone il "noto evasore fiscale italo-americano", secondo il metodo D'Avanzo. Ma andiamo avanti, non voglio parlare troppo di questo caso ma dei giornali, di come titolano i loro articoli e di quello che scrivono nei loro articoli. Naturalmente, la fonte che D'Avanzo indicava, cioè l'avvocato di questo Aiello che avrebbe detto di avermi pagato le vacanze, ha scritto a D'Avanzo una letterina su Repubblica in cui diceva "io non posso essere la sua fonte perché non l'ho mai sentita ne vista". La risposta di D'Avanzo non è stata "chiedo scusa, mi sono sbagliato, era una balla". Non ce n'è uno che si prenda la responsabilità di aver detto questa balla. Nessuno lo sa. La risposta di D'Avanzo sono due righe, uno vera lezione di giornalismo: "Il ricordo di Michele Aiello - cioè il ricordo che mi aveva pagato le vacanze, che non è vero - è stato raccolto da fonti vicine all'inchiesta". "Fonti vicine all'inchiesta". Tenete presenti queste parole, sono tutte espressioni nuove, neologismi che vengono fuori per l'occasione. "Fonti vicine all'inchiesta". Non si sa chi l'ha detto, sentito, riferito. "Fonti vicine all'inchiesta". Fonti purissime... Il Riformista: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa". Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" Fine dell'intervista. Nessuna domanda. Che risponda lui a domande che nessuno gli fa sarebbe abbastanza impensabile, infatti questo è l'unico Paese in cui uno che ha avuto certi rapporti e ha certi particolari biografici può diventare, di fatto, il vicepresidente della Repubblica in quanto seconda carica dello Stato. En passant cito Il Giornale, che invece di parlare di Schifani parla di me in un articolo pieno di balle. A un certo punto c'è scritto che io avrei una rubrica settimanale su Repubblica Torino, ed è vero, in cui rispondo alle lettere "con il vezzo di un autoritratto firmato dal disegnatore Mannelli". Ma come faccio ad avere un autoritratto firmato da un disegnatore che non sono io? Quello si chiama ritratto, l'autoritratto è quello che mi faccio io! Non si sa più nemmeno che parole usare, in certi casi. Si usano parole completamente fasulle. A questo punto che succede? Le nebbie si diradano, si viene a scoprire che anche la storia delle mie vacanze è una balla, nessuno chiede scusa - anzi si scrive "fonti vicine all'inchiesta" - e partono tutte le procedure legali per cercare di tappare la bocca o a chi ha ospitato o a chi ha raccontato questi fatti. Partono le solite authority, i soliti consigli di amministrazioni, le solite commissioni parlamentari di vigilanza. Tutti organismi politici dove ci sono dentro D'Alema, Fassino, Berlusconi, Fini, Mastella, travestiti tramite i loro emissari, che aprono pratiche, minacciano sanzioni, annunciano codici. Addirittura denunciano violazioni che nessuno ha mai commesso perché i codici li conoscono soltanto loro e le regole le conoscono soltanto loro. Io personalmente una regola conosco: verificare se una cosa è vera, accertarmi se sia interessante. Se è vera ed interessante, dirla. L'unica regola che conosco è che non bisogna violare il codice penale. Qualcuno ritiene che l'abbia violato? Lo dimostri in Tribunale. Qualcuno ritiene di avere qualcosa da rispondere? Risponda. Non ho sentito nessuna risposta, solo tante parole al vento. Segnatevi anche questa: contraddittorio. Fabio Fazio è l'intervistatore, io l'intervistato. La cosa accade tutti i sabati e le domeniche sera, si chiama intervista. Prevede che uno faccia le domande e l'altro dia le risposte. In questo caso hanno detto che ci voleva il contraddittorio, una terza persona - non so, la Finocchiaro o Schifani sotto la poltrona - che sbuca fuori per dire di starmi zitto o che sto raccontando balle. Ma questo non è mai avvenuto in nessuna intervista! Tra l'altro al presidente del Senato non mancano i mezzi, basta che faccia un gesto e si ritrova tutte le telecamere ai suoi piedi pronte a riferire qualunque sospiro esca dalla sua bocca. Perfino quando annuncia una lotta solenne e feroce alla mafia, che verrebbe anche meglio se uno non fosse socio dei mafiosi, ma non si può avere tutto dalla vita. La cosa che più mi ha fatto piacere è che questa manovra per screditare chi racconta i fatti non è andata a buon fine: chi riesce a conquistarsi una credibilità col proprio lavoro, con la propria serietà, alla fine ottiene quei famosi riconoscimenti dal basso di cui parlava Enzo Biagi, che sono incompatibili con i riconoscimenti dall'alto. Si deve scegliere: se li vuoi dal basso non li avrai dall'alto, e viceversa. Quindi, svanita la manovra, mi rimangono alcuni messaggi che mi sono appuntato. Uno viene da un mio amico che lavora alla Rai a Londra il quale mi ricordava che, a differenza che nella sua azienda, in Inghilterra quando un giornalista del servizio pubblico, la BBC, viene attaccato succede esattamente il contrario di quanto accade in Italia. Nel 2004 alcuni giornalisti della BBC fecero emergere il dossier Irak, cioè il dossier di bugie organizzate dal governo Blair d'intesa col governo Bush per mentire ai popoli occidentali, raccontare le balle delle armi di distruzione di massa mai trovate e dei rapporti tra Bin Laden e Saddam Hussein che non esistono. Quando andò in onda questo scoop il governo attaccò questi giornalisti. Bene, il presidente e il direttore generale della BBC, servizio pubblico radiotelevisivo pagato con i soldi degli inglesi, anziché prendersela con i giornalisti che li avevano messi in difficoltà con i loro scoop sul governo, si dimisero per difendere i loro cronisti. Da noi avete visto cos'hanno fatto i vertici della Rai, hanno detto che io avevo fatto qualcosa di inqualificabile, evidentemente perché non sono abituati a sentir raccontare la verità mentre quando vedono uno scendiletto che mette il microfono sotto il naso del presidente Schifani per chiedergli come agevolare il dialogo... beh quello gli piace, gli sembra un'intervista vera. Lì non chiedono il contraddittorio e neanche le domande! E' una questione di abitudine. Quando parlano di BBC, se la guardassero almeno un paio di secondi al giorno per capire così un servizio pubblico radiotelevisivo. Altra cosa che mi ha fatto piacere è che molti mi hanno mandato delle citazioni, delle frasi, degli articoli e persino dei detti. Vorrei concludere con un detto catalano che una studentessa di Barcellona in Italia per una borsa di studio mi ha mandato, insieme a uno di Paul Valéry che già conoscevo. Il detto di Paul Valéry è: "c'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi". C'è un altro detto di Paul Valéry: "se non riesci a demolire il ragionamento, cerca almeno di demolire il ragionatore". La stessa cosa avviene quando non riesci a demolire i fatti, che hanno una loro forza intrinseca, cerca almeno di demolire chi li ha raccontati. Infine, il detto catalano, che questa ragazza mi ha segnalato dicendomi che non le viene in mente niente di più preciso per descrivere la situazione che sta vivendo in Italia, la qual cosa la sgomenta parecchio. E con questa vi lascio: "ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo". Ciao, a lunedì prossimo.""


Sabato di calma piatta? MMM.... gatta ci cova
Postato alle 11:20 di sabato, 09 febbraio 2008
da: [ilFemminino]
Oggi 3 brevi punti...

1) - Innanzi tutto un bel video che aspettavo con ansia e tratto dall'ultima puntata di Annozero. Sta volta non è stato Travaglio a schiaffeggiare, nemmeno Santoro (che francamente non mi convince per nulla), e nemmeno un "qualcuno"... MA UN NESSUNO.... Guardatelo tutto perchè è l'esempio lampante, la prova CHE TUTTI CE LA POSSONO FARE.. che non solo l'alto livello culturale permette di farsi opinioni, giudicare, ed avere diritto di pretendere risposte. TUTTI POSSONO CENTRARE IL PUNTO. ok. Mi sto dilungando ancora. Ecco il video. Ma ragazzi... mandiamo in massa richieste di partecipazioni anche da Vespa, Ballarò  e compagnia


 

2)Vorrei attirare l'attenzione su un post scritto da Politicrak:

"Nomine e buoi dei paesi tuoi

Nota Bene:
il 13 e 14 aprile 2008 ci saranno le elezioni politiche. Il nuovo governo (qualunque esso sia) entrera' effettivamente in carica il 29 aprile. Intanto incombono le nomine. Fate caso alle date fissate per le decisioni da prendere. Considerate anche che le nomine nel loro complesso hanno una valenza di 200 miliardi di euro.

________________________

Al momento, i giorni già cadenzati sono il 22 aprile (Eni ed Enel, in seconda convocazione rispettivamente il 28 e il 29) ed il 27 aprile (Terna, in seconda il 28), mentre la data per Finmeccanica può essere fissata entro i sei mesi dalla fine dell'esercizio." (segue)




   

3) Vorrei mandare poco gentilmente affanculo la Prestigiacomo per la sua stima pubblicamente rivolta a Dell'Utri. La sua uscita ad Annozero è stata vergognosa. Lo stima personalmente e spera di rivederlo in parlamento nel prossimo governo! Ma dico... quando si parla di processi in corso terrorizzano giornalismo e censurano l'informazione motivando i loro dictat col fatto che fino a condanna definitiva un soggetto è innocente.. ed ignorando la valenza politica anche di fatti che legano, seppur non nell'attuazione di reati (concediamo il beneficio del dubbio) esponenti della casta politica ad esponenti della criminalità mafiosa e non, a situazioni torbide, a frodi, episodi di corruzione aggiotaggio scambio di voto etc.... QUANDO INVECE E GRAZIE A DIO UNA SENTENZA PASSA IN GIUDICATO E CIO' VIENE SOTTOLINEATO A TAL PUNTO CHE IL SOGGETTO VIENE MIRACOLOSAMENTE BUTTATO FUORI DAL PARLAMENTO... SI IGNORANO I FATTI. Mi piacerebbe chiedere alla Prestigiacomo se la legittimità di una (spero solo eventuale) presenza di Dell'Utri alle camere sia dettata dal fatto che crede che la sentenza stessa  sia  ingorabile o se crede che sia stato ingiustamente condannato....
Ma già... infondo è il ministro delle pari opportunità. Indipendentemente da chi si è e da ciò che si rappresenta tutti possono fare politica.... allora perchè tutti ne abbiano la possibilità sarebbe il caso che molti veterani si levassero dalle balle. Ma cosa possiamo aspettarci da una che definisce la satira come accettabile solo se di destra?! Si. Vedi il video a questo link: http://it.youtube.com/watch?v=EgvubRqxKnY


Il Femminino si ritira nelle sue stanze AUGURANDO BUON WEEKEND A TUTTI I CARI AMCICCI BLOGGER

p.s. Per chi non lo avesse letto.... tengo particolarmente al messaggio del post di ieri.


   

PICCOLI EPISODI DI POCA INTELLIGENZA: secondo me è una truffa.
Postato alle 11:34 di martedì, 11 dicembre 2007
da: [ilFemminino]
Non so gli uomini, ma nello shopping, in genere, tutte le donne hanno la tendenza ad affezionarsi a determinati posti +ttosto che ad altri. I fattori che possono portare ad una innata o inconsapevole propensione ad un posto o ad un altro sono molteplici... Ad esempio: se entro in un negozio di vestiti e noto che è diretto da gente che appena allunghi una mano per vedere la lunghezza della cerniera di un paio di jeans ti si rivolge in carognesco della serie "di a me quello che vuoi vedere se no me li metti in disordine" è la volta che mi calo immediamente nella parte del buon cliente perduto. Idem per quelle streghe di commesse che non fanno altro che farti i complimenti per come ti sta qualsiasi capo indossato anche se è evidente che sia vero il contrario... il modo migliore per non guadagnare soldi. Sto divagando.
Comunque... da quando sono piccini spendo soldi su soldi in un'unica profumeria... non che siano particolarmente simpatici o che facciano sconti... anzi... sono piuttosto gricci ... ma ben forniti e sanno fare il loro mestiere senza dare troppa confidenza. Ebbene... già che sono sotto casa...  già che i miei acquisti sono abbastanza abitudinari (terra, cajal, rimmel, fondotinta e l'immancabile jadore)  ...e già che la loro fidelity-card  permette di ricevere regali  di tutto rispetto al raggiungimento di determinate soglie di punti... finisco sempre per foraggiare le loro casse.

Il mese scorso, in crisi di astinenza per la fine dell'unico profumo sopra citato che riesco a mettere e senza cui mi sento un po' nuda... sono andata a comperarlo. Ero con mamma... e come ogni volta che usciao insieme si finisce per comprare anche cose che non centrano nulle. CI siamo poi messe a curiosare tra i pacchetti regalo di natale e... casualmente... la commessa ha ricordato che entro il 31 novembre avremmo dovuto scelgiere tra i regali del catagolo... pena la perdita dei punti accumulati. Non feci caso alle circostanze e ringraziai per il catalogo in questione gentilmente porto.

Il tempo passa ed il 30 mamma si ricorda della scadenza dei punti. Non aveva volgia di scendere di casa ... e siccome è una donna moooooooooooolto tecnologica (di questo vado fiera) si è collegata in internet per visitare il sito della Limoni e sperare di completare le operazioni necessarie on-line. Niente da fare... ma trova il numero verde. La voce che risponde al numero verde avverte che da sempre la scadenza è il 31 dicembre di ogni anno.... proprio per fare rientrare i punti delle spese di Natale.
????!!!! 31 dicembre???!!!

MMMM in buona fede non ci è venuto spontaneo pensare male.

Venerdi scorso mamma, che è 30 anni che si serve da loro, studiato il catalogo, si reca in profumeria per effettuare gli acquisti necessari alle scelte fatte. La profumeria era piena ed il caso ha voluto che la cliente prima di lei chiedesse della scadenza dei punti. La titolare prontamente rispose che le dispiaceva ma che erano già scaduti il 31 e che comunque si sarebbe potuta fare un eccezione per permetterle di ordinare secondo i punti accumulati ino al mese precedente. Mamma ovviamente, avuta la conferma che la signora era perfettamente a conoscienza della reale scadenza (altrimenti come avrebbe fatto a fare la splendida offrendosi portatrice di un'eccezione che non è di sua competeza, vista che è gestita dalla Limoni su scala nazionale)... non ha perso tempo ad obiettare pubblicamente fornendo la data reale...
La commessa, perdendo improvvisamente la buona educazione da sempre esternata, le chiese come si permetteva a contraddirla e come aveva fatto a sapere della scadenza al 31 dicembre...
Mamma (immagino con quale suffiienza... se la prendi per il culo diventa una iena) le ha spegato che credendo di avere perso i punti aveva chiamato il numero verde...e che quindi non c'era bisogno di mettere fretta ai clienti che avrebbero potuto far rientrare nel bonus anche le spese natalizie. Bum!
La realzione della titolare? Non ha nemmeno cercato di fare finta di essersi sbagliata... no!
"Ah, ma noi diciamo così se no i regali arrivano troppo tardi" Mah... poi si parla dei politci.

Be... questo post volevo scriverlo venerdi ma qualcosa ancora non mi convinceva. Sono andata in profumeria in orario di punta e mi sono sentita ripetere la stassa cazzata dei punti scaduti. Poi le ho chiesto: "scusi ma la tessera a scadenza viene rinnovata o si tiene  quella che già si ha?"
E lei... poco furba ancora una volta: "no! Si tiene quella che già ha. Dopo il 31 novembre i punti si azzerano e continuano ad essere caricati quelli dal 31 in poi"
Ah bastarda!!! Così i punti fino al 31 dicembre vengono a mia insaputa cancellati dall'uno gennaio nonostanze io in buona fede sia sicura.. già presa per il culo... di accumulare quelli di dicembre per l'ano successivo??!!!
Presa per il culo due volte.
Ho fatto finta di niente e sono uscita.
Che faccio?! Mi piglio la soddisfazione di dirglielo in faccia? Una causa per sta stronzata mi sembra una perdita di tempo.... se ne avessi da perdere quasi quasi... giusto per dargli una lezione....
Se mi metto a sbigliettare fuori dalla profumeria mi metto nei guai... mah! Contando che la maggioranza della clienela è costituita da persone molto anziane....
L'unica è non andarci più! I soliti rimedi del piffero. Chi fa il furbo continua a farlo.... Almeno lo sapesse fare bene... non ti pungerebbe così sul vivo.

N.B. da VOGLIOSCENDERE:
"IL PROGETTO MASTELLA" P. Gomez

Oggi il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi è finito agli arresti domiciliari. La procura di Roma lo accusa di corruzione e concussione. Verzaschi fino al 2005 militava in Forza Italia ed era l'assessore alla Sanità della giunta regionale del Lazio guidata da Francesco Storace. Nel 2006, quando già si sapeva che era sotto inchiesta, Clemente Mastella lo aveva fatto entrare nell'Udeur e gli aveva dato una poltrona di sottosegretario. Seguendo un percorso analogo erano poi confluiti nel mini-partito del ministro della Giustizia, Alessandro Musco, un professore di letteratura medioevale amico del pentito di mafia Francesco Campanella, che pochi mesi dopo sarebbe stato condannato in primo grado per riciclaggio di tangenti, e il diessino Angelo Brancaccio, un consigliere regionale campano, indagato per corruzione e peculato, appena scarcerato dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il 21 settembre di quest'anno il Guardasigilli ha presenziato alla conferenza stampa con cui l'Udeur ha annunciato l'ingresso dell'ex diessino nel partito, mentre Fernando Enrico il capogruppo del Campanile in regione ha commentato: «La scelta di Brancaccio si fonda su un progetto che è quello del segretario nazionale Mastella».

Niente, insomma, accade per caso.

Stralci audizione Forleo diretta dalla Vacca
Postato alle 12:08 di giovedì, 06 dicembre 2007
da: [ilFemminino]
Ecco come si conduce un'audizione di tale rilevanza... la Vacca (ripeto PDCI) ed il signorino Anedda , di Alleanza Nazionale (che come potrete rilevare si è addirittura permesso di fare il sarcastico mentre la Forleo parlava delle lettere anonime che hanno preannunciato la morte dei genitori e quelle che l'hanno seguito : "visto che sono morti"... "ora toccherà a te e a tuo marito"...etc) si può dire abbiano provocato le lacrime della Forleo? Visto che l'hanno ritenuta pazza ed esaurita propria per il suo sfogo! Trattare così una donna moglie madre ed orfana, interromperla con sufficienza mentre spiega e denuncia con documenti alla mano intimidazoni che le hanno fatto perdere i genitori provocandole un inevitabile peso sulla coscienza è giustizia? E' comportamento degno di esponenti del CSM??!! Scipparla dell'indagine diventatale così cara proprio perchè causa della morte di chi l'ha messa alla luce è giustizia??!! E' cosa oscurabile???? Per non parlare del fatto che qui la giustizia è a puttana, che l'uguaglianza è stata sfrattata, che noi siamo incazzati neri e non ci calcola nessuno!
Ovviamente quelli qui di seguito sono stralci dell'audizione... cercherò una versione più completa... ma si sa... siamo in italia... i documenti pubblici non lo sono anche di fatto.



Clementina Forleo Pubblichiamo ampi stralci dell'audizione del gip Clementina Forleo in prima commissione del Consiglio superiore della magistratura del 6 novembre 2007.


PRESIDENTE LETIZIA VACCA - Buona sera dottoressa Forleo, io sono Letizia Vacca, Vicepresidente di questa Prima Commissione. Come vede la Prima Commissione è al completo tranne il Presidente che è lontano per motivi istituzionali e ci sono altri Consiglieri che via via, se vorranno intervenire, le presenterò. Come le è noto noi abbiamo chiesto questa audizione esplorativa in merito alle sue ripetute dichiarazioni di essere oggetto di minacce ed intimidazioni provenienti da non precisati esponenti istituzionali.

Nelle sue interviste agli Organi di Stampa più volte ha ribadito di avere subito intimidazioni da parte di Magistrati e Forze dell'Ordine. Non sto a darle gli estremi degli articoli comparsi sulla stampa e delle sue dichiarazioni anche nel corso di trasmissioni televisive e, quindi, la pregherei di volerci fornire elementi più precisi sia sulle circostanze di fatto, sia sui nomi delle persone che ritiene implicati in queste vicende.

CLEMENTINA FORLEO - Grazie. Posso iniziare? Io ho partecipato a due trasmissioni televisive, che considero un'unica trasmissione, e si tratta delle due puntate di “Annozero”: una del 4 ottobre e una del 24 ottobre scorso. Considero parte di un'unica trasmissione perché concerneva lo stesso caso, il famoso caso De Magistris. A seguito di dichiarazioni, di contestazioni anche apparse sulla stampa, io mi sono rivista queste puntate sia sui siti Internet, poi mi sono fatta mandare anche i dvd a casa, e non ho riconosciuto in queste trasmissioni televisive nelle mie affermazioni frasi che mi erano state messe in bocca dai giornali, da media di altro genere.

In che senso? L'unica affermazione che io ho reso e che posso documentare è quella nell'ultima parte della seconda puntata della trasmissione “Annozero” (…) Io davo lettura di una missiva che mi era pervenuta da un cittadino che non conosco in cui mi diceva: «Dottoressa, non le faccia paura quel proiettile, ma le facciano paura i proiettili che arrivano dai Palazzi del Potere».

A quella domanda, che è l'unica - io me le sono viste - io dicevo che ero stata il giorno prima nella caserma di via Moscova, presso i carabinieri di via Moscova (a seguito sempre di quel proiettile) avevo reso delle dichiarazioni spontanee concernenti degli episodi che potevano avere inquinato la mia serenità e la mia sicurezza, intesa non come sicurezza in senso fisico, ma come sicurezza e serenità come immagine. Va bene? Quindi solo questo avevo risposto, dicevo effettivamente che in quelle dichiarazioni- senza fare nomi e senza offendere l'onore e il decoro di nessuno- avevo parlato di Magistrati e di esponenti delle Forze dell'Ordine.



PRES. VACCA - Scusi, credo di non avere capito perfettamente. Perché le riporto dichiarazioni virgolettate riportate proprio così, per esempio “Corriere della Sera”, 26 ottobre, al di là di “Annozero”, che ho visto…



FORLEO - No, quelle di “Annozero” - mi scusi Vicepresidente - se vogliamo parlare di quelle dichiarazioni le posso fornire del materiale riguardo sia le dichiarazioni da me rese ai carabinieri di via Moscova, sia altro materiale a riprova – ovviamente - perché ci sono stati dei seguiti che mi hanno amareggiato come magistrato e come cittadino, dei seguiti apparsi proprio virgolettati non smentiti sia da parte purtroppo dei vertici dell'Arma - non meglio identificati - sia da parte di alcuni colleghi che…



PRES. VACCA - Aspetti un momento, cerchiamo di andare per ordine, poi passiamo ai carabinieri. Le leggo questa dichiarazione riportata nel “Corriere della Sera”, 26 ottobre 2006: «Sono stata vittima di tentativi di delegittimazione e discredito da parte di soggetti istituzionali che non appartengono al mio ufficio e anche da appartenenti alle Forze dell'Ordine» (…) Va bene, lasciamo perdere i titoli che, naturalmente, non sono di sua mano, però «Ho subito intimidazioni da magistrati di un altro ufficio» riportato su “Il Messaggero” sempre del 26 ottobre questa volta fra virgolette (…)




Da queste sue dichiarazioni viene costruito un teorema, che non so se appartenga anche alla sua idea, su una pressione nei suoi confronti a seguito del fatto che lei ha menzionato personaggi della politica. I nomi sono noti, per esempio Fassino e D'Alema: nel suo provvedimento di trasmissione della pratica sulla Unipol viene costruito un teorema - è inutile che ci nascondiamo- per cui ci sarebbe un rapporto fra la sua menzione di questi nomi politici ed una attività di intimidazione e minacce nei suoi confronti da parte di magistrati non del suo ufficio e da parte di Forze dell'ordine. Allora (…) io chiedo a lei se condivide questa idea e quali sono i fatti precisi e le persone che l'avrebbero fatta oggetto di intimidazioni e minacce.



FORLEO - La ringrazio. I giornali- come lei mi insegna- possono dire, possono virgolettare quello che vogliono e posso fare vari esempi. Le confermo le frasi unicamente riferite su quella prima parte che lei mi ha letto del “Corriere della Sera” perché sono identiche e sono successive di un giorno o di due giorni a quella puntata di “Annozero” di cui io ho riferito. Parlavo di tentativi di delegittimazione, di denigrazione provenienti da magistrati del mio ufficio - non del mio ufficio, mi scusi - e da esponenti delle Forze dell'ordine…



PRES. VACCA - Chi sono?


FORLEO – Ecco… chi sono? (…) Ieri sono stata sentita dall'autorità giudiziaria di Brescia a cui ho reso delle dichiarazioni (…) Io ho segnalato – ed infatti il pm di Brescia è rimasto sorpreso del fatto che non fossero state trasmesse, non so per quali motivi - a Brescia che c'erano state varie, numerose, missive minatorie al mio indirizzo prima che mi pervenisse il proiettile e questo sin dai tempi in cui venivo ad essere assegnataria del procedimento concernente le note scalate.


Non posso evidentemente dire chi sia il mittente di queste missive perché erano anonime (…) Queste lettere minatorie venivano - una delle quali purtroppo preannunciava la morte dei miei genitori che avvenne dopo qualche mese per un evento fortuito, per una tragica fatalità. Questo evento fu seguito da un'altra missiva che è sempre agli atti- li ho portati- in cui si diceva «Hai visto come sono morti i tuoi genitori…».



PRES. VACCA - Sempre anonimo?


FORLEO - Sì, sempre… (…) si diceva: «Hai visto come sono morti i tuoi genitori, adesso la stessa sorte toccherà a te e a tuo marito». (La Forleo racconta nel dettaglio le vicende delle minacce subite dai suoi genitori, degli incendi e distruzioni delle loro proprietà… Poi ricostruisce le indagini avviate dal procuratore Santacaterina sull'incidente in cui avevano perso la vita i suoi genitori- si pensò sulle prime a un sabotaggio dell'auto- e i difficili rapporti fra la stessa Forleo e il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari, addetto alla sua sicurezza quando si recava in zona e titolare delle indagini dell'inchiesta sui genitori.

La Forleo contesta la qualità di quelle indagini e racconta di una sua telefonata burrascosa con il tenente del 19 maggio 2007. La Forleo rivela anche l'esistenza di una lettera anonima su “morti sospette avvenute nell'ambito delle famose scalate, in particolare di persone vicine a Ricucci e company…”. Si illustrano anche le denunce fatte contro ignoti per le minacce ricevute-



La Forleo rivela che il 5 settembre la stampa locale pugliese- un giornale che si chiama “Senza Colonne” - pubblica la denuncia contro di lei del tenente Ferrari, inondando i paesi di locandine - Il testo integrale della denuncia verrà pubblicato nei giorni successivi sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”. Il tenente si sentiva offeso per la famosa telefonata di maggio e denunciava il gip al Csm. La Forleo chiede spiegazioni ai suoi superiori a Milano (il Pg Blandini) e ai magistrati pugliesi. Il comandante generale dei carabinieri successivamente ha chiesto a Ferrari di rimettere la querela. La Forleo- informata dal prefetto di Brindisi, Lombardi, non accetta la remissione. (Lombardi avrebbe rivelato alla Forleo che il tenente era stato incitato a querelarla da due magistrati pugliesi, ndr)

ANEDDA (cons. Csm) - Lei si ricorda le domande che le ha fatto la dottoressa Vacca?


PRES. VACCA - Lasciala finire, ti prego.



FORLEO - Non ho capito.


ANEDDA - Le ho chiesto se lei si ricorda le domande che le ha fatto il Presidente.

PRES. VACCA - Volevo arrivare alla fine, scusa.


ANEDDA - Siccome vedo che si infastidisce ad ogni stormir di fronda…


FORLEO - Non ho capito

PRES. VACCA - Non si preoccupi, continui.


FORLEO - Che è successo?

PRES. VACCA - No, no, sto aspettando che finisca…


FORLEO - Non ho capito la domanda del…


ANEDDA - Siccome lei si infastidisce ad ogni stormir di fronda, allora… e sta parlando da parecchio tempo in maniera che nel mio paese- che è un paese di sgarbati, si dice “portare il cavallo al pascolo”, cioè non rispondere, la domanda che le ho fatto è: lei ricorda le domande che le ha fatto la professoressa Vacca?


FORLEO - Sì, quali magistrati erano…


PRES. VACCA - Sì, vada avanti perché sto aspettando anch'io che arrivi al punto finale.


FORLEO - Posso produrre la mia…


PRES. VACCA - No, no, la prego, continui…


FORLEO - Non ho capito il cavallo…


PRES. VACCA -…la sua esposizione per vedere…


FORLEO - Va bene (Racconta gli incontri con il legale del tenente- che era stato legale anche dei suoi genitori- per l'eventuale remissione della querela denuncia nei suoi confronti. Il legale, avvocato Ristetti, le rivela i nomi dei due magistrati che avevano spinto il tenente dei carabinieri a denunciarla: il dr. Santacaterina e il dr. Negro- che lei non conosceva. A dire dell'avvocato Ristetti quella querela serviva a darle “una lezione”. Si arriva al 23 ottobre e alla sua denuncia ai carabinieri di via Moscova. (Il racconto prosegue- ndr)…

Due giorni dopo, il giorno in cui ricevo il Premio Borsellino insieme ad altri colleghi, apparve su “la Repubblica” che io non solo avevo reso queste dichiarazioni, ma una notizia alterata ad arte, nel senso che si diceva (…) che il giorno prima c'ero rimasta quasi quattro ore riempiendo otto pagine e mezzo di dichiarazioni spontanee già inviate alla procura di Brescia, che ha ascoltato la Forleo. Praticamente un articolo che conteneva degli elementi veri- quindi non era frutto della fantasia della giornalista- ma che erano alterati ad arte. Quindi produco anche questo documento. Dopodiché io…


PRES. VACCA - Mi scusi, alterati ad arte in che senso?


FORLEO - Nel senso che mentre io lì avevo riferito di questo chiamiamolo concorso per denigrarmi e quindi per darmi questa lezione, etc…, lei non vi faceva riferimento, anzi, diceva che io ce l'avevo con questo tenente perché non aveva indagato sulla morte dei miei genitori (…) A quel punto io ho chiamato da Pescara- dove mi trovavo- il colonnello Bolognini, che aveva recepito le mie dichiarazioni spontanee, e dicevo «Colonnello, mi scusi, ma quelle dichiarazioni dove sono, dove si trovano?».

 Il Colonnello mi disse: «Guardi, dottoressa, queste sue dichiarazioni sono in cassaforte. Io ho comunicato solo la sussistenza- chiaramente perché ero lì presente quel giorno - il fatto che lei è venuta qui a rendere delle dichiarazioni però non ho assolutamente comunicato a nessuno il contenuto delle due dichiarazioni, le ho solo trasmesse a Brescia».

Ho detto «Colonnello, mi dispiace, però in questo articolo di giornale c'è scritto (…) che la giornalista in questione li ha appresi dagli ambienti di via Moscova». Per cui mi allarmai un attimo. A questo punto decisi (…) di rinunciare alla misura di protezione in corso (…) Mi ha amareggiato, credetemi, il fatto che dei colleghi di vario orientamento (…) mi hanno accusato di avere violato canoni di riserbo quando questa denuncia doveva essere nella cassaforte dei carabinieri e certamente non l'ho potuta dare io alla giornalista (…)

PRES. VACCA - Va bene, ho capito.


FORLEO - Io produco tutta questa documentazione.


PRES. VACCA - Sì, ho capito, però io continuo a non capire il punto di partenza, perché continuo a non riuscire a collegare questa vicenda- che riguarda i suoi rapporti con i carabinieri di Brindisi- le sue lamentele e lagnanze nei confronti di codesti carabinieri che non hanno eseguito indagini accurate, con il ragionamento sulle intimidazioni e le pressioni da parte di magistrati e forze dell'ordine in rapporto alle sue inchieste… chiamiamole delicate. Dalla sua esposizione non c'è nessun rapporto!


FORLEO - No, io non ho parlato agli organi di stampa. Mi scusi, professoressa, l'audizione di oggi concerne dichiarazioni da me rilasciate ad organi di stampa e televisivi. Io non ho mai- dico mai - poi ognuno ovviamente si assume le sue responsabilità - detto ad organi di stampa, né a programmi televisivi- se si acquisiscono le registrazioni le possiamo appunto vedere…


PRES. VACCA - Beh, le ho viste e ho ragionato sul contesto di quelle trasmissioni, mi scusi.


FORLEO - Cosa?


PRES. VACCA - Perché lei avrebbe dovuto- in questo caso- prevedere che il contesto di quelle trasmissioni poteva, in qualche modo, suggerire delle situazioni di interferenza fra i cosiddetti poteri forti- per intenderci poteri politici- e la sua attività di magistrato, e questo mi pare molto grave, perché è questo che è stato molto allarmante. Io da cittadino.- non da membro del Csm- che guardavo quelle trasmissioni, sono rimasta molto colpita per non dire allarmata e mi sembra che questo collegamento, di cui parlavamo all'inizio, diciamo inchieste scomode- per semplificare- e pressioni e intimidazioni possa essere alquanto fuorviante anche alla luce delle sue dichiarazioni di oggi.


FORLEO - Ripeto che di pressioni e intimidazioni io alle trasmissioni televisive non ho parlato. Me le sono riviste, se le vogliamo rivedere sono disponibile. Se lei mi parla di contesto dal quale si poteva ricavare questo io posso dire che alla seconda trasmissione era presente anche il dottor Ingroia, che ha affermato le mie stesse dichiarazioni in occasione, successivamente, ad un intervento del professor Grevi.


Il dottor Ingroia (…) fece proprio presente questo, a proposito di poteri occulti e di chi tocca i poteri forti a seguito di una dichiarazione del professor Grevi. Quindi anche il dr. Ingroia fece le mie stesse osservazioni (…) Quindi io in quella trasmissione non ho fatto riferimento ad intimidazioni e pressioni provenienti da magistrati ala mia persona, di intimidazioni o di pressioni riferire ad ambienti istituzionali né in programmi televisivi, né in organi di stampa.


PRES. VACCA - Io ho finito. Volevo solo che lei mi confermasse che questo collegamento è frutto di una forzatura da parte dei giornalisti.


FORLEO - Giornalisti… parliamo di giornalisti della stampa che mi ha letto? Sì, sì, una forzatura perché io non ho mai parlato, ho solo riferito, a meno che poi non si voglia… Ieri ho riferito circostanze di rilievo penale di altro tipo al dottor Salamone ed il dottor Salamone mi ha detto che se fossi stata interpellata su questo oggi (…) trattandosi di fatti secretati o comunque di fatti sui quali era opportuno fare delle indagini, sarebbe stato questo Consiglio a richiedere all'autorità giudiziaria di Brescia il relativo verbale. Siccome sono nuova a questo tipo di situazioni non… (…)


http://qn.quotidiano.net/2007/12/05/50802-ecco_cosa_disse_forleo.shtml

Scriviamo a Napolitano a favore della forleo:

target="_blank" >Nessuno tocchi Clementina

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Non decidiamo noi quello che ci deve interessare... basta che paghiamo lo stipendio a chi decide per noi le priorità
Postato alle 18:05 di mercoledì, 05 dicembre 2007
da: [ilFemminino]

Aspetta e aspetta... Tutto tace.
 

Forza Clementina
C.V.D.
Di Clementina non ha parlato nessuno. Il giorno del suo trasferimento Vespa ha parlato di Amanda spendendo un buon quarto d'ora a demonizzare la cannabis: ha invitato uno "pissssichiatra" dei miei stivali (guarda caso parlamentare... quindi nemmeno apparentemente disinteressato)   per chiedergli solo ed unicamente se é vero che le canne possono portare ad un distaccamento della realtà tale da far compiere un tale delitto...
Il mediconzolo ha naturalmente espresso parere positivo in questo senso... aggiungendo che può portare a gravi allucinazioni e che possono durare giorni interi!!!!!!!!!
 Non so, stava parlando dei cristalli o di semplice ERBA prelevata da un vasetto, seccata e tranquillamente fumata? No perchè vogliamo parlare del copertone di auto che si compra per strada? Quello è terrorismo. Sto divagando... Scusate ma il thc non è forse un principio attivo rilassante e delle due leggermente antinfiammatorio ed antidolorifico? Non ci ricordiamo più che l'erba è diventata droga solo quando si è cominciato a fare etanolo di canapa... e su richiesta degli Stati Uniti?!?!
DIamo a Cesare ciò che è di Cesare. Piantiamola di strumentalizzare delitti di cui francamente non ci frega un tubo (o sbaglio?)! Ci sono cose più importanti. Avremmo preferito sentir parlare di Clementina... anche se alla Vespa. Tanto per sapere quali sono le argomentazioni ce li fanno illudere di riuscire a mantenere credibilità arrampicandosi sugli specchi. Chissà se da 2 mesi a questa parte avrebbero cambiato versione. Becero come sempre il Vespa, servo più che mai. Dovrà pur sopravvivere in qualche modo... difendere i suoi privilegi dai tanti servi sempre più tappetini in concorrenza e sempre più appagati nell'esserlo. Dico ma... vespa... con quella facciotta da cocainomane, amante delle belle poppe e dell'alcool si è preoccupato di fare la puntata sui palloncini beffa però!! Oggi non so parlare italiano.  Ha barato per giunta! Vi ricordate? Con 2 bicchieri di vino non si supera l'uno. Lui lo ha lautamente superato... e senza cicles. O ha due litri sangue in croce... o aveva bevuto prima... ed un bel po'.
Beh... e la concorrenza? Matrix? Nada de Nada... argomento? Il tunisino vittima in vita della strage di Erba. Come si chiama? Non mi ricordo. Non mi interessa se riesce a far dei soldi dando il culetto a Lele Mora, nè se glie lo dà, nè quanti soldi guadagna sponsorizzando occhiali..e nemmeno se piange ancora dietro a sua moglie. E non mi frega cercare di capire se è innocente prima della sentenza. Non credo che abbia rilevanza pubblica... mica lo devo votare alle prossime elezioni!!! ... Al contrario di qualcun altro. (Continuate pure a far le orecchie da mercante... poi vi lamentate per i volgarisssssssssimi vaffanculo che vi precipitano addosso sventolando contro il fetore di merda che esce dalle vostre bocche... ). Ripeto... mi sarebbe interessato di più vedere come Mentana avrebbe affrontato il tema Forleo, quali persone avrebbe invitato a parlare...etc.
Avrei voluto sentire anche il nostro caro Mastella... che nelle ultime settimane compare in ogni tg come un santo a vendere luoghi comuni ed ad istituire commissioni parlamentari su tutto meno che sulla magistratura corrotta.
A proposito... quel mio amico suo devoto adepto mi ha spifferato che il governo cadrà a gennaio... e che faranno un governo provvisorio appositamente per la legge elettorale  su misura per salvarsi tutti il sederino (quest'ultima parte l'ho del sederino è una mia convinzione... e non solo mia credo)

Dico ma ... in tutto questo, la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Dalema è stata o no depositata al Parlamento Europeo???!!!!

Ecco il comunicato stampa del c.s.m. (lo scrivo minuscolo per gli ovvi motivi di dipendenza partitica già illustrati nel post "Caso Forleo: nominata la Vacca (pdci) come presidente sostituto della commissione del CSM competente: non vi puzza?")

PROCEDURA DI INCOMPATIBILITA’ PER LA DOTT.SSA FORLEO

“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina FORLEO, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”.

 

Roma, 4 dicembre 2007



Ma per piacere! Che riscontri avrebbero dovuto trovare? E' normale che sia stato tutto smentito! Mica sono scemi! Che prove pensavano di aver trovato? Veramente ci può essere gente che crede che un magistrato impazzisca e vada blaterando in giro gravità di questo tipo? Ci siamo scordati i genitori morti esattamente come da intimidazioni ricevute telefonicamente??!!

Aderisco all'iniziativa pro Forleo: scriviamo a Napolitano ( tra l'altro pare lateralmente coinvolto solo come soggetto a conoscienza dei fatti).


Forza Clementina

 

P.S. Guazzaloca pare abbia chiesto ai cittadini di raccogliere firme per la sua candidatura. Dico "pare" perchè l'ho letta sul Carlino Bologna... che come i bolognesi sanno ha già scritto cose false (non è l'unico, chiaro, ma mal comune non è mezzo gaudio), e perchè l'articolo non riporta le parole del Guazza ma consiste in una interpretazione del suo discorso alla serata della lista civica La mia Bologna, con cui venne eletto. Cosa significa? Significa che a scanso di equivoci per non far eleggere un uomo che proprio perchè ama Bologna bloccherebbe subito sto cazzo di trenino (alias Civis), si sta evitando di porlo come alternativa alla moglie di Prodi ed a Grillini (che bisogna aver il coraggio di ammettere che nonha un minimo di palle e credibilità senza aver paura di essere accusati di razzismo contro i gay)? Non so... ditemi voi.

IlFemminino si ritira nelle sue stanze... ma prima ho una presentazione da fare:
ilVenturi
l'unico Berlusconiano che voterei col cuore!!!



Facci Filipp post n.2 tutto per lui
Postato alle 18:56 di domenica, 21 ottobre 2007
da: [ilFemminino]
La scorsa settimana... più o meno avevo scritto su questo individuo rifaldo e falso. Mi ha fatto piacere trovare su youtube questo video che richiama esattamente quello di cui avevo parlato. Sono contenta che molta gente abbia avuto le mie stesse impressioni e sono felice che le mie idee ed opinioni trovino ancora una volta conferma tramite questo strumento LIBERO e PERSONALE  che è il BLOG... E ciò lo dimostra anche il fatto che ci siano personaggi quali Levi e chi sta dalla sua parte che cercano ora addirittura di toglierci questo insostituibile mezzo di libera ed indipendente espressione ed AGGREGAZIONE.

Il Femminino, ancora attonita e scioccata per le ultime novità sul caso De Magistris, si ritira nelle sue stanze.
Vi invito a leggere il blog http://www.dementemastella.blogspot.com che mi ha preceduto pubblicando notizie sul passato del soggetto che ha evocato a sè anche questa inchiesta troppo scomoda di De Magistris.




Ci hanno tappato la bocca. Non si può fare più nulla?
Postato alle 11:57 di venerdì, 19 ottobre 2007
da: [ilFemminino]
LE REGOLE PROPOSTE 


Capo I Il prodotto e l’attività editoriale

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.

3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative

Art. 7 Attività editoriale su internet)

1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

COME FUNZIONA OGGI

Oggi e' prodotto editoriale quello realizzato da una casa editrice, una impresa cioe' che chiede in Prefettura l'iscrizione nel registro degli editori con una semplice dichiarazione, e con indicazioni idonee nell'attività svolta al momento dell'iscrizione alla Camera di Commercio.

Chi ha un prodotto editoriale puo' registrare al Roc, registro operatori di comunicazione presso l'autorità per le comunicazioni, il proprio sito web.

Chiederlo non e' obbligatorio se non si e' editori. E' invece necessario se si vogliono contributi pubblici.

La nozione di prodotto editoriale e' vincolata al lucro.

L'iscrizione al Roc impegna in una dichiarazione annuale su come e quanto si guadagna e al pagamento di diritti annuali in rapporto agli stessi. L'iscrizione al Roc ha tempi biblici: ci si trova l'anno dopo ad utilizzare un modulo elettronico che chiede il numero di registrazione al roc, senza che voi sappiate ancora qual'e'. E vi resta la raccomandata sperando in bene. (accetto rettifiche, naturalmente).

COME DIVENTERA'

La proposta e' semplice: diventa prodotto editoriale anche "la cosa" fatta senza scopo di lucro. Pensiamo al blog di Grillo: e' tutto gratuito, vende i propri cd, ma il sito e' tutto gratuito, e lui non e' impresa.

Con la nuova dizione il sito, anche gratuito, anche gestito da un privato, diventa prodotto editoriale. Ogni blog personale diventa prodotto editoriale, soggetto alla normativa sulla stampa, con limitazioni in caso di sequestro, ma responsabilità penali aggravate in caso di denuncia penale.

L'attività editoriale diventa tale anche se svolta da non imprenditori. Basta pubblicare su internet.

All'art.7 abbiamo una meravigliosa incapacità di essere imprecisi, consentendo interpretazioni estensive della responsabilità dei singoli, contrariamente a quanto afferma il codice delle comunicazioni per cui solo chi e' autore di uno scritto risponde, non chi lo distribuisce (come telecom non risponde per le telefonate ingiuriose). Vediamo l'art. 7:

"1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa."

Cosa significa rileva ? Significa che io blogger mi devo iscrivere al roc con tutti gli adempimenti del caso ?

"2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni."

Cosa significa autorizzare ? Consentire ? Controllare ?

Autorizzare puo' anche essere letto come chi predispone il servizio che permette ad altri di scrivere in pubblico.

E cosi' tutti i blogger saranno responsabili per il commento lasciato da un lettore.

L'ITER DELLA NORMA

Il Governo l'ha appena approvata.

CONCLUSIONI

Potessero, chiederebbero la carta d'identità a chiunque parla in pubblico.

Su internet il controllo e' piu' facile. E imporre procedure burocratiche per l'apertura di un blog sara' il modo migliore per far finire l'internet Italiana.

Ricordate: il disegno di legge e' uscito in pieno agosto 2007. Come tutte le leggi che vogliono migliorare la vita di noi tutti.


Testo del DDL: http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf


Si vanta di 3000 persone... un numero facilmente radunabile da un dj in una discoteca dove c'è abbastanza spazio
Postato alle 12:44 di domenica, 14 ottobre 2007
da: [ilFemminino]
SANTO CIELO!! MASTELLA UN SANTO. Lo so, scusate ... sta volta non ho resistito. Dall'apice del bordello mediatico nei confronti di Mastella... e durante il quale invece di affrontare le questioni... il signorino è passato dal rispondere solo ai commenti più insignificanti ed alle domande preconfezionate... al supplicare tregua. Ora di lui non si parla più. Per forza. Lo ripete anche Santoro giovedì ricordando  a Travaglio di non nominarlo. Pare che a causa di offese giuridicamente imprecise ora si debba stare in silenzio. Visto che i nostri giornali fanno passare che le uniche offese nei suoi confronti siano dettate dal fatto che sia il padre dell'indulto (e ciò è falso, è vero) e non per la realtà della sua becera figura filo mafiosa e di fatto con le mani in pasta in posizione di totale conflitto di interessi...  Autocensura. Dopo la puntata di Ballarò dove si recitava la parte del cucciolone cascato dal pero i media si sono messi tranquilli. Evitano..
Continuo a ribadire che la sua persona è moralmente incompatibile con la carica che ricopre... e che di giustizia non ne capisce un emerito cazzo. Inutile ripetere perchè. Non solo... al Columbus day si è preso solo in parte quello che avrebbe meritato... noi italiani non dobbiamo avere paura di spiattellare i nostri giganteschi problemi. Tornando al punto... come si fa di solito in politichese.. dopo che è salta fuori uno scandalo mediatico e si riesce a fare silenzio sulla cosa... si riparte con la faccia da culo a dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra... Ed ecco che spunta questo "successo di 3000 persone dove Mastella presenta la sua proposta di riforma della giustizia... ci copia anche nei contenuti. Si, qualcuno potrà incazzarsi... ricordandosi... ma la maggioranza ha la memopria corta. In politica sono i numeri che contano. La maggiornaza... anche se non quantificabile numerosa come qualche mese fa (ora la gente si sta svegliando) non ricorda o non ha saputo.
 Solo che ora che si sono montati la testa.. pensano di farci scordare (non quello che era... ma) QUELLO CHE E' MASTELLA. Ed a quanto pare che continua ad essere.
Pensano di poter rigirare la frittata dopo solo due settimane di accantonamento della questione. Il problema è che la questione non è mastella... ma tutto il sistema di cui è uno degli esponenti più sfacciati.... solo perchè meno furbo però. Quel Casini infatti dopo aver sparato che Biagi era stato offeso ha pensato bene di sparire dalla circolazione per un po'... almeno sull'argomento giustizia. 

Il povero cucciolone della giustizia pubblica uno dei suoi post sul quel "blog" del piffero (CHE NEMMENO GESTISCE LUI! Fonti da giovane infottato UDEUR di mia conoscienza ed attivo nel comune di Roma... è l'unico difetto che ha... ma gli volgio bene).
Eccolo:

TREMILA AMICI E UNA LEGGE POPOLARE
"Sono soddisfatto. Volto pagina. Tremila amici sono arrivati da tutt'Italia per ragionare insieme a me di politica, di uno scatto da compiere, di un progetto di centro da portare avanti a testa alta, e, non ultimo , per manifestarmi solidarietà in un momento che, sia pur dietro le spalle, è stato molto difficile. Anche Pezzotta ha voluto essere presente. Ora guardo avanti. Alla legge popolare per la quale proveremo a raccogliere firme ovunque. Per chiedere che si inserisca nuovamente il diritto a esprimere le preferenze nella scheda elettorale."

 La cosa si commenta da sè. COPIA! La legge del v-day è troppo drastica... per cui (in ritardo) ha deciso di proporne solo una parte... infilandogli un po' di sana solita ipocrisia...sperando (come è facile che sia) che il parlamento prenda in considerazione prima la sua +ttosto che quelle di Di Pietro o la nostra. Ma ecco che le Iene in questo momento di "quiete" SOLO MEDIATICA fanno venire fuori quali siano gli scenari quotidiani del ministro:

I suoi concittadini lo amano? Come???? Per loro è paragonabile niente popò di meno che a PADRE PIO????!!! PERCHè??????? PERCHè COMPIE MIRACOLI??? SI? Quali??????!?!?!?!?!?!?!?!?!?
Fa "favoretti"? Ah... capisco... eh...... si .
A te il rolex? Che culo! Bel regalo. Costoso. SI vede che tiene al tuo rispetto. E a te? Ah, un posto al ministero della giustizia. MMM lavoro insomma. Travaglio è ancora fuori ma quest'ometto che non parla italiano e per cui è normale recarsi a casa del ministro con dei doni per chiedere un calcio in culo ora ha uno stipendio (pagato da noi). E' NORMALE! e'  una brava persona... con le tasche degli altri.
E' proprio adatto alla poltrona di ministro della giustizia...

Dal video è evidente: la gente intervistata vive e sguazza nella mentalità di assistenzialismo e di favore alla faccia del mondo NORMALE. Parlano delle sue goliardiche imprese come se fossero normali. Guardate il video.



Mi sa che stanno diventando incapaci di darla a bere... dovrebbero impegnarsi di più
Postato alle 15:20 di giovedì, 11 ottobre 2007
da: [ilFemminino]
Buon giorno,
mattinata iniziata prestissimo ... causa meccanico da raggiungere "in culo ai lupi" dopo aver fatto la punta catasto ed  in tempo per essere di nuovo a casa alle 9. E nel rincoglionimento dell'alba  mi sono accorta di una cosa stupefacente!  A Bologna hanno numerato gli alberi.  Si! 

TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO TRA I TRATTINI HO SCOPERTO CHE E' UNA STRONZATA... QUELLO CHE HO DETTO SUGLI ALBERI INTENDO... MI SCUSO. IGNORANZA MIA. NON LO CANCELLO PER DARE LA POSSIBILITA' DI INFAMARMI

- Deve essere successo da poco... me ne sarei accorta prima. Me ne sono accorta in centro ferma ad un incrocio puntualmente bloccato da una vigilessa dall'aria antipatica ed impettita (ora che ci penso a quell'incrocio si trova fila solo quando ci sono loro...  ).  Il bello è che sono arrivata fuori dalla zona industriale verso Castenaso ed anche lì sui tronchi ci sono i cartellini!! in centro erano sul 4567, bianchi, circa 3 cm per 5, fermati da due chiodini, nei pressi del meccanico 9mila e passa. Chissà se questa iniziativa ha una motivazione valida ed utile.... potrebbe anche essere infondo...  forse volevano evitare di trovarsi con un albero in meno sui viali... chissà che con il rincaro dell'energia sia venuto in mente a qualcuno di prevenire chi cerca di scaldarsi davanti al caminetto.... -

Comunque... avete visto ieri sera MATRIX???!!!! Ospite di Pietro. Ma non ho proprio capito il senso della presenza di quel pirla con la giacca blu ed i denti distanziati di due cm l'uno dall'altro... e nemmeno di quella new entry dei salotti tv... quel giornalista biondino, con i la bocca storta... e lo sguardo poco limpido (mia opinione si intende).
Parto da quest'ultimo... non ho capito se c'è o ci fa. O meglio... l'ho capito che ci fa... ed in modo più che fazioso. Mentana gli ha fatto una domanda su cosa pensasse della "scalata" (in senso buono) politica del Ministro... lui come al solito ha cominciato sputando merda tanto per dire.  Dico... con che faccia dire in modo sprezzante ( e con un sorriso malizioso) che "tanto" Di Pietro è visto solo come l'emblema della giustizia??!! (A parte che parecchi hanno capito che è l'unico che la sostiene.. e mi pare che sia un punto a favore suo e a discapito di tutti gli altri...) .Con che faccia dargli del falso dicendo che l'anno scorso aveva detto di essere favorevole all'indulto strumentalizzando ciò che rispose ufficialmente a Giovanni Paolo II e che ribadì successivamente accusandolo di fare ora il cambio bandiera martoriando il "povero" Mastella??? Ma dico... pensa che siamo tutti cretini?? Perchè a me è parso questo. Un conto è fare l'indulto per togliere dal carcere vecchietti con una pensione da 400 euro al mese che hanno rubato una mela o del pane e persone che sono andate dentro per la legge fini sulle droghe PESANTI quali gli oppiacei... un conto, invece,  è essere invece favorevoli ad un indulto che a mio parere  ed a quanto pare anche del Ministro e di tutta italia, è stato un'amnistia mascherata, scritta in modo casualmente generico ed  incompetente. Ha cominciato a starnazzare isterico chidendogli di rispondere con un si o con un no alla domanda "è vero che lei sostenne l'indulto quando lo propose Giovanni Paolo?" Di pietro cominciava a rispondere e lui gli passava sopra alzando  il tono di voce ancora di più: "E' vero o no???!!!!" "Lei non è un buon politico se non sa rispondere si o no e basta !!!!!!!!!!!!(ridicolo)". Incredibile. Non so se si è reso conto che all'Italia è più che chiaro  quello che sostiene Di Pietro come ormai è più che chiaro che la lotta che gli fecero  durante la sua carriera da Magistrato  era finalizzata all'insabbiamento  di quello che una volta si faceva in modo meno sfacciato ed arrogante. E già 3 volte che lo sento parlare e quello pseudo giornalista che si atteggia al "le so tutte solo io e ce l'ho solo io... non imposta se piccolo" con un arroganza disarmante...  spara fango senza prendere bene la mira... e conclude con una seconda vagonata di cazzate che non centrano nulla con la domanda che gli è stata proposta. Di fatti ieri sera dopo la starnazzata ha cambiato discorso(ovviamente senza far rispondere Di Pietro... anzi, scordandosi di aver appena preteso una risposta) concludendo che la sinistra che aveva fatto opposizione elevando la legalità a cavallo di battaglia e vincendo, aveva deluso gli elettori (gongo banana... avevamo bisogno di questo genio di opinionista per arrivarci) e concludendo lasciando intendere che tantovale rivotare Berlusconi. Il filo logico non lo vedo nemmeno ora. Che rifaldo.
Di Pietro a mio giudizio è stato un signore.... e non credo si debba preoccupare di scenette del genere.

DUlcis in fundo l'altro compare a cui rimbalzava la parola (descritto prima.. scusate ignoranza mia ma non mi ricordo i nomi) ... sempre ridendo... sosteneva che l'unico motivo per cui Di Pietro stava acquistando consenso era perchè a quanto pare gli Italiani ritengono ancora che legalità sia un motivo valido per scendere in piazza...ironizzando come se fossimo tutti un branco di coglioni che manifestano per delle cose di poco conto. Non potevo crederci! La puntata è stata talmente ridicola da non preoccuparsi nemmeno della possibilità che fosse presa seriamente da alcuno.
Non capisco se voleva essere un tentativo per ricalcare il tono aggressivo dell'ultima genialata di santoro. Gridare cazzate non aumenta il consenso.

Poi ... dopo la puzza...hanno fatto vedere il video di Mastella a New York dove il caro guardiasigilla manda affanculo italiani che protestano  per De Magistris. Mentana ha chiesto un commento a Di Pietro... che giustamente ha risposto che non avrebbe parlato del Provolon De Mastelloni e che tanto non ce ne era bisogno è stato prontamente attaccato perchè non ha avuto parole di solidarietà per un ministro italiano messo così in imbarazzo all'estero!!!!! Santo cielo! Al posto di Mentana mi sarei vergognata. E comunque meglio far sapere in giro i nostri PROBLEMI ... visto che lavare i panni sporchi in casa non porta a nulla. Che ipocriti.
Dopo poco, quando hanno tirato fuori la storia per cui sul caso De Magistris  il pm avrebbe sbagliato procedura omettendo di riferire al magistrato referente le iniziative sulle indagini in corso (ovviamente omettendo che lo fece perchè uno degli immischiati era il figlio di quello a cui avrebbe dovuto riferire), ho spento la tv.



Mah. ridiamoci sopra riguardando il video dell'anno:
Appello per la Giustizia - Per De Magistris

Segue: Maroni e la querela a Di Pietro
Postato alle 12:17 di mercoledì, 03 ottobre 2007
da: [ilFemminino]
Buon Giorno. Stamattina non ho lezione... quindi eccomi qui a scrivere. Eravamo rimasti che Maroni aveva annunciato in diretta che avrebbe querelato Di Pietro per avergli affibiato l'appellativo "mafioso" definendo come tali tutti i cari condannati in via definitiva che si trovano in parlamento. Beh...non ci crederete mai ma in internet non ho trovato nulla di quello che cercavo.... non intendo dire che  quello che ho trovato non andava a discapito del caro leghista che vuole querelare Di Pietro... ma che ho cercato di capire perchè Maroni nel 1996, quando gli ufficiali di polizia giudiziaria si presentarono alla sede di Milano della Lega con un mandato di perquisizione firmato da uno di quegli orchi cattivi di pm che si permettono di andare a guastare le mani in pasta ai "politici", ritenne opportuno rischiare la propria incolumità per impedire ai "mafiosi" "delinquenti" sbirri (così li definì) di fare il loro sacrosanto dovere... non una... ma due volte: non essendo riusciti ad entrare la prima volta... tornarono la successiva... naturalmente senza trovare nulla se non  gli armadi vuoti.
Ho perso un po' di tempo in rete ma non sono riuscita a rispondere ad alcune domande che mi sono posta... ma per capirci qualcosa evitandomi un papiro noioso ed inutile andatevi a leggere il primo paragrafo del post precedente dove potete vedere il video di youtube che lo immortala in questa "sparata" solo apparentemente credibilissima.
Fatto?
Bene... allora procedo... sperando di essere sufficientemente chiara.



Tutto è partito dal fatto che un certo CORINTO MARCHINI ed altri soggettini coinvolti in reato connesso, erano sotto accusa per la "Guardia nazionale padana".
Ovvero (dalla sent. n.58 anno 2004 della Corte Costituzionale) La Camera espone come segue i fatti da cui il conflitto trae origine.
"Con decreto del 17 settembre 1996 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona ha ordinato - nei confronti di Corinto Marchini e di altri indagati per reati commessi in concorso - la perquisizione delle loro abitazioni e degli altri luoghi di cui avessero la disponibilità, al fine di acquisire elementi di prova relativi all’indagine ed in particolare l’elenco dei componenti della cosiddetta “Guardia nazionale padana”. Durante la perquisizione della sua abitazione, il Marchini riferiva che una copia dell’elenco era custodita in un locale da lui usato come ufficio, nel seminterrato della sede di Milano della Lega Nord.

A seguito di tale dichiarazione, la polizia giudiziaria si recava il 18 settembre 1996 presso tale sede, dove giungevano anche il difensore del Marchini e l’on. Maroni. In particolare quest’ultimo -(badate bene a quanto dichiara per espingere il primo tentativo di perquisizione)- si opponeva all’esecuzione della perquisizione perché - a suo dire - il Marchini non aveva un ufficio nella sede della Lega Nord, dove nemmeno lui, che pur era parlamentare, disponeva di alcun locale."

Ora dico la mia: davanti ad un documento che solo nel 2006, cioè dopo quasi 10 anni è stato dichiarato illegittimo grazie ad una interpretazione del termine "domicilio" fatta dalla Corte Costituzionale che ha inteso la sede della Lega nord nella disponibilità di Maroni e quindi per corollario suo "domicilio"... Con ciò la corte ha reso inutilizzabili gli elementi di prova e qualsiasi cosa rinvenuta in tal luogo in virtù del fatto che, come da Costituzione (che quando conviene viene puntualmente richiamata) essendo domicilio di un paralamentare, perchè la perquisizione fosse legittima non bastava una autorizzazione del pm ma si sarebbe dovuta avere prima l'autorizzazione a procedere dal Parlamento!!!
Ora... aggrediti i pubblici ufficiali e detto che non c'erano prove del fatto che ci fosse un ufficio nella disponibilità dell'indagato della Lega, i pubblici ufficiali tornarono con una autorizzazione  uteriore  per l'ufficio indicato come il luogo dove era custodito l'elenco degli affiliati alla Guardia Nazionale Padana. La resistenza fu tale che Maroni finì addirittura all'ospedale...
Ma mi chiedo perchè?!?!?!
L'illegittimità della perquisizione  a discapito di un parlamentare può essere eccepita senza termini di prescrizione ... All'epoca però Maroni reagì ad un'azione autorizzata e che non aveva idea fosse illegittima... anche perchè la tal illegittimità è stata sollevata solo nel 2004...dal 1996. Infatti è stato condannato anche perchè riteneva che nè lui nè il compare di partito avevano alcun locale nella loro disponibilità. MMMM... cosa lo ricorda a fare in televisone!!! Pirla!!!

A questo punto mi sorge spontanea una domanda: qual'era allora il valido motivo per opporsi? Cosa stavano proteggendo di così importante da portare Calderoli (si... era presente anche il porcello) Maroni ed altri ad aggredire le forze dell'ordine ed a resistere anche a discapito della loro incolumità? E come mai (pura coincidenza), fallito il primo tentativo di perquisizione, al secondo non trovarono nulla se non la stanza di loro interesse "vuota"? (trovate tutto nelle sentenze che appaiono in goggle se cercate "Maroni perquisizione sede lega milano 1998")
Al secondo tentativo gli sbirri trovarono tanto folgi di carta attaccati alle porte con lo scotch che identificavano come studio di Maroni quasi ogni accesso. Sempre dalla sentenza: "
Il Procuratore della Repubblica di Verona, consultato per telefono dal funzionario procedente, confermava l’ordine di eseguire la perquisizione, ritenendo che il foglio apposto sulla porta costituisse un sotterfugio. La polizia giudiziaria entrava allora nel corridoio, sul quale si affacciavano vari locali. Sulla porta di uno di questi rinveniva altro foglio di carta con la dicitura “Lega Nord - Segreteria politica - Ufficio dell’Onorevole Maroni”. La polizia entrava in questa stanza, identificata come quella nella disponibilità del Marchini, ed effettuava la perquisizione, che non aveva esito perché il locale, al di là dell’arredo, era in sostanza vuoto. Nei confronti dell’on. Maroni e di altri parlamentari ha avuto inizio un procedimento penale per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 del codice penale), distinto da quello a carico del Marchini, cui si riferivano i decreti di perquisizione."
Quella stanza prima era vuota? E perchè sempre durante il secondo tentativo di perquisizione gli addetti trovarono su parecchi uffici pezzi di carta attaccati con lo scotch che riportavano la scritta "studio del on. Maroni" se poco prima, per respingere il primo "attacco mafioso", avevano dichiarato che non c'era nessun luogo nel la loro disponibilità? Certo che dopo il primo tentativo di perquisizione avranno chiamato i loro avvocati che giustamente gli avranno indicato questa strada ... ma questo è un atteggiamento tutt'altro che trasparente. No? Infatti Maroni venne condannato per resistenza a pubblico ufficiale... ma non per avere chiamato gli sbirri "mafiosi"
(cosa che invece vuole far valere contro Di Pietro) nonostanze al Parlamento fosse stata chiesta anche l'autorizzazione a procedere in tal senso  dal momento che  quelle affermazione vennero ritenute dette nell'esercizio delle sue funzioni. Interessante... comunque autorizzo il processo a suo carico per resistenza. Per questo è stato condannato.
E comunque... riguardo la sparata  di querelare Di Pietro.... e ragionando di buon senso unitamente al fatto che ad ogni modo è insindcbile che Di Pietro abbia espresso le sue opinioni nell'esercizio delle proprie funzioni.. e finisco con un po' di banali considerazioni:

Ammesso e non concesso che la querela di Maroni sia fondata, se non si potrà più dare del mafioso ad un soggetto nemmeno quando assume certi comportamenti riluttanti delle istituzioni pubbliche (Ma dai! Un onorevole che fa a botte con la polizia per impedire una perquisizione relativa ad un processo dove lui non c'entra nulla!!!!!)... potrebbe finire che la parola "politico" diventi sinonimo di "mafioso"....dal momento che tale termine assume già ora diverse valenze identificative di diversi atteggiamenti. 
E comunque ... se gli stessi mafiosi insistono nel dire che la mafia non esiste... che offesa potrà essere (in riferimento al Significato originario del termine stesso) se non un appellativo formalmente inesistente e che nemmeno per i destinatari iniziali di tal definizione costituisce offesa? E perchè lo stesso appellativo non può essere utilizzato a descrizione di un qualcosa che non necessariamente risale originariamente a determinate cosche o familgie di un certo "stampo" ..ma possa essere utilizzato per riferirsi a qualsiasi tipo di uomo o associazionea a delinquere che si impone con la forza  (fisica o COMUNQUE INFLUENTE IN QUALSIASI MODO e di fatto in contrsto con l'autorità) O SEMPLICEMENTE AD UN ATTEGGIAMENTO CHE PERSONALMENTE OD OGGETTIVAMENTE RICHIAMA ALLA MENTE REALTA' DELLA SOCIETA' TUTT'ALTRO CHE DEGNE DI TUTELA DA PARTE DI UN ORDINAMENTO DEMOCRATICO?
Ed infine...Perchè non può intendersi tutto un sistema "mafioso" se costituito anche solo da alcuni soggetti che ricoprono cariche ed uffici in barba al senso comune della coerenza e della legalità? Il senso ed il buon senso comune siamo NOI... no?


Beh...sto divagando... comunque in internet della questione c'è poco... e non ho trovato nessuna opinione in proposito... nè illustre... nè di comuni mortali.

Il Femminino va all'università....


Appello per la Giustizia - Per De Magistris  

D'Alema nella cacca si arrampica sugli specchi
Postato alle 11:55 di lunedì, 24 settembre 2007
da: [ilFemminino]
Sto ancora spulciando internet per capire se le intercettazioni di D'alema le hanno autorizzate o no. Non dovevano decidere entro la scorsa settimana????!!!!!!

Gira e rigira ho anche trovato un articolo dove D'Alema sostiene che l'ordinanza della Forleo sia illegittima perchè non inviata al Parlamento Europeo!!!! Secondo voi Mastella è intervenuto a correggere il compare sulla castronata? hahahaha manco sa di che si parla! hihihihohohohohuhuhuhuuh

 D'Alema ora in quanto parlamentare non può essere iscritto al registro degli indagati senza autorizzazione del parlamento (è uno dei privilegi dei parlamentari). Un parlamentare non può essere indagato senza l'autorizzazione della camera nel periodo in cui è parlamentare. Cosa centra il fatto che a fine 2005 fosse nel parlamento europeo!? Se l'ordinanza fosse stata chiesta allora la Forleo l' avrebbe mandata al Parlamento europeo. Ora è nel parlamento italiano. Che è sta interpretazione fai da te? Entro la mattinata riuscirò a sapere se hanno votato o no??!!

Altro articolo... sentite questa!!!  D'Alema: "Ordinanza errata". E' "errata", secondo il vicepremier, l'ordinanza con cui Forleo chiede alle Camere di utilizzare le telefonate intercettate tra sei parlamentari e alcuni indagati nelle inchieste sulle tentate scalate ad Antonveneta-Bnl-Rcs. L'ordinanza "non attiene all'utilizzabilità delle fonti di prova nei confronti dei soggetti già indagati, ma si configura come un'improponibile richiesta di 'autorizzazione a procedere'", scrive il vicepremier nelle 27 pagine della sua memoria difensiva.
Dove sta scritto che l'ordinanza debba essere chiesta per persone già indagate?! E' il contrario! E' chiesta perchè avete anche il culo di trovarvi in una situazione giuridica di maggiore garanzia ( a mio avviso ingiustificata)! La Forleo  richiede appunto che possano essere utilizzate intercettazioni proprio perchè basterebbero DA SOLE a provare i reati di cui trattasi!!!!! E si tratta di telefonate che oltre ad essere pubbliche ed inequivocabili, se fossero usate solo contro metà dei coinvolti costituirebbero l'ennesimo paradosso italiano ... contando che sarebbe di dominio pubblico il motivo per cui contro l'altra metà non sarebbero potute  essere usate (il privilegio). Le stesse telefonate sono la prova su cui sono indagati gli interlocutori dei nostri parlamentari. Il problema è proprio che senza un "si" da parte del parlamento D'Alema Fassino e compari riuscirebbero a sottrarsi alla giustizia in modo legale.. cosa che sembra essere l'unica loro preoccupazione... visto che di salvare la forma non si interessano nemmeno.  Che cazzo scrive il vostro avvocato!!! Siete proprio alla frutta eh?

Ed ancora nello stesso articolo del Corriere della Sera: D'Alema riguardo le dichiarazioni della Forleo....«oltre che indebite appaiono essere sospinte da una pregiudizievole animosità estranea alla cultura e alla funzione propria di un giudice, che si esprime con tanta acrimonia quando ancora i soggetti indicati non sono stati neppure iscritti nel registro degli indagati». Per il ministro degli Esteri, dunque, la struttura dell'ordinanza del Gip «nella sua ontologica anomalia sembra essere configurata alla stregua non già di una richiesta di autorizzazione all'uso di elementi probatori, bensì come una sorta di richiesta di autorizzazione a procedere ormai non più prevista dal nostro ordinamento costituzionale».

Ovvio! Non possono essere indagati senza sto  benedetto ingiusto permesso!!!! Non capisco che ci sia di anomalo!
 Ricapitoliamo: un giudice delle indagini preliminari
alla fine delle indagini, ha facoltà di richiedere ulteriori mezzi di prova o l'utilizzo degli stessi  a completamento dell'operato del pm (che qui... badate bene... per una volta non è nominato come un orco cattivo .. dal momento che ha evitato di chiedere l'utilizzazione delle telefonate contro i parlamentari... ciò equivale a dire che ha evitato di fare il suo lavoro) se ha motivazioni gravi. La grave motivazione con cui chiede l'autorizzazione all'uso di elementi probatori la Forleo la spiega asserendo  che le telefonate (già assunte come elementi di prova a carico degli scalatori non parlamentari che per questo motivo si trovano ora indagati) sono prova di un disegno criminosi di cui sono parti attive anche gli interlucutori (Fassino, D'Alema etc) ...  che però non possono essere iscritti al registro delgi indagati senza l'autorizzazione del parlamento a causa del privilegio che lo vieta. Se non fossero stati parlamentari ... bensì comuni mortali... sarebbero indagati GIA' dal 2005. Questa grave motivazione prima viene detta scorretta ed ingiustificata perchè il tono evidenzierebbe indice di "animosità" (che vorrete arrivare a destituire il giudice perchè troppo interessato all'accertamento dei fatti???!!! sfigati!), poi ne viene pretesa una fantasiosa irregolarità di comunicazione non avvenuta al Parlamento europeo. Il mese scorso... quando ancore queste teorie non erano state elaborate... si gridava un surreale "abuso di ufficio" in realtà inesistente (hahahahahahahah)
Perchè tanto accanimento nel SOTTRARSI ALL'ACCERTAMENTO DELLA GIUSTIZIA?! Sono così nella merda da doversi attaccare ad irreali irregolarità procedurali? Ciò può significare due cose: o sanno che verranno condannati... o non credono nella giustizia come dovrebbero in quanto esponenti di una (a dir loro) democrazia..


FORLEO E DE MAGISTRIS: ATTENTI A CHI LIMITA LA LIBERTA' DI STAMPA
Postato alle 17:20 di domenica, 23 settembre 2007
da: [ilFemminino]
PARLA CLEMENTINA FORLEO
Magistrati coraggiosi
(…) Mi si deve consentire di ringraziare il collega, il pubblico ministero De Magistris, che con altri colleghi in questo Sud combatte perché si affermi il senso dello stato. Combatte con enorme sforzo, con enorme impegno, con enorme sacrificio perché certa Italia si desti e non volga il suo sguardo ai lavavetri che infastidiscono persone che hanno avuto la fortuna di avere il pane, ma che guardi a chi infanga questo Paese a chi lo sporca dall’alto. (…) Voglio ricordare un telegramma che ho ricevuto dopo gli attacchi di cui sono stata vittima, il telegramma di un collega più anziano, il cui nome non faccio per discrezione, un collega che ha combattuto (…): “Ricordati che quando si toccano i poteri forti si paga. Io li ho toccati: ho pagato, ma non mi pento”.

La legge è (dis)uguale per tutti
Le violente aggressioni, anche le sottili e le brutte intimidazioni di cui molti organi inquirenti, anche giudici titolari di inchieste delicate, sono stati oggetto, a mio avviso, lo dico con serenità, ma anche con una certa amarezza, lo dico da magistrato, ma lo dico anche soprattutto come cittadino, segnalano una certa riluttanza a riconoscere che in uno stato di diritto, in una democrazia moderna, nell’Italia del 2007, non nella Berlino Est prima del crollo del Muro, si debba accettare dignitosamente il principio per cui la legge debba valere per tutti. Questa premessa mi sembra d’obbligo perché il problema delle conversazioni intercettate o di atti di indagine pubblicati è un tema che sembra essere puntualmente ignorato quando anche i media più qualificati sbattono in prima pagina, dando per già condannati, comuni mortali indagati e poi magari scagionati dallo stesso tribunale del riesame, penso, per tutti, al caso di Rignano Flaminio, al di là, ovviamente, del merito delle vicende giudiziarie in questione.

Mastella, nemico della piccola stampa
Analizziamo ora le riforme che si vogliono apportare alla normativa vigente per vedere come uscirne e salvare il diritto di cronaca (…). Tre sono le norme chiave del sistema: una è contenuta nel codice penale, l’articolo 684, e le altre due nel codice di procedura penale, gli articoli 329 e 114. L’articolo 684 è una norma di tipo sanzionatorio che dice che chi pubblica o il gruppo mediatico che dà notizia di un atto di cui è vietata la conoscenza e la pubblicazione è punito. Come? Con una pena che va da 21 euro a 280 euro. È un’ammenda, tra l’altro oblazionabile, che qualunque giornalista si può permettere. È qui la prima novità del disegno di legge Mastella: inasprisce questa sanzione con una finalità evidentemente deterrente perché prevede che in questo caso la sanzione sia da 10 mila a 100 mila euro. (…) Evidentemente di fronte a notizie di forte rilievo pubblico questa sanzione finirà per imbavagliare la piccola stampa, ma le principali testate giornalistiche, cui sono sottesi i grossi interessi economici e politici, ovviamente saranno disposte ad accollarsi queste e ben altre sanzioni.

Salvare il diritto di cronaca
Fino a questo momento l’articolo 114 del codice di procedura penale, una volta caduto il segreto d’indagine, quindi una volta che questi atti sono a conoscenza anche potenziale dell’indagato e del suo difensore, consente di pubblicarne il contenuto. (…) Quindi sino a questo momento, al di là delle ammende, l’opinione pubblica può venire a conoscenza del contenuto di atti di indagine o coperti dal segreto che toccano primari interessi della collettività. Qui il disegno di legge Mastella interviene in maniera significativa, perché dice: “Alt, sino alla fine delle indagini preliminari non è pubblicabile nulla”. Ora le indagini preliminari, soprattutto quando si tratta di indagini complesse che riguardano i cosiddetti poteri forti, durano praticamente due anni. Quindi l’opinione pubblica non dovrebbe avere conoscenza (se non pagando da 10 mila a 100 mila euro) di fatti che la riguardano direttamente, che incidono sui suoi primari interessi. Adesso si tratta di vedere sino a che punto questa norma sia costituzionalmente legittima e, se dovesse esserlo, come si potrebbe salvare il diritto di cronaca per garantire all’opinione pubblica la possibilità di conoscere quello che accade ai suoi danni. A mio avviso, ci può salvare già nell’attuale sistema, senza ricorrere alla Corte costituzionale, l’articolo 51 del codice penale, (…) grazie al quale, questa è ovviamente una mia opinione, in presenza di notizie di forte interesse pubblico, sarebbe possibile evitare di incorrere in un reato.

Un aiuto dall’Europa
Devo dire che ci sono state due recenti sentenze, una della Cassazione del luglio scorso, e una della Corte europea dei diritti dell’uomo, molto importanti. La Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d’appello di Brescia affermando che i media sono i cani da guardia della democrazia; più importante (…) è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo perché ha sanzionato la Francia che ha un sistema di divieto di pubblicazione di conversazioni e intercettazioni telefoniche analogo a quello che si vorrebbe introdurre in Italia, dicendo che non è assolutamente possibile comprimere la libertà di opinione, soprattutto quando i fatti narrati coinvolgono soggetti politici, quindi poteri forti, persone che si espongono volontariamente a un controllo sia da parte dei giornalisti che della collettività. Questa sentenza è a mio avviso di un’importanza enorme, perché ci consente di reagire a eventuali imbavagliamenti del diritto di cronaca sia da parte del legislatore sia di chi vuole mortificare questo Paese.

Parla De Magistris

Forleo sotto attacco
Io restituisco innanzitutto una cortesia alla collega Forleo che ha usato parole molto garbate e positive nei miei confronti, ricordando quello che accadde dopo la pubblicazione dei verbali della vicenda di cui si è occupata, mi riferisco in particolare alla vicenda della scalata di Unipol. Per alcuni giorni, secondo i politici coinvolti nella vicenda, il problema non era quello di cercare di giustificare le gravi conversazioni intercettate (…); il problema erano il magistrato che aveva eventualmente consentito la pubblicazione di queste intercettazioni e i giornalisti che le avevano pubblicate.

Peggio di Tangentopoli
Perché oggi si mette al centro del dibattito il tema della libertà di stampa? (…) Perché noi stiamo in un periodo in cui a mio avviso il livello di corruzione e di malaffare del Paese, e non solo in Calabria, è ben più elevato di quello del 1992, 1993, di Tangentopoli, al di là del fatto che si voglia dare un’immagine di normalità. Un’immagine che deve passare necessariamente attraverso il controllo della stampa e la soppressione dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura. Senza questi due passaggi non si riesce a raggiungere l’obiettivo di far apparire normale un paese che normale non è.

Dagli al giudice
Una volta si accusava la magistratura di utilizzare il maglio della carcerazione preventiva e della custodia cautelare per dettare l’agenda politica. Attualmente c’è un’insofferenza fortissima addirittura nei confronti delle inchieste della magistratura penale, di quella contabile, un’insofferenza per la stampa che pubblica “fatti”. (…) Io credo che la magistratura, in parte, si sia già narcotizzata: non è, come nel 1992, in grado di contrastare in modo compatto il livello di corruzione così sistemico che c’è nel Paese. Questo perché? (…) Innanzitutto per delle leggi che sono state fatte negli ultimi 15 anni che hanno indubbiamente reso più difficile non solo il percorso della giustizia penale, ma anche quello della giustizia nel campo fallimentare, nel campo civile eccetera. Ma non dobbiamo sempre dare colpe alla politica, perché se uno il magistrato lo vuole fare bene, anche con leggi sbagliate, può fermare l’illegalità. Allora che cosa è avvenuto? A mio avviso, è da segnalare un duplice aspetto. Innanzitutto la campagna di bombardamento contro la magistratura (che si è verificato soprattutto nella precedente legislatura, anche se non vedo grossi segnali di cambiamento), spinge sempre più i colleghi che entrano in magistratura, o quelli che magari ci stanno già da un pezzo e non hanno una schiena particolarmente dritta o non vogliono correre troppi rischi, a prendere le decisioni che creano meno problemi. Nel diritto, come si sa, si può sempre interpretare. Allora è meglio trovare la strada che ti evita l’esposto dell’avvocato, l’interrogazione parlamentare. Stiamo andando verso una magistratura burocratizzata, che si gira dall’altra parte, che non vuole disturbare il manovratore.

Il caso Delfino e gli ispettori del guardasigilli
Recentemente ci sono stati dei casi che hanno colpito l’opinione pubblica. Il caso di Genova, per esempio, quello del ragazzo accusato di essere l’autore di un omicidio, lasciato libero, e che poi ha ucciso di nuovo. (…) A me ha spaventato questo: non appena c’è stata una fortissima ondata mediatica sull’argomento, immediatamente il ministro della Giustizia ha mandato, come fa spesso per la verità, degli ispettori a verificare la corretta interpretazione delle norme. A me perché spaventa questo? Perché se il magistrato ha sbagliato, ci sono gli strumenti per colpirlo in sede giudiziaria. (…) È molto pericoloso che un ministro della Giustizia ogni qualvolta ci sia una decisione impopolare vada immediatamente a sindacare quel tipo di interpretazione. Può creare in qualche modo un precedente. La magistratura si può sentire ancor di più intimidita.

Toghe al ministero
Perché la magistratura è in questo momento un po’ silente rispetto ai fatti che si stanno verificando? Io credo, per esempio, che troppi magistrati con il governo di centrosinistra si siano andati a sedere al ministero della Giustizia (…) magistrati che hanno ricoperto cariche importanti all’interno dell’Associazione nazionale magistrati, del consiglio superiore della magistratura. Perché, con il cambio di governo, magistrati di cultura democratica della sinistra giudiziaria, così come magistrati di cultura più conservatrice, della cosiddetta destra giudiziaria, sono andati immediatamente a sedersi nelle stanze del potere esecutivo? Forse perché il nemico era passato? Questo mi fa riflettere. Perché a fronte degli attacchi violenti che hanno subito alcuni magistrati, come per esempio la collega Forleo, ma anche altri, io ho verificato un silenzio della magistratura associata. Perché questo è pericoloso? Perché talvolta espone il singolo magistrato a doversi difendere pubblicamente, sulla stampa. Questo non dovrebbe mai accadere, perché, è una regola, l’Associazione nazionale magistrati e il Consiglio superiore della magistratura dovrebbero intervenire ogni volta un magistrato venga denigrato o attaccato nell’esercizio delle sue funzioni.

Il vanesio
Un altro aspetto che io credo vada sfatato è il rapporto che spesso viene ritenuto illecito o comunque anomalo tra magistrati e giornalisti. (…) Il problema è che si vuole evitare che la stampa possa pubblicare e far conoscere fatti di cronaca. (…) In ogni caso io ho sempre pensato che vada criticato fortemente e contrastato (…) il giudice vanesio, il giudice che cerca un consenso senza sostanza, cioè il giudice che sfrutta il proprio lavoro in modo strumentale per avere una notorietà o magari fare una carriera politica o altro. (…) Qualcuno provocatoriamente potrebbe dire che noi dovremmo arrivare al punto che non si dovrebbe parlare più del pm “Mario Rossi”, ma parlare della procura della Repubblica e del procuratore della Repubblica. Ma perché questo non avviene? (…) Evidentemente c’è un problema di affidabilità e di credibilità per alcune istituzioni, in particolare in Calabria, nella loro interezza, e perciò si tende a identificarle con delle singole persone. Questo a lungo andare danneggia proprio quella persona fisica perché la sovraespone, la pone in una condizione di difficoltà e di aggredibilità, una cosa che a quella persona non può fare piacere. In conclusione spero che (…) le persone, la cittadinanza, possano vigilare con la consapevolezza che la libertà di stampa, così come l’indipendenza della magistratura, sono due baluardi dello stato di diritto.

Fonte: panorama.it


Caso de Magistris: Mastella ha sempre le mani in pasta.... ma secondo voi nel blog parlerà di questa questione?
Postato alle 21:20 di sabato, 22 settembre 2007
da: [ilFemminino]

Repubblica. Mastella al Csm: "trasferite i pm De Magistris e Lombardi". Gli ispettori di Mastella avrebbero rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo, contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell'inchiesta (toghe lucane, ndr) al procuratore capo Lombardi, mentre quest'ultimo sarebbe "incolpato" per non aver esercitato alcun controllo sul suo sostituto.

Ecco alcuni personaggi che sono stati toccati dalle inchieste del pm De Magistris:

- Romano Prodi: indagato per abuso di ufficio. Secondo l'accusa, Prodi e i suoi collaboratori avrebbero avuto un ruolo nel "pilotaggio" dei fondi pubblici europei destinati all'Italia nel periodo 2004-2007.

- Lorenza Cesa (Udc): indagato per truffa e associazione per delinquere nell'inchiesta denominata "Poseidone".

- Pino Galati (Udc)

- Giancarlo Pittelli (FI)


- Clemente Mastella
(che strano...):
intercettato mentre parla con una delle persone successivamente indagate dalla procura di Catanzaro, tale Antonio Saladino: imprenditore accusato di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.


- Giovambattista Papello:
personaggio molto vicino all' ex ministro Gasparri (AN). Sarebbe implicato in un traffico di tangenti destinate alle segreterie nazionali dei partiti.

- Fabio Schettini: ritenuto vicino all'ex ministro Frattini (FI). Anche lui indagato per tangenti.

- Giuseppe Chiaravalloti: ex presidente della Regione Calabria.

- Nicola Adamo: esponente di punta dei Ds calabresi. Si ipotizzano a suo carico i reati di truffa, abuso d'ufficio e associazione a delinquere.

- Agazio Loiero: presidente della Regione Calabria, indagato in relazione a reati connessi al settore della sanità.

- Giovanni Dima (An)

- Paolo Poletti: capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza.

Ora è tutto più chiaro...(fonte http://dementemastella.blogspot.it )

Considerazione personale: Mastella se l'è cercata. Sul suo cesso di blog è ancora li a dare del delinquente a Grillo  ed a sproloquiare  sul suo essere vittima  e martire  a causa del Grillismo... capo espiatorio  per dar contro al governo Prodi. Il problema è serio. Non solo il signorino (lasciando stare per un attimo l'incompetenza in materie giuridiche che lo caratterizza) ha perennemente le mani in pasta, ha un passato più che discutibile, evidenti posizioni familiari in conflitto di interessi tra loro ed a discapito del pubblico, amicizie di stampo mafioso di vecchia data etc...  Ma pretende di non fare i conti  con la giustizia nè  di affrontare  i suoi elettori  in un "blog" aperto di sua spontanea iniziativa. 

Vi ricordate il post che ho scritto riguardo la proposta di separare le carriere?! Ancora una volta cercano di propinarci la favoletta di pm orchi cattivi e magistrati che svolgono indagini e processi che "non è giusto fare". Vendono fumo.

Il post sulla mia teoria sui motivi che stiano spingendo il "governo" a separare le carriere tra magistrato e pm:

Splinder (29/07/2007) Yooooooooo baby! Domani mattina ore 10 si parte. Pranzo da qualche parte ed ore 14.30 imbarco per la sardegna.... yoooooooooo!!!!!! Andiam Andiam andiamo a lavorar... lalalalalalalala lala lala !!!!! hihihihihihihihihihih hahahahahahaha huhuhuhuhuhuhuhuh Ad ogni modo.. non posso lasciarvi senza sfanculare qualcuno. (vi prego di leggere anche se è lungo... ci tengo) Perciò: Leggi ancora...



Buon week-end. Il Femminino va a guardare i Simpson.

Lettera a Mastella
Postato alle 12:36 di venerdì, 21 settembre 2007
da: [ilFemminino]

E non finisce qui... ecco cosa ho trovato:

1) il primo figlio ELIO MASTELLA è sistemato con l'associazione Iside nova che prende finanziamenti pubblici dalla Regione Campania
2) La moglie SANDRA è guarda caso stata piazzata come Presidente del Consiglio della Regione Campania che da i finanziamenti all'associazione Iside Nova(che caso!)
3) il secondo figlio PELLEGRINO Mastella è il consulente del Ministro Bersani per 32000 euro l'anno.


Documentazione:
1)Il prologo ed i festeggiamenti del matrimonio del figlio di Clemente Mastella sarebbero costati:
la bellezza di un milione e 250 mila euro di contributi erogati alla ISIDE NOVA da Sandra che tutto muove (da il giornale.it)
- che l'assegno di unmilione 250mila staccato dalla Regione Campania, con a Presidenza del Consiglio Regionale Campania la moglie del ministro Clemente Mastella, sarebbe stato incassato dalla Iside Nova, associazione fondata e ad presidenza della moglie del ministro Mastella sino al 2005 ;
- che l' attuale presidenza della Iside Nova, dopo la elezione a Presidente della Regione Campania della moglie del ministro Mastella, è passata nel 2006 al figlio del ministro Mastella,
- che dopo aver incassato l'assegno di unmilione250 mila , la Iside Nova, a presidenza il figlio del ministro Clemente Mastella, ne ha incassato recentemente un altro di 750mila euro emesso dalla Regione Campania per la manifestazione quattro notti e.... di la luna piena;

TITOLO: Il figlio del guardasigilli Pellegrino Mastella consulente del ministro Bersani.

ARTICOLO: Un contratto di consulenza da 32.400 l'anno.
E' quello che Pellegrino, primogenito di Clemente e Sandra Mastella, arriva dal dicastero delle attività produttive....Pellegrino Mastella sarebbe stato impegnato dal ministro Bersani per "approfondire le specificità dei modelli anglosassoni e le implicazioni co il diritto societario".
BENE MINISTRO MASTELLA HA RAGIONE LEI . NON GLI PUO FREGARE DI MENO DI ABOLIRE LA LEGGE BIAGI. LEI E' IN UNA BOTTE DI FERRO

Le offese a marco Biagi
NON CI SONO STATE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




Ed ora perdete altri 10 minuti per favore e sentite FINO ALLA FINE questa cosa perchè non c'è modo migliore per spiegare il problema del trust nelle televisioni Italiani e perchè rete4 ha perso le concessioni.




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