Non ho aperto il giornale e credo rimarrò fuori dal mondo fino a martedi. Un unica cosa:
Voglio i nomi dei farmaci truffa. DI tutti i farmaci truffa. E vogliamo sapere dove viene coltivata la roba che mangiamo. Senza ma e senza se. Lo pretendo... Credete sia un mio diritto? Forse sto impazzendo... ogni volta che vado al supermercato ed arriva il momento di scelgiere che verdura comprare. che pasta comprare etc.... guardo i cartellini dei prezzi. Indovinate un po' da dove vengono quelli scontati su cui è scritta la provenienza....?
Intanto... tanto per continuare a battere su chiodo... vi lascio con questo tratto da qui:
Il Parlamento dell’impunita'

Luigi Grillo, senatore del Pdl, è stato rinviato a giudizio in merito alla mancata scalata alla banca Antonveneta insieme a altre 17 persone. Tra queste compaiono l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ( che noi conosciamo come padre del signoraggio italiano... su cui mi censuro- parentesi aggiunta dal femminino ) e l’ex amministratore della Banca Popolare di Lodi Giampiero Fiorani.
Le vicende giudiziarie di Luigi Grillo erano già note prima delle elezioni e la sua candidatura può essere letta come un tentativo di sottrarsi a un’eventuale condanna grazie all’immunità parlamentare. Luigi Grillo è stato anche nominato presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato.
L’attuale legge elettorale ha consentito a molti personaggi implicati in processi, anche di mafia, di trovare riparo in Parlamento per tutta la durata della legislatura. I cittadini non hanno potuto scegliere e i segretari di partito hanno scelto per loro e mandato alla Camera e al Senato decine di pregiudicati, condannati in primo e secondo grado e inquisiti.
E con questa bella sberla di Marco travaglio presa dal blog www.voglioscendere.ilcannocchiale.it
Ora d'arial'Unità, 23 maggio 2008
Berlusconi che fa una legge per salvare un’altra volta Rete4: chi l’avrebbe mai detto. Lo stupore e la costernazione serpeggiano in Parlamento e tra gli osservatori più accreditati, di pari passo con l’incredulità per il tentativo di mandare in prescrizione con un emendamento al pacchetto sicurezza il processo Mills, per ora sfumato grazie alla fiera resistenza di Bobo Maroni (il nuovo capo dell’opposizione). Non può essere, dev’esserci un equivoco. Ma come: lo statista che vuole passare alla Storia, il De Gaulle reincarnato, il gigante della politica che due giorni fa risolveva nel breve spazio di una conferenza stampa le annose piaghe della monnezza e dell’insicurezza, il campione del dialogo delle riforme, il Cavaliere trasformato, anzi trasfigurato col quale avviare una nuova era, anzi una Terza Repubblica, il protagonista del “ritorno dello Stato” che dà una “scossa benefica” alla “politica intesa come iniziativa di governo” e al “ripristino dell’autorità politica di pari passo con il principio di legalità e di responsabilità” (Stefano Folli, Sole-24 ore), il decisionista che “rompe col passato” e incarna la “voglia di Stato” e “non ammette neppure l’apparenza di cedimenti” (Massimo Franco, Corriere della Sera), ecco: vi pare possibile che un pezzo d’uomo così si abbassi a firmare una leggina, anzi un codicillo per salvare i propri vili interessi di bottega, mettendo fra l’altro a repentaglio il proficuo dialogo con la fu opposizione?
Impossibile. Ci dev’essere una spiegazione alternativa. Del resto, ha ben poco da dire chi ha governato negli ultimi due anni infischiandosene delle due sentenze della Corte costituzionale che impongono a Mediaset di scendere da tre reti a due, e poi fregandosene della sentenza della Corte di giustizia europea che il 31 gennaio 2008 ha dichiarato illegittime le leggi italiane (Maccanico e Gasparri) che consentono a Rete4 di seguitare a trasmettere senza concessione, in un eterno regime transitorio fino all’avvento della mirabolante Era Digitale, cioè fino al 2012-2015, in barba ai diritti acquisiti da Europa7. Il bello è che il governo del Ritorno dello Stato e della Legalità dice di voler approvare la nuova norma per evitare all’Italia una procedura europea d’infrazione. E poi fa di tutto per beccarsene due o tre di nuove. Infatti, se la Maccanico e la Gasparri violavano “solo” le norme europee in materia di concorrenza sul libero mercato, la nuova Salva-Rete4 calpesta anche la sentenza della Corte di Lussemburgo, già fatta propria dalla Commissione europea presieduta dal noto bolscevico democristiano Barroso. Dunque è praticamente lettera morta, visto che la Corte europea ha già messo nero su bianco che le leggi nazionali in contrasto con quelle comunitarie vanno disapplicate (per esempio, dal Consiglio di Stato che dovrà presto pronunciarsi sui diritti violati di Europa7). Infatti “il diritto nazionale” va “rapidamente adeguato al diritto comunitario” e non viceversa. Invece il governo del Ritorno alla Legalità fa esattamente il contrario: pretende di adeguare il diritto comunitario a quello italiano. Cioè alla nobile corrente di pensiero giurisprudenziale sorta anni fa nel cenacolo di Mediaset, grazie a giureconsulti del calibro di Fedele Confalonieri e Maurizio Gasparri.
Oltre alla sicura condanna a pagare multe salatissime (300 mila euro al giorno), per l’ennesimo sfregio ai diritti acquisiti dall’editore Francesco Di Stefano, il nuovo Salva-Rete4 ce ne garantisce almeno un’altra: quella, già minacciata dalla messa in mora del giugno 2006, perché la Gasparri chiude le porte del digitale terrestre a tutte le emittenti assenti dall’analogico. Che fa il governo? assicura a chi trasmette in analogico l’esclusiva sul digitale, tagliando fuori chi non è ancora entrato, e dunque non entrerà mai, nemmeno con l’avvento della nuova, avveniristica tecnologia: le aziende già operanti in analogico potranno convertire in digitale il doppio delle reti già accese. Cioè Rai e Mediaset passeranno da tre a sei per ciascuna. E gli altri? Ciccia.
Questo dice il testo della norma che rischia di minare il dialogo tra maggioranza e opposizione. Ma non si parli, per favore, di legge ad personam. E non si dica che Berlusconi bada solo agli affari suoi. Questi sono termini fuori moda, legati a una stagione - quella dell’ antiberlusconismo - fortunatamente superata e consegnata al passato. Se proprio si vuole polemizzare, si dica pacatamente che il Cavaliere è un “diversamente altruista” e, per favore, si continui a dialogare.
Chiarimento
Vedi che qualche buontempone si diverte a raccontare balle per farmi dire ciò che non ho detto o mettere in dubbio quel che scrivo. Naturalmente ognuno può sbagliare, ma non è questo il caso. L'emendamento sul patteggiamento che il governo ha tentato di infilare nel pacchetto sicurezza, per poi rinunciarvi grazie alla resistenza del ministro Maroni, avrebbe avuto un effetto immediato: allontanare l'amaro calice delle sentenze nei processi Mills e Mediaset, previste (almeno una) entro l'estate, e rinviare tutto a dopo la pausa feriale; intanto, come già avvenne, si inventerà qualcos'altro, tipo immunità o cose del genere, per mandare definitivamente in prescrizione o in fumo il processo (il ripristino dell'autorizzazione a procedere è stata promessa da Berlusconi in campagna elettorale). I giuristi per caso che anche su questo blog hanno tentato di difendere l'indifendibile si dedichino, per favore, a migliori cause.
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Nel decreto «sicurezza»: Le 13 righe dell'articolo 2 applicabili anche al caso Mills
E spunta una norma per sospendere
i processi in corso
L'attacco di Di Pietro «L'avevo detto che di lui non ci si può fidare. Berlusconi pensa agli affari suoi»
ROMA — La norma è inserita nel decreto legge, dunque entrerà in vigore subito dopo l'approvazione da parte del consiglio dei ministri di domani. Concede la possibilità a chi è imputato per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi in modo da valutare se accedere al patteggiamento. Quanto basta perché si torni a parlare di legge «ad personam». Del beneficio potrà usufruire infatti anche il premier Silvio Berlusconi, sotto processo a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills.
(Emblema)
Insorge il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: «L'avevo detto che di lui non ci si poteva fidare, io lo so che stringe la mano all'opposizione e intanto pensa agli affari suoi. Berlusconi predica i morti e frega i vivi, con lui non ci sono accordi da fare. Con due mesi di sospensione chissà che si inventa per non arrivare alla sentenza».
Quando la bozza di decreto ha cominciato a circolare, numerosi giuristi si sono interrogati sui motivi che avevano spinto il governo ad inserire la nuova norma nel provvedimento che sarà esaminato dall'esecutivo durante la riunione fissata a Napoli. In tutto tredici righe messe alla fine dell'articolo 2, quello che modifica alcune disposizioni del codice di procedura penale.
«Relativamente ai procedimenti per fatti di reato compiuti fino al 31 dicembre 2001 — è scritto — l'imputato o il suo difensore munito di procura speciale, e il pubblico ministero, nella prima udienza successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, possono formulare la richiesta si applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale, anche nei processi penali in fase di dibattimento nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, risulti decorso il termine previsto dall'articolo 446, comma 1 del codice di procedura penale, e anche quando tale richiesta sia stata già presentata, ma vi sia stato il dissenso da parte del pubblico ministero ovvero la richiesta sia stata rigettata dal giudice, e sempre che la nuova richiesta non costituisce mera riproposizione della precedente. Su richiesta dell'imputato o del difensore, il dibattimento è sospeso per un termine di sessanta giorni per valutare l'opportunità della richiesta. Durante il periodo di sospensione, restano sospesi i termini di prescrizione e di custodia cautelare».
Anche dal Quirinale sarebbero state espresse perplessità. Sembra che i tempi di sospensione fossero inizialmente più ampi e che proprio dal Colle sia arrivato l'invito a una riduzione, in modo che potesse essere poi il Parlamento — in sede di conversione in legge — a stabilire la durata del periodo. Dopo l'eventuale approvazione da parte del governo, sarà comunque il capo dello Stato a valutare se sussistano gli estremi di necessità e urgenza tali da giustificarne l'inserimento nel decreto legge che si occupa di immigrazione e sicurezza.
Fiorenza Sarzanini
20 maggio 2008
vEDIAMO IL PATTEGGIAMENTO... ISTITUTO CHE MIRA AD EVITARE LE LUNGAGGINI DI UN PROCESSO LUNGO E CE NON SI SA COME ANDRA' A FINIRE (NON DI PROCESSI GIà LUNGAMENTE STRASCICATI IN CERCA DI PRESCRIZIONE E GIUNTI AL TERMINE PER EVITARE CONDANNE O COMUNQUE DECISIONI SUL MERITO DELLE FACCENDE DI COrRUZIONI DI UN TAL (DI NUOVO) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO... E NEMMENO PER DARE LA POSSIBILITà A TUTTI QUELLI CHE HANNO COMMESSO REATI DI CAVARSELA CON POCO O NULLA IN BARBA ALLA CERTEZZA DELLA PENA... CVD)
B. IL PATTEGGIAMENTO “TRADIZIONALE”: L’ASPETTO PREPONDERANTE DEI BENIFICI
Si configura come un rito semplificato, in cui i benefici assumono un peso notevole, in relazione alla scelta dell’imputato di definire la propria situazione processuale. Tra i vari benefici spettanti all’imputato, per aver scelto di patteggiare la propria pena, spicca la riduzione fino ad un terzo della pena. Il patteggiamento non ha limiti oggettivi né soggettivi, cioè si può applicare non solo ai reati gravi, come per mafia e terrorismo, ma anche ai delinquenti abituali, professionali. Altri benefici:
- l’imputato (la parte) può subordinare l’efficaci dell’accordo alla concessione della sospensione condizionale ad opera del giudice (Art. 444). Se il giudice ritiene di non concerne il beneficio, rigetta la richiesta di patteggiamento;
- la sentenza che applica la pena non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale, ma l’imputato è tenuto al pagamento delle eventuali spese di mantenimento in custodia cautelare e al pagamento delle spese c.d. di giustizia;
- la sentenza che applica la pena non comporta l’irrogazione di pene accessorie (es. la sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte O L'IMPOSSIBILITA' A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE con interdizioni dai pubblici uffici etc);
- le sentenza che applica la pena non comporta l’applicazione di misure di sicurezza, ma consente di applicare la confisca nelle ipotesi in cui è obbligatoria (es. prezzo del reato e quando la detenzione della cosa è illecito penale) o facoltativa (es. prodotto o profitto di reato);
- il reato è estinto se l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole entro il termine di 5 anni (in caso di patteggiamento per delitto) o di 2 anni ( in caso di patteggiamento per contravvenzione). Il comportamento penalmente corretto estingue ogni effetto penale.
Detto questo: basteranno questi due mesi per mandare berlusconi in prescrizione? Pare che i due mesi di sospensione del dibattimento non interrompano i termini di prescrizione. Berlusconi ha deciso di riproporre un patteggiamento dopo che ora lo stesso provvedimento non è più considerato un'ammissione di colpa?
Perchè solo chi ha commesso delitti fino al 2001 e non fino al 2007?!?!? ... tanto per farlo coincidere con l'indulto. Perchè applicare a processi per cui abbiamo già speso i soldi e già quasi terminati (come quello di berlusconi e non solo)... il lusso di patteggiare quando si sa già di non poterla fare franca per accaparrarsi uno sconto in più di un terzo calcolato magari su una pena già scontata di un terzo ed ancora di un altro terzo per le mille agevolazioni che hanno i delinquenti in questo paese?!
Perchè deve sempre togliersi dai guai usando lo stato e favorendo anche altri delinquenti?!?! DOpo l'indulto anche questa...... a questo punto meglio fare della deliunquenza un mestiere?
QUANDO PENSO CHE QUANDO è STATO ELETTO ERA INELEGGIBILE E LO RIMANE TUTT'ORA........ avverto istinti di isteria. LA SINISTRA IN QUESTO PAESE HA SEMPRE E SOLO PARLATO?! O GIA' ALLORA FACEVA FINTA DI ESISTERE?
Meno male che l'antipolitica è Di Pietro...
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E NON NE PARLANO!!!!!!!!!!!!!
Sono felice perciò ell'esistenza della nuova rete di Travaglio, il nuovo appuntamento in diretta alle 14.00. Un momento di commento e approfondimento dei quotidiani. Mmmmmmmmmmm Il primo tempo lo abbiamo visto ieri. RIpropongo il testo che consiglio di leggere moooooolto attentamente. Ma mooooooooolto attentamente.
Vi anticipo: indovinate perchè Fazio ha fatto il calabraghe chiedendo scusa quando non avrebbe dovuto nemmeno sognarselo per rispetto verso gli italiani e tutti i giornalisti seri?!?!? Perchè il direttore Paolo Ruffini di raitre è IN CONFLITTO DI INTERESSI!!!! Ruffini è figlio di quel Della Loggia socio con Mandalà e Schifani della società di broker!!!!!!!!!!
Possibile che una cosa del genere si venga a sapere in questo modo.... in una mattina di pioggia e studio .... dopo secoli che questo rifaldo è direttore di raitre?! Poi la gente dite che si arrabbia, diventa scurrile... e viene inesorabilmente infilata tra la schiera dei populisti... ed addio credibilità. Qui i vaffanculo non bastano....
Ecco quanto detto da Travaglio:
CI PISCIANO ADDOSSO E CI DICONO CHE PIOVE
"Buongiorno a tutti. Iniziamo questo appuntamento settimanale. Sono un po' inesperto in questa materia e quindi spero che la cosa venga bene, ma verrà meglio nelle prossime settimane. Io vorrei sfogliare con voi i giornali della settimana per mostrare quali sono i problemi che affliggono l'informazione dei quali tutti noi, tutti voi credo, siamo molto preoccupati. Parto da un caso che mi ha coinvolto ma che, in realtà, non è il mio caso: si chiama "caso Schifani" anche se molti l'hanno chiamato "caso Travaglio". Dieci giorni fa sono stato da Fabio Fazio a raccontare alcune cose già presenti in alcuni libri mai querelati e in alcuni articoli querelati da Schifani che però ha perso la causa perché un giudice ha stabilito che tutto quello che aveva scritto di lui l'Espresso era sostanzialmente vero, non c'era alcuna diffamazione. Quella sera, come già mi era capitato sette anni fa quando ero andato a presentare un altro libro nelle stesse identiche condizioni da Daniele Luttazzi, è intervenuta la prima gallina che fa l'uovo, sempre in questi casi, cioè l'allora ministro e ora capogruppo del Popolo della Libertà provvisoria Maurizio Gasparri il quale ha dichiarato che ci sarebbero state delle conseguenze politiche. Per un attimo mi sono domandato "fanno dimettere Schifani?", in realtà volevano far dimettere me da non so cosa e far cacciare tutti i capi possibili e immaginabili della Rai come se io avessi chiesto il permesso o addirittura avessi ricevuto ordini dai capi della Rai, figuriamoci, per dire quelle cose. Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot" - anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle.
E quando afferma che io non posso raccontarle in televisione... diciamo che sta dicendo che non dovrei rinvangare certe storie di famiglia. Della sua famiglia. Si chiama conflitto di interessi, anche se in questo caso Berlusconi non c'entra, ma nessuno l'ha fatto notare. Pazienza! Meglio sapere con chi si ha a che fare, chi parla e chi dirige la rete progressista della Rai; poi ci sono anche le reti dirette dal centrodestra. A quel punto cos'è successo? Nessuno ha chiesto a Schifani conto e ragione di quello che è nei documenti ma, in compenso, hanno cominciato a chiedere conto a me di una serie di cose che peraltro non ho mai fatto. Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere? Pazienza, ma questo ha portato a parlare di me e delle mie vacanze invece di parlare delle società e delle consulenze urbanistiche del presidente del Senato. Consulenze urbanistiche che, guarda caso, sono state commissionate a Schifani dal comune di Villabate, uno dei comuni più infiltrati dalla mafia, e proprio da quel Nino Mandalà che proprio quindici-vent'anni prima sedeva nella stessa società di brokeraggio con Schifani e La Loggia. Comune che poi è stato sciolto due volte per mafia, per cui Schifani non ha potuto portare a termine il suo lavoro a proposito del Piano Regolatore che secondo il presidente del Consiglio Comunale di Villabate, Francesco Campanella attualmente in carcere e pentito, Schifani e La Loggia avevano concordato direttamente con il boss. Altra lezione di D'Avanzo: come fai ad accusare della gente di aver avuto rapporti, anche d'affari, [con queste persone] prima della loro incriminazione e della loro condanna? Uno non diventa mafioso il giorno in cui lo condannano per mafia o lo arrestano. Di solito è mafioso fin dalla più tenera età, è difficile la vocazione adulta nella mafia. Ti reclutano da giovane. Chi sta a Palermo e si mette in società con certe persone dovrebbe prima informarsi di chi siano. Chi accetta consulenze da un comune pesantemente infiltrato dalla mafia non può dire "non lo sapevo". Prima di lavorare in certi ambienti devi prendere informazioni, e su Mandalà le informazioni in loco erano piuttosto copiose. I magistrati, quando arrivano, sono sempre gli ultimi a sapere, un po' come i cornuti. Negli ambienti politici - lo diceva già Paolo Borsellino ma anche Giuseppe Aiala nel suo ultimo libro - chi ha certi rapporti lo si viene a sapere ben prima che la magistratura lo possa mettere nero su bianco. Altrimenti oggi dovremmo dire che Al Capone non era un mafioso. Al Capone non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale. Dovremmo definire Al Capone il "noto evasore fiscale italo-americano", secondo il metodo D'Avanzo. Ma andiamo avanti, non voglio parlare troppo di questo caso ma dei giornali, di come titolano i loro articoli e di quello che scrivono nei loro articoli. Naturalmente, la fonte che D'Avanzo indicava, cioè l'avvocato di questo Aiello che avrebbe detto di avermi pagato le vacanze, ha scritto a D'Avanzo una letterina su Repubblica in cui diceva "io non posso essere la sua fonte perché non l'ho mai sentita ne vista". La risposta di D'Avanzo non è stata "chiedo scusa, mi sono sbagliato, era una balla". Non ce n'è uno che si prenda la responsabilità di aver detto questa balla. Nessuno lo sa. La risposta di D'Avanzo sono due righe, uno vera lezione di giornalismo: "Il ricordo di Michele Aiello - cioè il ricordo che mi aveva pagato le vacanze, che non è vero - è stato raccolto da fonti vicine all'inchiesta". "Fonti vicine all'inchiesta". Tenete presenti queste parole, sono tutte espressioni nuove, neologismi che vengono fuori per l'occasione. "Fonti vicine all'inchiesta". Non si sa chi l'ha detto, sentito, riferito. "Fonti vicine all'inchiesta". Fonti purissime... Il Riformista: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa". Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" Fine dell'intervista. Nessuna domanda. Che risponda lui a domande che nessuno gli fa sarebbe abbastanza impensabile, infatti questo è l'unico Paese in cui uno che ha avuto certi rapporti e ha certi particolari biografici può diventare, di fatto, il vicepresidente della Repubblica in quanto seconda carica dello Stato. En passant cito Il Giornale, che invece di parlare di Schifani parla di me in un articolo pieno di balle. A un certo punto c'è scritto che io avrei una rubrica settimanale su Repubblica Torino, ed è vero, in cui rispondo alle lettere "con il vezzo di un autoritratto firmato dal disegnatore Mannelli". Ma come faccio ad avere un autoritratto firmato da un disegnatore che non sono io? Quello si chiama ritratto, l'autoritratto è quello che mi faccio io! Non si sa più nemmeno che parole usare, in certi casi. Si usano parole completamente fasulle. A questo punto che succede? Le nebbie si diradano, si viene a scoprire che anche la storia delle mie vacanze è una balla, nessuno chiede scusa - anzi si scrive "fonti vicine all'inchiesta" - e partono tutte le procedure legali per cercare di tappare la bocca o a chi ha ospitato o a chi ha raccontato questi fatti. Partono le solite authority, i soliti consigli di amministrazioni, le solite commissioni parlamentari di vigilanza. Tutti organismi politici dove ci sono dentro D'Alema, Fassino, Berlusconi, Fini, Mastella, travestiti tramite i loro emissari, che aprono pratiche, minacciano sanzioni, annunciano codici. Addirittura denunciano violazioni che nessuno ha mai commesso perché i codici li conoscono soltanto loro e le regole le conoscono soltanto loro. Io personalmente una regola conosco: verificare se una cosa è vera, accertarmi se sia interessante. Se è vera ed interessante, dirla. L'unica regola che conosco è che non bisogna violare il codice penale. Qualcuno ritiene che l'abbia violato? Lo dimostri in Tribunale. Qualcuno ritiene di avere qualcosa da rispondere? Risponda. Non ho sentito nessuna risposta, solo tante parole al vento. Segnatevi anche questa: contraddittorio. Fabio Fazio è l'intervistatore, io l'intervistato. La cosa accade tutti i sabati e le domeniche sera, si chiama intervista. Prevede che uno faccia le domande e l'altro dia le risposte. In questo caso hanno detto che ci voleva il contraddittorio, una terza persona - non so, la Finocchiaro o Schifani sotto la poltrona - che sbuca fuori per dire di starmi zitto o che sto raccontando balle. Ma questo non è mai avvenuto in nessuna intervista! Tra l'altro al presidente del Senato non mancano i mezzi, basta che faccia un gesto e si ritrova tutte le telecamere ai suoi piedi pronte a riferire qualunque sospiro esca dalla sua bocca. Perfino quando annuncia una lotta solenne e feroce alla mafia, che verrebbe anche meglio se uno non fosse socio dei mafiosi, ma non si può avere tutto dalla vita. La cosa che più mi ha fatto piacere è che questa manovra per screditare chi racconta i fatti non è andata a buon fine: chi riesce a conquistarsi una credibilità col proprio lavoro, con la propria serietà, alla fine ottiene quei famosi riconoscimenti dal basso di cui parlava Enzo Biagi, che sono incompatibili con i riconoscimenti dall'alto. Si deve scegliere: se li vuoi dal basso non li avrai dall'alto, e viceversa. Quindi, svanita la manovra, mi rimangono alcuni messaggi che mi sono appuntato. Uno viene da un mio amico che lavora alla Rai a Londra il quale mi ricordava che, a differenza che nella sua azienda, in Inghilterra quando un giornalista del servizio pubblico, la BBC, viene attaccato succede esattamente il contrario di quanto accade in Italia. Nel 2004 alcuni giornalisti della BBC fecero emergere il dossier Irak, cioè il dossier di bugie organizzate dal governo Blair d'intesa col governo Bush per mentire ai popoli occidentali, raccontare le balle delle armi di distruzione di massa mai trovate e dei rapporti tra Bin Laden e Saddam Hussein che non esistono. Quando andò in onda questo scoop il governo attaccò questi giornalisti. Bene, il presidente e il direttore generale della BBC, servizio pubblico radiotelevisivo pagato con i soldi degli inglesi, anziché prendersela con i giornalisti che li avevano messi in difficoltà con i loro scoop sul governo, si dimisero per difendere i loro cronisti. Da noi avete visto cos'hanno fatto i vertici della Rai, hanno detto che io avevo fatto qualcosa di inqualificabile, evidentemente perché non sono abituati a sentir raccontare la verità mentre quando vedono uno scendiletto che mette il microfono sotto il naso del presidente Schifani per chiedergli come agevolare il dialogo... beh quello gli piace, gli sembra un'intervista vera. Lì non chiedono il contraddittorio e neanche le domande! E' una questione di abitudine. Quando parlano di BBC, se la guardassero almeno un paio di secondi al giorno per capire così un servizio pubblico radiotelevisivo. Altra cosa che mi ha fatto piacere è che molti mi hanno mandato delle citazioni, delle frasi, degli articoli e persino dei detti. Vorrei concludere con un detto catalano che una studentessa di Barcellona in Italia per una borsa di studio mi ha mandato, insieme a uno di Paul Valéry che già conoscevo. Il detto di Paul Valéry è: "c'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi". C'è un altro detto di Paul Valéry: "se non riesci a demolire il ragionamento, cerca almeno di demolire il ragionatore". La stessa cosa avviene quando non riesci a demolire i fatti, che hanno una loro forza intrinseca, cerca almeno di demolire chi li ha raccontati. Infine, il detto catalano, che questa ragazza mi ha segnalato dicendomi che non le viene in mente niente di più preciso per descrivere la situazione che sta vivendo in Italia, la qual cosa la sgomenta parecchio. E con questa vi lascio: "ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo". Ciao, a lunedì prossimo.""
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Andate a quel paese.
Buona notizia: forse un professore della facoltà che frequento è disposto a seguirmi per scrivere una tesi che dimostri il diritto alla libera espressione dei blogger in internet.... che sostenga la verità per cui si può parlare in uno spazio personale pubblico esattamente come se si parlasse per strada con un conoscente..
Alla faccia del ddl levi e di quelle scene bizzarre e fuori dal normale che criminalizzano sia chi fa informazione che chi favorisce lo scambio di opinioni non filtrate.
Avviso Importantissimo:
Oggi in diretta anche su questo blog MARCO TRAVAGLIO
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IlFemminino augura buona giornata.
P.S. Importante da leggere: SOTTO SEGRETO DI STATO LA MATERIA RIFIUTI. CI AVVELENANO IN SILENZIO.
" I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori,
inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento". (segue...)
P.P.S. QUeste riunioni private con Veltrusconi (si, sono populista da matti) non mi piacciono e non piacciono alla democrazia. Non esiste che vadano a parlare chiusi a chiave dentro al gabinetto. Non esiste proprio. Hanno evitato il confronto pubblico dall'inizio. Di rete4 avranno parlato? O avranno parlato solo di come istituire il reato di colpa per i magistrati nell'esercizio delle loro funzioni in attuazionedel programma p2? Se non altro quello è l'unico programma che sinistra e destra hanno portato a compimento ( o quasi) in barba ai programmi per cui sono stati eletti.
Di Pietro come al solito è l'unico che alza i toni. Più alza i toni richiamando alla normalità sempre più lontana dalle abitudini di chi si impone a nostro rappresentante, più montano servizi televisivi che ne infamano la figura, la reputazione, il buon senso. Prendono suoi discorsi che non fanno una piega e li smontano a pezzettini che rimontano in modo che sembri tutto un cumulo di stronzate! Se non avessi avessi avuto gli orginali di quelli mandati in onda ieri sera.... non me ne sarei accorta. Incredibile.
Tutto ciò è spaventoso. Rischiamo di farci cacciare fuori dall'Unione europea e non se ne parla, i comuni falliscono e non se ne parla, Si parla di riforma costituzionale come non riguardasse i cittadini e non se ne parla, un'imprenditore si ritrova senz amani e senza gambe e si liquida l'argomento per non drammatizzare troppo. Come si fa a svegliare la gente?!?!?!
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In attesa di ispirazione solo due cose:
1- sono felicissima che Italia dei Valori abbia raddoppiato i suoi voti. La prossima volta saremo ancora di più e quella ancora dopo sempre di più. Una cosa però devo ammetterla.... se prima anche io inveivo sul fatto che mastella fosse in senato con l'1.4 o 1.7 (non mi ricordo) ... nulla di diverso è successo a IDV che si trova ora con una consistente presenza alle camere senza aver raggiunto la soglia di sbarramento. Io sono contenta lo stesso... chiaro. Sono di parte. Ma certo critiche del genere e che sicuramente verranno fuori appena di pietro alzerà la voce... andranno incassate.
2. Sgarbi. Sgarbi contro Travaglio ha fatto schifo. Capisco il personaggio, capisco il suo cervello bruciato (TUTTO A CASA NON è...). Vorrei sapere se la scorsa settimana ad annozero non si sia sentito un po' culattone raccomandato. Ti sai sentito così? Io personalmente mi sono sentita presa per il culo su un argomento tanto delicato e tanto calpestato e sporcato come la libertà di informazione ed il diritto ad essere informati. Il nostro piffero di diritto a che ci vengano a raccontare le cose come stanno.
3. V2-day. Per firmare il referendum ho fatto 80 km di andata ed 80 di ritorno da un paesino dell'interno della sardegna. Quell'isola è fuori dal mondo! I meet-up non bastano affatto! Internet point? 4 euro un quarto d'ora. Ma come si fa????????????????
4. La chicca. L'avvocatura dello stato ha copiato una memoria di Mediaset per dare contro ancora una volta a Europa 7. E menomale che non si fa i cazzi suoi con le istituzioni... A Berlusconi... ma quando schiatti???
Riporto l'articolo di Marco Travaglio, dal titolo "Europa7, lo Stato copia Mediaset".
"Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire Europa7 per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa del governo è rappresentato dall’Avvocatura di Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni di respingere le richieste dell’editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999).
Un fatto abbastanza singolare: l’Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. Ma non basta. Per difendere Rete4, l’Avvocatura dello Stato che rappresenta il governo Prodi copia, nella sua memoria, intere pagine da quella degli avvocati Mediaset. Non per citare le loro tesi tra virgolette. Ma per farle proprie, senza nemmeno precisare da dove sono tratte. Il gruppo Berlusconi ufficialmente non è parte in causa: Europa7, per la mancata assegnazione delle frequenze, ha citato lo Stato tramite il ministero delle Comunicazioni e l’Autorità garante delle Comunicazioni. Ma Mediaset è intervenuta ugualmente con una memoria, ben sapendo che, se fossero assegnate le frequenze a Europa7, a perderle sarebbe Rete4. E l’avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo che fa? Il copia-incolla della memoria Mediaset, senza nemmeno tentar di camuffare quest’autentica privatizzazione delle istituzioni al servizio del Biscione. Il tutto, ancor prima che Berlusconi torni al governo per la terza volta.
Leggere e confrontare la memoria dell’Avvocatura dello Stato (55 pagine) e quella di Mediaset (78), pubblicate integralmente su www.voglioscendere.it. E’ un tragicomico gioco di società: “Trova le differenze”. La più evidente è che lo Stato difende Rete4 addirittura con più passione di Mediaset. Per il resto, pagine e pagine trapiantate pari pari dagli atti dell’azienda berlusconiana. Qualche esempio. Pagine 9 dell’Avvocatura: dieci righe (da7 a 17) copiate da pagina 49 della memoria Mediaset (righe 1-15). Le pagine 5 (da riga 20) e 6 (fino a riga 18) dell’Avvocatura sono identiche alle pagine 60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 11) di Mediaset. Le pag.17 (da riga 7) e 18 (fino a riga 13) dell’Avvocatura sono uguali alle pag.60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 22) di Mediaset. La pag.53 (righe 4-23) dell’Avvocatura è plagiata dalle pag.39 (da riga 9) e 40 (fino a riga 5) di Mediaset. A pag.35 (righe 27-31) dell’Avvocatura, stesse parole di pag.47 (righe 17-22) di Mediaset. E cosi via. Una volta manca un “quindi”. Un’altra c’è “In proposito” al posto di “In primo luogo”. Tutto il resto, compresa la punteggiatura sbagliata (molte virgole tra il soggetto e il verbo), è identico. Idem per le conclusioni, con esiti talvolta comici. Per l’Avvocatura dello Stato, se Europa7 non ha avuto le frequenze, è colpa sua: avrebbe dovuto “acquisirle anche di sua iniziativa” (e dove? e come? armi in pugno?), visto che lo Stato “non aveva l’attuale disponibilità dell’oggetto” (per forza: ha consentito che lo conservassero Telepiù nero e Rete4, prive ormai di concessione). E comunque – aggiunge Di Carlo – disapplicare la Maccanico e la Gasparri spegnendo Rete4 sul terrestre non comporterebbe il trasferimento automatico delle frequenze a Europa7 (e a chi, di grazia?). Insomma, lo Stato ignora la recente sentenza della Corte europea di Lussemburgo, sollecitata dallo stesso Consiglio di Stato, secondo la quale le normative comunitarie “ostano a una normativa nazionale cui applicazione conduca a che un operatore titolare di una concessione si trovi nell’impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Dunque basta che il “regime transitorio istituito a favore delle reti esistenti” a scapito di Europa7, previsto dalla Maccanico, dalla Salva-Rete4, dalla Gasparri e dal ddl Gentiloni (mai divenuto legge). Tutte le leggi che andrebbero disapplicate. Non sono: “la libera prestazione di servizi” tutelata dalle norme comunitarie – scrive la Corte europea – “esige non solo la concessione di autorizzazioni alla trasmissione, ma altresì l’assegnazione di frequenze”, se no “un operatore non può esercitare i diritti conferitigli dal diritto comunitario per l’accesso al mercato televisivo”.
Sentenza alla mano, gli avvocati Grandinetti e Pace che seguono Europa7 chiedono al Consiglio di Stato le frequenze e i danni subiti. Il “danno emergente”, cioè i soldi fin qui spesi per gl’investimenti richiesti dalla legge a chiunque vinca una concessione (oltre 120 milioni di euro). E il “lucro cessante”, cioè i mancati utili della tv mai nata (oltre 2 miliardi di euro). Semprechè il Consiglio condanni lo Stato ad assegnarle finalmente le frequenze. Altrimenti Europa7 morirebbe per sempre e Di Stefano avrebbe diritto al valore dell’intera azienda. Il governo dell’Unione, tramite l’Avvocatura, parla in playback: testi e musiche di Mediaset. Niente risarcimento. Niente frequenze. Viva la Gasparri. Rete4 sine die. Tutto come prima, come sempre. Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio."
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1) - Innanzi tutto un bel video che aspettavo con ansia e tratto dall'ultima puntata di Annozero. Sta volta non è stato Travaglio a schiaffeggiare, nemmeno Santoro (che francamente non mi convince per nulla), e nemmeno un "qualcuno"... MA UN NESSUNO.... Guardatelo tutto perchè è l'esempio lampante, la prova CHE TUTTI CE LA POSSONO FARE.. che non solo l'alto livello culturale permette di farsi opinioni, giudicare, ed avere diritto di pretendere risposte. TUTTI POSSONO CENTRARE IL PUNTO. ok. Mi sto dilungando ancora. Ecco il video. Ma ragazzi... mandiamo in massa richieste di partecipazioni anche da Vespa, Ballarò e compagnia
2)Vorrei attirare l'attenzione su un post scritto da Politicrak:
"Nomine e buoi dei paesi tuoi
Nota Bene:il 13 e 14 aprile 2008 ci saranno le elezioni politiche. Il nuovo governo (qualunque esso sia) entrera' effettivamente in carica il 29 aprile. Intanto incombono le nomine. Fate caso alle date fissate per le decisioni da prendere. Considerate anche che le nomine nel loro complesso hanno una valenza di 200 miliardi di euro.
________________________
Al momento, i giorni già cadenzati sono il 22 aprile (Eni ed Enel, in seconda convocazione rispettivamente il 28 e il 29) ed il 27 aprile (Terna, in seconda il 28), mentre la data per Finmeccanica può essere fissata entro i sei mesi dalla fine dell'esercizio." (segue)
Ma già... infondo è il ministro delle pari opportunità. Indipendentemente da chi si è e da ciò che si rappresenta tutti possono fare politica.... allora perchè tutti ne abbiano la possibilità sarebbe il caso che molti veterani si levassero dalle balle. Ma cosa possiamo aspettarci da una che definisce la satira come accettabile solo se di destra?! Si. Vedi il video a questo link: http://it.youtube.com/watch?v=EgvubRqxKnY
Il Femminino si ritira nelle sue stanze AUGURANDO BUON WEEKEND A TUTTI I CARI AMCICCI BLOGGER
p.s. Per chi non lo avesse letto.... tengo particolarmente al messaggio del post di ieri.
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Bene.... stanotte NON HO DORMITO... AVEVO DEI PENSIERI... DELLE SENSAZIONI. DELLE PREMONIZIONI!
Se sono una veggente.....
- -Tra poche ore o giorni annunceranno pubblicamente la fusione tra Udeur e Udc.
- -Cutrufo, che non sapevo nemmeno chi fosse fino a mezz'ora fa, in testa a “Democrazia cristiana per lo sviluppo delle autonomie”, si unirà a loro ed il trio sarà ricomposto dopo 10 anni Casini Mastella e Cutrufo sono un po' come le tartarughe ninja alla riscossa. Tornano insieme e si fanno un film. ... Come i Take That... tornano insieme ma tanto non sarà mai come prima.... ormai si sono compromessi.
- - Rutelli pare sfanculerà il partito democratico.... e Veltroni se la prenderà in culo (io a sti partiti credo sempre meno... soprattutto quando vedo ds e margherita tradire gli elettori e mettersi insieme, affrontare le critiche con una faccia da culo da prima pagina... e separarsi di nuovo rinnegando l'unione.... staremo a vedè come si giustificheranno… se vorranno gentilmente concederci la gentilezza)
- - Rutelli, oltre ad uscire dal pd... pare tenda verso casini e mastella.... e pare che anche Dini seguirà l'esempio. (Si, proprio lui he ieri al tg1 si è limitato a consigliare a prodi di non aspettare il voto di fiducia al senato….)
Nel tutto pensano di raccimolare un paio di senatori ed una decina di deputati.... e si chiameranno niente popò di meno che DEMOCRAZIA CRISTIANA!!! Incredibile ragazzi! E vai! Che a suon di pregiudicati, indagati, collusi, messe e colpi di fede ci si incula tutti quanti!
Continuo a dire "pare" ... non si sa mai... il mio sesto senso sia da buttare...
Ah…. In dormi-veglia mentre suonava la sveglia mi è sembrato di avvertire la sensazione che Cossiga voterà contro Prodi… dopo averlo sempe sostenuto.
Parliamoci chiaro. Questo governo mi ha fatto più schifo del precedente… sono di destra (ma non per fini né il cavaliere) ma condivido molte delle battaglie dei verdi. Mi rendo perfettamente conto che quando si lascia dare del delinquente ad un politico non significa (sfortunatamente) che gli altri siano meglio (fanno tutti così). I nostri politici sono la parte peggiore della nostra società.
Ma:
1- Mal comune non è mezzo gaudio… uno alla volta andranno pur sostituiti… ! Se al loro posto riusciremo a mettere gente capace e con senso del rigore, dell’onore e del pudore… ce la faremo. Io ci credo.
2- Vi prego Berlusconi no!!!!!
3- Arcipuffolina non è possibile tornare a votare con una legge che non ti da la possibilità di conoscere prima chi piazzeranno e dove e soprattutto che non prevede le preferenze! Chi viene eletto con questa legge non è eletto. E’ un colpo di stato!!!!! Non è possibile che i partiti decidano che mi deve rappresentare, che deve diventare primario, che deve diventare assessore (se no rimane disoccupato… a questo proposito andrei a dare un’occhiatina agli assessori di bologna… tutti ex sindaci ds senza propria professione ma che è decenni che campano di poltrona in poltrona. E che cazzo!) e senz mai interpellare il senso dell'inopportuno!
Questa l'ho presa dal blog http://comunicazionepolitica.splinder.com a conferma del fatto che la classe non è acqua:

SENATORE TOMMASO BARBATO (UDEUR)
Allo stato del 25 febbraio: sono felice che lo sbiscio riferitomi sia stato tutto una bufala. Quello che mi fa ridere è che ora queste persone dell'udeur siano entrate nel PD. A domanda su mastella ora... da un giorno all'altro... non lo difendono più. Dicono "tanto noi non siamo più con lui". Vi pare serietà?! E il Pd che li ha presi a fare? Che è... nessuno vuole più il mastellone che (come avevo detto) stava prestando la faccia ad un gioco che sarebbe poi stato usato contro di lui.... ma la gente da lui temprata (gente che ha il coraggio di dirmi che il governo è caduto per colpa di Di Pietro che ha esagerato) finisce nel PD?!
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Salve, eccomi qui a scusarmi per la latitanza… ma come vi dicevo… il tempo è sempre meno… e se non finisco di studiare dindi non ne arrivano.
Beh… da dove cominciare… avrei tante cose da dire…e che mi hanno fatto incazzare così tanto da non avere nemmeno voglia del blog. L’unica cosa che posso fare è buttare giù due punticini.
PRIMA DI TUTTO VORREI DARE SPAZIO AD UNA VICENDA LA CUI IMPORTANZA è OFFUSCATA DAL MASTELLONE. DALLA SPAZZATURA E DA UN SACCO DI BALLE.
- Cuffaro è stato condannato. Nel nostro Paese dati dicono che siamo affetti dl 98%di impunità… ma sono riusciti a condannare Cuffaro.. e si sa… quando gli atti da valutare cantano gesta di politicanti italiani tutto si esaurisce in mera dialettica… la sostanza, la realtà… non sono più considerati parametri in cima alla gerarchia.
- Il pm di anni ne aveva richiesti 14… il Cuff ne incassa solo 5 e SOLO per favoreggiamento. Pare quindi assolto per concorso in associazione mafiosa. Dico pare perché non ho ancora letto alcuna motivazione ed ignoro… visto che nessun giornalista me lo dice.. se sia stato assolto per insufficienza di prove, per prescrizione, se il reato di concorso in esterno in associazione mafiosa non è stato considerato tale ci sarà un motivo. Beh… ciò non è stato considerato “notizia”
- I giornalisti (salvo eccezioni da noi ben conosciute) non scrivono mai sul merito delle decisioni. A volte poi scrivono "assolto" invece che "prescritto"… Come faccio io cittadino a valutare? Come fa ad essere effettivo il beneficio del dubbio di innocenza prima di un processo che 9 su 10 viene censurato all’informazione… e come fa ad essere chiaro a tutti quando un imputato viene prosciolto perché innocente (liberandosi quindi del peso mediatico e di sospetto che lo circonda) se per evitare di parlare di motivazioni del giudice, di presenza o assenza di prove etc (a volte nemmeno le parole possono vendere fumo) si lascia noi, popolo “sovrano” impotente nel conoscere? Se subissi ingiustamente un processo vorrei fosse urlata la mia innocenza in tutte le lingue e mi preoccuperei di far sapere tutti gli elementi che senza ombra di dubbia mi confermano estranea a situazioni di illegalità… soprattutto se mi occupassi di politica. Al contrario se fossi colpevole… naturalmente spererei se ne parlasse il meno possibile… e contro questa speranza dovrebbero remare i paladini della informazione. MMMM… Cosa dobbiamo pensare noi della sentenza di Cuffaro sia in merito alla condanna per favoreggiamento ad esponenti (ovviamente) non ad occhio ma di notevole importanza in Cosanostra, sia in merito all’assoluzione che non vede nei fatti che hanno portato alla condanna appena precisata, integrarsi il reato di concorso esterno in associazione mafiosa? Ha favorito un mafioso ma non si è trattato di concorso esterno. Ha sbagliato il pm a formulare la domanda al giudice senza lasciare aperture verso il reato di associazione a delinquere mafiosa costringendo nella forma il giudice a respingere l’imputazione per concorso esterno o esiste una motivazione che lo ritiene estraneo ad entrambe le fattispecie? Si sa…. La forma con cui vengono redatti gli atti apre e chiude molte vie.
- Riguardo la condanna: Non sappiamo chi ha favorito ed esattamente per cosa, non sappiamo insieme a chi e come ha integrato il reato e le conseguenze scaturite da questo favoreggiamento. Non sappiamo esattamente come lo hanno pizzicato e perché il giudice ha ritenuto sufficiente una condanna di soli 5 anni. Cosa dobbiamo pensare? Dobbiamo credere Cuffaro colpevole sulla base di una condanna non ancora definitiva ed innocente riguardo un assoluzione come bisogna avere fede in Dio? O dobbiamo crederci perché il condannato considera “buoni” magistrati quelli che hanno operato nel processo che lo riguarda… allo stesso modo in cui non dobbiamo credere ad inchieste promosse da “cattivi” magistrati rei di essersi presi la briga di snocciolare solo alcune delle affermazione che data la loro posizione potevano permettersi di esternare?
- Cuffaro come sapete non si dimetterà… esattamente come aveva detto. Aveva anticipato che se ne sarebbe andato affanculo solo se lo avessero incastrato per Concorso esterno… ma la condanna riguarda solo il favoreggiamento. Ce lo dobbiamo tenere insomma… a meno che non si voti per l’espulsione in parlamento. Casini lo sostiene facendogli le coccoline ed augurandosi una futura completa assoluzione. Ma caro cuffaro… una condanna in FAVOREGGAMENTO è più che sufficiente a far perdere i requisiti di onorabilità necessari a rappresentarci… e di cui tu non eri in possesso nemmeno al momento dell’elezione. Per te dare un aiutino di qua e di là anche a soggetti MAFIOSI (addirittura) sarà anche normale… ma è un REATO GRAVISSIMO!! Il Clientelismo ammazza la democrazia. Vattene.
- Casini… caro. Ma ti sei fumato il cervello?!? La magistratura ce l’ha con te? Non ce l’aveva solo con Berlusconi e con Mastella? Delle due dovresti dire…”La magistratura a questo punto ce l’ha con tutti i politici solo perché politicanti da strapazzo…” e Beh… questa non è una cosa riprovevole… ed a mio giudizio credo sia necessario utilizzare ogni mezzo legale per fare guerra contro tutte quelle persone inopportune che già da troppi anni contribuiscono a paralizzare il nostro paese. Io Sono per i magistrati. E Dalema porca puttana fatelo processare! (questa era fuori tema) . E tu? Casini tu ti auguri una assoluzione totale?! Parli in modo integralista ed eversivo contro la magistratura? Visto che non compari in nessun processo (che noi sappiamo… ) statte zitto e delle due prodigati a cercare compagni incensurati e lontani da ambienti mafiosi. Pirla! Col cazzo che ti rivoto!
SU NAPOLI E LA SPAZZATURA:
- MI SONO ROTTA LE SCATOLE A SENTIR DIRE CHE IN CAMPANIA SI MUORE DI TUMORE PER I SACCHETTI DELLA SPAZZATURA. Non è vero. Un discorso è il rischio di epidemie. Un altro cazzabubbolo è che la campania è inzuppata nelle scorie chimiche di Francia e Germania.. oltre che le nostre… perché i politici di quella regione si sono sempre fregati di risolvere il problema per vivere tranquilli… o meglio. Per morire tranquilli. Di certo sono gli inceneritori a portarci a morte sicura.
- Sono solidale con chi ha pensato di protestare contro il fatto che altre regioni debbano respirare la merda bruciata di una regione che si trova paralizzata perché l’autorità non ha le palle o è collusa. C’è una legge che dice che ognuno si deve smaltire la sua merda. Tenetevi la merda vostra. Perché non ci chiedono se vogliamo respirare nanoparticelle campane? Forse perché gli daremmo il ben servito?! Per quanto mi riguarda già il 70% del pil delle regioni settentrionali va al sud perché si sviluppi, dei fondi europei è inutile che parli visto che l’entità di milioni di euro regalati e spariti è impressionante. Se quelli che eleggono (colgioni) non si intascassero il tutto a quest’ora sarebbero più sviluppati di noi. Non mi va bene tutto questo assistenzialismo. Che l’esercito bruci tutto da loro e vaffanculo. Mi dispiace per i campani ma non possono pretendere qualcun altro ci rimetta al loro posto.
- E’ 20 anni che in Campania c’è questo problema. 20 anni. Risolverlo significherebbe scoprire gli altarini anche a livello internazionale. Qualcuno anche in Francia e Germania avrà delle responsabilità. Risolvere il problema significherebbe rendere pubblico quanto è inquinata la terra di quella regione. Significherebbe dover segnalare quali frutte e verdure e carni e acque provengono da quella regione per darci la possibilità di non ucciderci da soli. Significherebbe mettere in piedi un processo enorme pieno di reati connessi e collegati talmente lungo da portate a certa prescrizione…(salvo ripercussioni su cattivi magistrati… chiaro) per non parlare dell’indulto che opererebbe anche qui.
- Questa è solo una provocazione ma la scrivo lo stesso: quando un dito va in cancrena si taglia, quando la gamba va in cancrena si taglia, quando anche l’altra va in cancrena si taglia. Le cancrene di italia vanno abbandonate? MMM se la mia gamba infetta non viene curata la devo tagliare anche se si sarebbe potuto fare qualcosa prima e non si è potuto o voluto. Se no muoio. E’ una certezza. Ditemi voi. Non è da colgioni morire tutti insieme ? Allora o si fa piazza pulita tentando un drenaggio profondo di merda politica e non…. O si taglia la fetta di terra. Così noi ci teniamo il anche il 70% di quello che guadagnamo e la smettiamo di pagare le tasse per i tre quarti di sud che non ne volgiono sapere. Tutti i campani onesti e non collusi avrebbero le porte spalancate... sin intende.
- P.s. in campania il 90% non ha mai pagato la tassa sui rifiuti. E’ anche colpa loro.
- Della situazione della Calabria nessuno ne sta parlando ma vorrei ricordare la censure a mie spese sulla valanga di amianto scaricata in spiaggia.
SU MASTELLA invece non ho ancora scritto nulla.. strano eh? Io che ho reclamato dimissioni e sfanculamenti per un paio d’anni. Ebbene. Il risultato delle dimissioni non è malaccio. Non sono soddisfatta comunque. E’ riuscito a rigirare la frittata e sembrare veramente una vittima MENTENDO. Beh… con il mio solito amichetto del vivaio dell’udeur era un mesetto che si parlava del fatto che erano programmate le dimissioni del ministro che tra l’altro ben sapeva che prodi le avrebbe rifiutate. Erano d’accordo? Questo non mi è stato esplicitamente riferito. Le parole testuali sono state “si ma tanto le dimissioni prodi non le accetta”. Le successive dimissioni definitive sono state una ben riuscita improvvisazione…. Per quanto mi riguarda. Se non lo avessero lasciato a piedi i compari che lo hanno sfruttato finchè è servito (indulto, riforma della giustizia etc.) non si sarebbe sentito inopportuno. Se qualcuno del parlamento fosse andato in tv a difenderlo come in passato non si sarebbe sentito irrimediabilmente inopportuno. Ed ora si lamenta. Mi è piaciuto un titolo di Libero: "l'urlo del terrone". hihihi
Mastella ha parlato in modo eversivo di una magistratura messa in ginocchio dalla “su a” riforma (oltre che dall’ultimo provvedimento in materia di Berlusconi secondo il quale non tutti i pm ora hanno la facoltà di decidere in ordine a qualsiasi tipo di autorizzazione ma solo il procuratore generale del capoluogo di provincia di ogni regione). La chiamerei la riforma P2. Riforma che da quando è entrata in vigore è stata subito utilizzata per dare i suoi frutti e mandare a quel paese sia De Magistris (scandaloso ed inquietante) che la Forleo (dei casi a noi noti… ma non sappiamo nulla di processi di pupilli a noi sconosciuti).La magistratura fa benissimo ad essere incazzata nera. Ammesso che si consideri una rivalsa ciò che è semplicemente un loro obbligo: procedere a qualsiasi notizia di reato. D’altra parte è ovvio che ora si debba difendere.
E poi fate tutti ridere. Prima avete fatto di tutto per politicizzarla… ora vi lamentate e le mettete i bavagli giustificando le vostre scellerate scelte proprio sulla base del fatto che è politicizzata. In più se passerà l’altra legge vergogna non potremo sapere nulla delle vicende giudiziarie dei nostri politici fino a sentenza definitiva… fermo restando che nella riforma elettorale nessuno proverà nemmeno ad introdurre la regole dei due mandati e dell’ineleggibilità dei condannati e degli indagati per reati di mafia…. Corruzione, concussione, aggiotaggio, scambio di voto, favoreggiamento ed associazioni a delinquere.
Ricapitolando questo ultimo punto il quadro mi sembra:
-legge bavaglio informazione (non più notizie sui processo in corso fino a sentenza definitiva, primato della privacy di un singolo sull’interesse generale… cosa mai vista in ordinamenti democratici… e nada intercettazioni pubblicate)
-riforma magistratura in totale sottomissione del governo (smantellato principio della separazione dei poteri!!!!)
- referendum dei pifferi formulato con l’unico scopo di levarsi le minoranze dai piedi non tocca il problema dei condannati ed in attesa di giudizio (non sapremo nemmeno se lo saranno al momento di votarli). Ci resteranno Berlusconi (inutile spendere parole) e Veltroni (l’uomo del grande discorso iniziale su legalità, competenza e giovani in politica… l’uomo che sotto bufera scompare miracolosamente senza prendere posizioni e che in empo di pace ubriaca di bei fasulli propositi confiando nella memoria corta delle persone) Osservazione: i veri criminali della politica secondo voi sono i piccoli partiti?
No perché è vero che storia insegna siano sempre stati la paralisi dell’italia. Ma è vero anche che il buon senso in questo paese non compare nemmeno quando si stende un testo su cui si deve votare. Se ogni legge si evitasse contenesse pali in culo camuffati ….forse le minoranze non vedrebbero viste in questo modo. Forse i verdi non verrebbero chiamati da Bassolino “integralisti dell’ambiente” se l’unico tipo di smaltimento concepito dalle larghe coalizioni qui in Italia non fossero sti cazzo di inceneritori! Ci sarà un motivo se siamo in mora proprio per questa fantastica tecnologia! Sembro di sinistra… azzz! Ma diamo a cesare quello che è di cesare….Non so. Comincio pensare che i piccoli partiti siano quelli con più cose in comune tra loro… e che non sono disposti ad accettare compromessi su principi fondanti dei partiti stessi… questi significa non tradire l’elettorato a costo di perdere la poltrona….
HO APPENA RICEVUTO UNA TELEFONATA…. PROPRIO MENTRE STAVO PER DIRE CHE L’UNICA COSA CHE NON MI DISPACEREBBE SAREBBE NON AVERE L’UDEUR IL PROSSIMO GOVERNO.
TRA POCHE ORE L’UDEUR ANNUNCERA’ LA SUA FUSIONE CON L’UDC! Cazzo! Il post lo scrivo lo stesso
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Clementina Forleo e tutti noi avremmo diritto a un “giudice” imparziale
di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)
Quando si invoca “il rispetto delle regole”, si deve sapere che o lo si fa con tutti, oppure “il rispetto delle regole” è una cosa ingiusta.
Applicare le regole solo quando fa comodo o solo nei confronti di chi fa comodo è la più grave delle ingiustizie, perché è un’ingiustizia che si ammanta di giustizia e cerca di fare apparire legittimo ciò che infine non lo è.
Si contesta alla collega Clementina Forleo di avere “creato disagio” nella magistratura per le sue dichiarazioni consistite nell’avere riferito – nelle sedi competenti – di avere ricevuto “suggerimenti” e/o “pressioni” con riferimento ad atti che doveva compiere per il suo ufficio.
Il comunicato stampa del C.S.M. con il quale, il 5 dicembre, è stata data formalmente notizia dell’avvio della procedura amministrativa per il trasferimento d’ufficio della collega Forleo dice testualmente: “La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”.
Il caso della collega Forleo pone tantissimi interrogativi.
Io ne voglio sottoporre all’attenzione di tutti qualcuno, in particolare.
La prima considerazione che intendo fare è che i fatti a cui si riferisce il comunicato del C.S.M. consistono nell’avere la collega riferito di avere avuto colloqui con due magistrati autorevoli, l’uno in servizio e l’altro in pensione.
Costoro, sentiti, hanno negato di avere detto le cose riferite dalla collega Forleo.
Come già bene illustrato dal collega Stefano Sernia nell'articolo "L'equazione Forleo" pubblicato su questo blog, sembra davvero sorprendente e non coerente con la logica che si deduca la falsità delle dichiarazioni della collega Forleo dal solo fatto che le persone da lei indicate non le abbiano confermate.
Come dice il collega Sernia, c’è da sperare che l’affermazione qui in discussione si fondi su altri elementi di giudizio, perché il solo fatto che gli “interessati” neghino non può bastare da solo a dire che la collega Forleo abbia mentito.
E’ di tutta evidenza, sotto il profilo della logica, che se un mio collega, parlandomi a quattr’occhi mi dice qualcosa di grave e in qualche modo deplorevole, io ho l’obbligo di riferirlo nelle sedi competenti.
Se non lo riferissi ometterei di fare il mio dovere.
E’ altrettanto ovvio che potrebbe accadere che il mio collega, quando gli si contesti di avermi detto quelle cose, neghi di averle dette, anche per propria autodifesa.
E’ ovvio, infine, che, essendo il colloquio avvenuto a quattr’occhi senza testimoni, resterà la mia parola contro quella del collega.
Il che non vorrà dire necessariamente che io abbia detto il vero, ma ovviamente neppure se ne potrà dedurre che io abbia detto il falso.
D’altra parte, posta come la si pone nel comunicato del C.S.M. che ho riportato sopra (che non dice che la collega ha mentito, ma che le sue parole “non hanno trovato riscontro”), la conclusione che ne dovremmo trarre è che se un mio collega o anche un estraneo, diciamo chiunque, in ipotesi (per fare un’ipotesi di scuola più “marcata”, diversa da quella qui in discussione, ma identica nello schema logico), mi fermasse e a quattr’occhi mi minacciasse pesantemente, io mi dovrei stare zitto e non dirlo a nessuno, perché se lo dicessi e quello negasse di avermi minacciato, io verrei … trasferito.
La seconda considerazione è relativa al fatto che il 4 dicembre u.s., un giorno prima che la Prima Commissione del C.S.M. aprisse formalmente la pratica relativa alla procedura di trasferimento d’ufficio della collega Forleo, il Vicepresidente della Commissione, prof. Letizia Vacca, ha reso alla stampa dichiarazioni particolarmente gravi e violente contro i colleghi Forleo e De Magistris.
Per brevità non riporto tutti gli articoli, che mi limito ad elencare, e da essi traggo alcune delle parole attribuite, tra virgolette, alla prof. Vacca, della quale i giornali ci tengono a dire essere al C.S.M. perché indicata dal Partito dei Comunisti Italiani.
Gli articoli a cui faccio riferimento (ma ce ne sono anche altri) sono tutti del 4 dicembre e sono uno di Francesco Grignetti su La Stampa, uno senza firma a pag. 14 de Il Sole 24 Ore, uno di Massimo Martinelli su Il Messaggero, e uno di Anna Maria Greco su Il Giornale.
Ha detto, fra l’altro, la prof. Vacca (riporto le parole indicate tra virgolette negli articoli predetti, finora non smentite):
«Eravamo partiti dalla necessità di verificare l’esistenza dei complotti denunciati. Invece non risulta alcun complotto o intimidazione. Abbiamo constatato invece la situazione difficile che si è venuta a creare per questa rappresentazione mediatica. Una reazione non positiva negli uffici milanesi. Una reazione di disagio. Si sono sentiti tutti offesi ed allarmati. E ora siamo allarmati e sconcertati anche noi».
«Questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura. Non basta il sillogismo: “Ho fatto il nome di D’Alema e allora mi perseguitano”. Ci vogliono fatti. Perché se c’è un complotto, allora la situazione è grave e noi interveniamo a difesa del singolo giudice. Ma se poi scopriamo che il complotto non c’è, è anche peggio. Certi comportamenti sono devastanti. E non ci interessa se qualcuno dirà che non ci preoccupiamo di Michele Santoro, della tv o degli effetti sull’opinione pubblica. Noi siamo tenuti a occuparci soltanto della serenità degli uffici giudiziari».
«Dobbiamo solo precisare i capi di contestazione e votare», «è necessario che emerga che Forleo e De magistris sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici».
«Non siamo animati da spirito persecutorio ma solo dalla volontà di riportare serenità in quegli uffici. Nessuno mette in dubbio la buona fede della Forleo, ma il complotto non c’è».
«Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione».
«Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi».
“E quando i giornalisti le chiedono se lo stesso discorso vale per De Magistris, sul quale il C.S.M. si confronterà oggi, lei ammette: «Sì, anche per lui. Che è comunque diverso, molto più lucido».
E ancora, assimilando la Forleo a De Magistris: «Si tratta di figure negative»!!!
Ciò posto, voglio sottolineare:
1. Che non riesco a capire come il fatto che Clementina Forleo abbia riferito, nelle sedi competenti (Procura di Brescia), di avere subito delle “pressioni”, facendo i nomi delle poche specifiche persone che le avrebbero fatte possa avere indotto, come dice la prof. Vacca, tutti i magistrati milanesi a sentirsi “offesi e allarmati”.
2. Che mi sembra molto grave che il giorno prima in cui la Commissione del C.S.M. della quale è Vicepresidente doveva decidere che fare nel caso sottoposto al suo giudizio, la prof. Vacca abbia anticipato ai giornalisti l’esito della pratica.
3. Che, in relazione a come io percepisco i miei doveri di magistrato e quelli di una Commissione del C.S.M., mi allarma la frase della prof. Vacca: «Dobbiamo solo precisare i capi di contestazione e votare». E’ il “solo” che mi preoccupa, perché lascia intendere che ci sia dell’altro che è già stato fatto, cosa che sembra confermata dalla circostanza che la prof. Vacca il giorno prima della seduta della Commissione sia stata in grado di anticipare l’esito della stessa, parlando al plurale non maiestatis. Mentre a me pare che «precisare i capi di contestazione» e soprattutto «votare» non dovrebbe essere “solo”, ma “ancora e fondamentalmente”. E che prima di allora non si dovrebbe potere ipotizzare come andrà a finire, a meno che non ci sia un “pregiudizio”, nel doppio senso di “giudizio dato prima” e di “giudizio dato a prescindere”.
4. Che mi sembra molto grave che, nel farlo, la prof. Vacca abbia parlato al plurale (“eravamo partiti”, “abbiamo constatato”, “dobbiamo solo precisare”). Delle due l’una, infatti: o la prof. Vacca abusava del plurale, attribuendo arbitrariamente a tutta la Commissione sue personali opinioni e ciò sarebbe gravissimo, oppure ella fondatamente parlava al plurale e allora questo vuol dire che l’intera Commissione aveva già deciso in anticipo cosa fare e il giudizio era già bell’e fatto in anticipo.
5. Che mi sembra assolutamente inaccettabile, sotto il profilo deontologico e sotto quello tecnico, che il “giudice” incaricato di un procedimento come quello qui in discussione dia – per giunta pubblicamente e alla stampa - pesanti e indebiti giudizi di valore che non le sono consentiti sotto alcun profilo, non sui fatti, ma addirittura sulle persone sottoposte al suo giudizio: “Sono cattivi magistrati”, “Questa non è una magistratura seria”, “Si tratta di figure negative”.
Ma ve lo immaginate cosa sarebbe successo se Clementina Forleo il giorno prima di depositare le ordinanze sul caso Unipol avesse detto ai giornalisti: “Domani depositerò le ordinanze sul caso Unipol. Ho già deciso di indicare come colpevoli Tizio e i suoi compagni di partito. Deve restare chiaro che questi sono cattivi politici. Che questa non è una politica seria”.
Sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale.
A tutto questo si deve aggiungere una considerazione tecnica che a me pare importante.
Per un verso, infatti, è inaccettabile sempre e in ogni caso che un “giudice” esprima giudizi di valore sulle persone sottoposte al suo giudizio. Mai io direi di un imputato di un processo che tratto che è “una cattiva persona”. Ciò che devo dire è se ha commesso o no questo o quel fatto, se si è verificata o no quella situazione.
Ma per altro verso, poi, la procedura della quale si sta occupando la prof. Vacca con la Commissione del C.S.M. di cui è Vicepresidente è quella di cui all’art. 2 della Legge sulle Guarentigie (è il Regio Decreto Legislativo 31 maggio 1946, n. 511, nel testo via via modificato fino ad oggi).
Quella procedura si applica alla ipotesi in cui un magistrato, senza sua colpa, si trovi in una condizione obiettiva di incompatibilità ambientale. L'ipotesi disciplinata da quella norma è testualmente quella nella quale dei magistrati "per qualsiasi causa indipendente da loro colpa non possono, nella sede occupata, svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialita". I casi tipici sono quelli delle relazioni familiari o amicali con persone che esercitano la professione forense o svolgono altre funzioni giudiziarie nella stessa sede o sono coinvolte in vicende giudiziarie rilevanti nella sede di lavoro del magistrato (e a queste fa espresso riferimento il primo comma della norma).
Si tratta di una procedura amministrativa priva, per il magistrato, delle garanzie assicurategli nel procedimento disciplinare.
Essa può essere utilizzata solo al di fuori dei casi di responsabilità disciplinare, perché se, invece, si deve ipotizzare una responsabilità disciplinare – e nel caso della collega Forleo il Procuratore Generale della Cassazione ha addirittura già formalizzato gli addebiti – il C.S.M. non può più procedere d’ufficio al trasferimento del magistrato, ma lo può fare solo su richiesta del Ministro o del Procuratore Generale.
E ciò, fra l'altro, perchè il C.S.M. è il "giudice" del processo disciplinare, e vi è un noto brocardo latino che dice "ne procedat iudex ex officio". Oggi anche dinanzi al C.S.M. si applica la regola della separazione fra accusatori e giudici. Dunque, quando un magistrato è "incolpato" di qualcosa, il C.S.M. assume e dovrebbe mantenere nei suoi confronti il ruolo imparziale del "giudice" e non quello dell'accusatore, che è affidato al Ministro e al Procuratore Generale della Corte di Cassazione.
D'altra parte, proprio a proposito della richiesta di trasferimento del collega De Magistris avanzata dal Ministro della Giustizia in tanti hanno detto: "Ma di che vi allarmate: tanto a decidere c'è un giudice terzo che è il C.S.M.".
Ma certo, ora, leggendo le dichiarazioni della prof. Vacca sui giornali, non è che si stia sereni su questa netta divisione di ruoli.
Dunque, la prof. Vacca e i suoi colleghi del C.S.M., con riferimento a questa questione, non devono e non possono occuparsi di eventuali “colpe” della collega Forleo, ma solo verificare se vi sia o no una situazione obiettiva di incompatibilità. E se colpe si potessero ipotizzare – e nel caso della collega Forleo non solo si ipotizzano, ma addirittura i relativi addebiti sono già stati formalizzati – la Prima Commissione dovrebbe immediatamente fermare la sua attività in attesa delle eventuali richieste del titolare dell’azione disciplinare.
Le parole della prof. Vacca sopra riportate e la sua affermazione secondo la quale «è necessario che emerga che Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati» sono, quindi, estremamente preoccupanti,perché fanno temere che la prof. Vacca (se parlava solo per sé, nonostante usasse il plurale) e l’intera Commissione, che ha votato all’unanimità, (se il plurale usato dalla prof. Vacca era vero) stiano usando in maniera indebita e strumentale la procedura di cui all’art. 2 della Legge sulle Guarentigie per “punire” i colleghi Forleo e De Magistris, piuttosto che per risolvere un problema di “incompatibilità ambientale” per il quale quella norma è stata pensata e voluta dal legislatore. E ciò costituirebbe grave violazione di regole ben precise. Perché, ovviamente, è possibile “punire” quei due magistrati, se lo meritano, ma per farlo bisogna rispettare la legge e le procedure garantite relative al procedimento disciplinare. E il magistrato ha diritto ad avere un "giudice" e non può, invece, subire due accusatori. Né si può usare indebitamente come “scorciatoia” per la sanzione disciplinare la procedura ex art. 2 della Legge sulle Guarentigie.
Tutto ciò posto, mi resta da chiedermi:
1. Possiamo noi magistrati essere costretti a subire un “giudice” tanto prevenuto e che ci tiene così tanto a dichiarare in pubblico ai giornali e con anticipo le sue intenzioni punitive che intende attuare con una procedura che non consentirebbe di “punire”?
2. Non avremmo diritto a un “giudice” imparziale e “sereno”, che giudichi i fatti e non le persone? Che decida sulla base della legge e degli atti e non per dare patenti pubbliche di “buono” e “cattivo” a questo e a quello?
3. Non sarebbe doveroso che la Commissione del C.S.M. chiarisca la posizione propria e quella della prof. Vacca con riferimento alle dichiarazioni pubbliche di quest’ultima e che ella e i suoi colleghi a nome dei quali diceva di parlare si astengano in ogni caso dal giudicare questa vicenda?
4. Tutte le alte cariche istituzionali che, come dirò più avanti, non hanno esitato a esprimere pubblicamente e reiteratamente giudizi violenti e a mio parere (ma anche a parere di autorevoli giuristi) infondati sul contenuto di un provvedimento giudiziario reso dalla collega Forleo non avrebbero il preciso dovere di indignarsi ed esprimere giudizi almeno altrettanto severi sulle condotte di chi deve giudicare la collega Forleo, pretendendo che, con fatti concreti, la procedura in questione venga ricondotta su binari adeguati?
5. Non sarebbe doveroso che il C.S.M. si chiedesse quanto “allarma e sconcerta” che proprio dal C.S.M. e proprio dalla Commissione che si occupa del caso siano “venuti fuori” indebitamente documenti riservati, facendo sorgere vari interrogativi sulla legittimazione di quella Commissione a giudicare taluno accusato di … avere dato luogo a fughe di notizie? (sul punto in questo blog è stato pubblicato il testo di una iniziativa di alcuni Consiglieri del C.S.M., a questo link) E non sarebbe doveroso che, postasi la domanda, il C.S.M. non si limitasse a un generico, per quanto "fermo" (sic!), "richiamo" ai Consiglieri di comportarsi bene e fare i bravi e traesse dai fatti conseguenze più concrete, onde evitare che si dia luogo a una situazione per la quale gli “errori” dei dottori Forleo e De Magistris vanno puniti duramente e per gli “errori” del C.S.M. (che degli "errori" dei colleghi Forleo e De Magistris dovrebbe essere il "giudice") è sufficiente l’invito a comportarsi meglio in futuro?
6. Com’è possibile che l’Associazione Nazionale Magistrati non intervenga a reclamare dal C.S.M. le condizioni minime di una procedura amministrativa corretta, che assicuri l’indipendenza del C.S.M. prima ancora che quella dei singoli giudici, conseguente alla prima? Com’è possibile che l’A.N.M. su tutta questa vicenda non abbia niente da dire e taccia? Se tace in casi come questo, a che serve? Di cosa si vuole occupare? Con quale credibilità i suoi dirigenti possono ancora sostenere che questa associazione non sia solo, come appare, uno strumento di gestione del “potere interno” alla magistratura?
Infine, sia la prof. Vacca il giorno prima che l’intera Commissione del C.S.M. all’unanimità il giorno dopo hanno detto che l’obiettivo della procedura in questione sarebbe quello di eliminare la situazione di “grave disagio” creatasi a Milano.
Ma io mi chiedo: dov’erano il C.S.M., l’A.N.M. e tutti i magistrati italiani quando la collega Forleo, prima, durante e dopo l’adozione delle ordinanze sul caso Unipol è stata oggetto di attacchi di violenza rara e inaudita da parte di ogni tipo di istituzione pubblica?
Ho fatto una rassegna stampa dei giornali editi nel periodo in questione. Sono centinaia di articoli. Per brevità, mi limito a riportare qui sotto solo alcuni dei titoli più significativi presi a caso.
Leggendo quegli articoli si comprende come si deve essere sentita la collega, colpevole solo di avere fatto il suo dovere.
Mi stupisce enormemente che si avanzino dubbi sul fatto che la collega Forleo abbia subito pressioni in relazione al suo lavoro con riferimento alla vicenda Unipol, dato che gli stessi articoli di stampa che riporto costituiscono all’evidenza una enorme “pressione” essi stessi e testimoniano oltre ogni ragionevole dubbio la forza degli interessi coinvolti in quella vicenda e la determinazione degli interessati e dei loro amici a condizionarne l’esito.
Si potrà discutere, quando si sarà raggiunto un qualche grado di certezza (che ancora non c'è né in un senso né nell'altro), se la collega Forleo abbia subito o no le pressioni delle quali ha riferito alla Procura di Brescia. Ma che abbia subito ogni tipo di altre pressioni non è in alcun modo dubbio, perchè è provato dalla semplice raccolta di centinaia di articoli di stampa, che, a tacer d'altro, sono stati essi stessi lo strumento della pressione.
Fa veramente paura vedere con quanta aggressività si contesta a Clementina Forleo di avere reso due o tre dichiarazioni alla stampa.
La si è insultata a reti e giornali unificati per molti mesi e lei è stata zitta.
Un giorno, quando agli insulti si sono aggiunte ispezioni e contestazioni, si è difesa anche pubblicamente e tutti coloro che non avevano ritenuto di indignarsi fino ad allora, si indignano stracciandosi le vesti per l'attentato alla "serenità dei giudici", attentato che sarebbe stato commesso ... dalla collega Forleo e non da chi l'aveva aggredita in ogni modo!
Così come è indubbio che numerose importanti autorità politiche hanno ritenuto di sindacare il merito di suoi provvedimenti giurisdizionali, traendo da tale sindacato (a mio modesto parere indebito, usando qui l'espressione in senso diverso da "legittimamente criticare") motivi per rivolgere alla dott.ssa Forleo veri e propri attacchi personali.
A fronte di questo “fuoco di sbarramento” e di questa “aggressione collettiva dall’alto” in danno di un semplice magistrato senza alcuna tessera di partito e non iscritto ad alcuna corrente dell’A.N.M., nessuno di coloro che secondo la prof. Vacca e il C.S.M. sarebbero a disagio oggi si è sentito a disagio e soprattutto nessuno è intervenuto.
Clementina Forleo è stata lasciata completamente sola!
La posizione dell’A.N.M. – che vorrei definire veramente grottesca – è rappresentata nell’articolo di Marianna Bartoccelli su Il Giornale del 23.7.2007, “L’A.N.M. abbandona la Forleo. Imbarazzo delle toghe: un’inchiesta molto delicata”, il cui testo consiglio vivamente di leggere (cliccando sul titolo per ottenerlo).
La tesi che Clementina Forleo abbia abusato nel redigere le motivazioni delle ordinanze sul caso Unipol è smentita, fra gli altri, da uno dei più autorevoli studiosi di procedura penale, il prof. Franco Cordero, che ha definito quei provvedimenti un “atto dovuto”.
La dott.ssa Forleo aveva il dovere di dare seguito a una richiesta della Procura della Repubblica, che le chiedeva di chiedere al Parlamento l’autorizzazione alla utilizzazione delle intercettazioni telefoniche che coinvolgevano anche D’Alema, Fassino, Latorre e altri.
Non appena si è saputo di quelle intercettazioni, tutti i politici interessati hanno subito minimizzato, dicendo che si trattava di “chiacchiere fra amici”, di “tifo”, insomma di “cose senza importanza”.
Se la collega Forleo non avesse esposto le ragioni per le quali quelle telefonate le sembravano rilevanti, il Parlamento avrebbe fatto ciò che tutti i parlamentari che parlavano del caso dicevano: minimizzare la cosa.
La collega Forleo ha espostole ragioni per le quali quelle intercettazioni erano rilevanti e ciò sembra avere impedito la prosecuzione della linea difensiva delle “chiacchiere fra amici”.
Faccio il magistrato da poco meno di ventidue anni e ho letto centinaia di sentenze e ordinanze nelle quali si parla di condotte di persone non imputate e/o non parti dei processi (penali e/o civili) nei quali quei provvedimenti sono stati adottati e tutti sanno che in ciò non c’è proprio nulla di strano, tranne quando queste persone non imputate e/o non parti si chiamano Massimo D’Alema o con altri nomi importanti.
Le ordinanze della dr Forleo si trovano su internet ai seguenti indirizzi, così che ognuno, leggendole, si possa fare una propria idea dell’oggetto del contendere:
Prima ordinanza – Parte prima
Prima ordinanza – Parte seconda
Seconda ordinanza
Concludo sottolineando con forza e convinzione che io non credo si debba dare ai colleghi Forleo e De Magistris alcun “salvacondotto”.
Se essi hanno sbagliato in qualcosa, che paghino, come tutti.
Il fatto che si siano distinti in maniera particolare per rettitudine e coraggio me li rende particolarmente cari come colleghi, ma so che ciò non mi consente di auspicare alcuna particolare forma di clemenza per loro.
Ma alla giustizia credo abbiano diritto loro e ognuno di noi.
Ciò che, in sostanza, vorrei non è che si fosse indulgenti con loro, ma che li si giudicasse con giustizia, rettitudine e correttezza.
Vorrei un C.S.M. corretto, equanime, rispettoso delle regole, tutore dell’indipendenza dei magistrati.
E ciò non solo per il bene dei colleghi Forleo e De Magistris, ma anche per quello di ogni magistrato e dell’intero Paese.
Fra l’altro, ciò che serve al Paese è l’indipendenza “dei magistrati” (di ogni singolo magistrato), che è cosa del tutto diversa dall’indipendenza della “magistratura”.
L’indipendenza della magistratura senza l’indipendenza dei magistrati si trasforma, infatti, soltanto in un privilegio corporativo e nello strumento di un potere che non serve il Paese – dal quale, infatti, è sempre più lontano e meno apprezzato – ma sé stesso.
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Comunque... da quando sono piccini spendo soldi su soldi in un'unica profumeria... non che siano particolarmente simpatici o che facciano sconti... anzi... sono piuttosto gricci ... ma ben forniti e sanno fare il loro mestiere senza dare troppa confidenza. Ebbene... già che sono sotto casa... già che i miei acquisti sono abbastanza abitudinari (terra, cajal, rimmel, fondotinta e l'immancabile jadore) ...e già che la loro fidelity-card permette di ricevere regali di tutto rispetto al raggiungimento di determinate soglie di punti... finisco sempre per foraggiare le loro casse.
Il mese scorso, in crisi di astinenza per la fine dell'unico profumo sopra citato che riesco a mettere e senza cui mi sento un po' nuda... sono andata a comperarlo. Ero con mamma... e come ogni volta che usciao insieme si finisce per comprare anche cose che non centrano nulle. CI siamo poi messe a curiosare tra i pacchetti regalo di natale e... casualmente... la commessa ha ricordato che entro il 31 novembre avremmo dovuto scelgiere tra i regali del catagolo... pena la perdita dei punti accumulati. Non feci caso alle circostanze e ringraziai per il catalogo in questione gentilmente porto.
Il tempo passa ed il 30 mamma si ricorda della scadenza dei punti. Non aveva volgia di scendere di casa ... e siccome è una donna moooooooooooolto tecnologica (di questo vado fiera) si è collegata in internet per visitare il sito della Limoni e sperare di completare le operazioni necessarie on-line. Niente da fare... ma trova il numero verde. La voce che risponde al numero verde avverte che da sempre la scadenza è il 31 dicembre di ogni anno.... proprio per fare rientrare i punti delle spese di Natale.
????!!!! 31 dicembre???!!!
MMMM in buona fede non ci è venuto spontaneo pensare male.
Venerdi scorso mamma, che è 30 anni che si serve da loro, studiato il catalogo, si reca in profumeria per effettuare gli acquisti necessari alle scelte fatte. La profumeria era piena ed il caso ha voluto che la cliente prima di lei chiedesse della scadenza dei punti. La titolare prontamente rispose che le dispiaceva ma che erano già scaduti il 31 e che comunque si sarebbe potuta fare un eccezione per permetterle di ordinare secondo i punti accumulati ino al mese precedente. Mamma ovviamente, avuta la conferma che la signora era perfettamente a conoscienza della reale scadenza (altrimenti come avrebbe fatto a fare la splendida offrendosi portatrice di un'eccezione che non è di sua competeza, vista che è gestita dalla Limoni su scala nazionale)... non ha perso tempo ad obiettare pubblicamente fornendo la data reale...
La commessa, perdendo improvvisamente la buona educazione da sempre esternata, le chiese come si permetteva a contraddirla e come aveva fatto a sapere della scadenza al 31 dicembre...
Mamma (immagino con quale suffiienza... se la prendi per il culo diventa una iena) le ha spegato che credendo di avere perso i punti aveva chiamato il numero verde...e che quindi non c'era bisogno di mettere fretta ai clienti che avrebbero potuto far rientrare nel bonus anche le spese natalizie. Bum!
La realzione della titolare? Non ha nemmeno cercato di fare finta di essersi sbagliata... no!
"Ah, ma noi diciamo così se no i regali arrivano troppo tardi" Mah... poi si parla dei politci.
Be... questo post volevo scriverlo venerdi ma qualcosa ancora non mi convinceva. Sono andata in profumeria in orario di punta e mi sono sentita ripetere la stassa cazzata dei punti scaduti. Poi le ho chiesto: "scusi ma la tessera a scadenza viene rinnovata o si tiene quella che già si ha?"
E lei... poco furba ancora una volta: "no! Si tiene quella che già ha. Dopo il 31 novembre i punti si azzerano e continuano ad essere caricati quelli dal 31 in poi"
Ah bastarda!!! Così i punti fino al 31 dicembre vengono a mia insaputa cancellati dall'uno gennaio nonostanze io in buona fede sia sicura.. già presa per il culo... di accumulare quelli di dicembre per l'ano successivo??!!!
Presa per il culo due volte.
Ho fatto finta di niente e sono uscita.
Che faccio?! Mi piglio la soddisfazione di dirglielo in faccia? Una causa per sta stronzata mi sembra una perdita di tempo.... se ne avessi da perdere quasi quasi... giusto per dargli una lezione....
Se mi metto a sbigliettare fuori dalla profumeria mi metto nei guai... mah! Contando che la maggioranza della clienela è costituita da persone molto anziane....
N.B. da VOGLIOSCENDERE:
"IL PROGETTO MASTELLA" P. Gomez
Oggi il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi è finito agli arresti domiciliari. La procura di Roma lo accusa di corruzione e concussione. Verzaschi fino al 2005 militava in Forza Italia ed era l'assessore alla Sanità della giunta regionale del Lazio guidata da Francesco Storace. Nel 2006, quando già si sapeva che era sotto inchiesta, Clemente Mastella lo aveva fatto entrare nell'Udeur e gli aveva dato una poltrona di sottosegretario. Seguendo un percorso analogo erano poi confluiti nel mini-partito del ministro della Giustizia, Alessandro Musco, un professore di letteratura medioevale amico del pentito di mafia Francesco Campanella, che pochi mesi dopo sarebbe stato condannato in primo grado per riciclaggio di tangenti, e il diessino Angelo Brancaccio, un consigliere regionale campano, indagato per corruzione e peculato, appena scarcerato dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il 21 settembre di quest'anno il Guardasigilli ha presenziato alla conferenza stampa con cui l'Udeur ha annunciato l'ingresso dell'ex diessino nel partito, mentre Fernando Enrico il capogruppo del Campanile in regione ha commentato: «La scelta di Brancaccio si fonda su un progetto che è quello del segretario nazionale Mastella».
Niente, insomma, accade per caso.
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Ovviamente quelli qui di seguito sono stralci dell'audizione... cercherò una versione più completa... ma si sa... siamo in italia... i documenti pubblici non lo sono anche di fatto.
PRESIDENTE LETIZIA VACCA - Buona sera dottoressa Forleo, io sono Letizia Vacca, Vicepresidente di questa Prima Commissione. Come vede la Prima Commissione è al completo tranne il Presidente che è lontano per motivi istituzionali e ci sono altri Consiglieri che via via, se vorranno intervenire, le presenterò. Come le è noto noi abbiamo chiesto questa audizione esplorativa in merito alle sue ripetute dichiarazioni di essere oggetto di minacce ed intimidazioni provenienti da non precisati esponenti istituzionali.
Nelle sue interviste agli Organi di Stampa più volte ha ribadito di avere subito intimidazioni da parte di Magistrati e Forze dell'Ordine. Non sto a darle gli estremi degli articoli comparsi sulla stampa e delle sue dichiarazioni anche nel corso di trasmissioni televisive e, quindi, la pregherei di volerci fornire elementi più precisi sia sulle circostanze di fatto, sia sui nomi delle persone che ritiene implicati in queste vicende.
CLEMENTINA FORLEO - Grazie. Posso iniziare? Io ho partecipato a due trasmissioni televisive, che considero un'unica trasmissione, e si tratta delle due puntate di “Annozero”: una del 4 ottobre e una del 24 ottobre scorso. Considero parte di un'unica trasmissione perché concerneva lo stesso caso, il famoso caso De Magistris. A seguito di dichiarazioni, di contestazioni anche apparse sulla stampa, io mi sono rivista queste puntate sia sui siti Internet, poi mi sono fatta mandare anche i dvd a casa, e non ho riconosciuto in queste trasmissioni televisive nelle mie affermazioni frasi che mi erano state messe in bocca dai giornali, da media di altro genere.
In che senso? L'unica affermazione che io ho reso e che posso documentare è quella nell'ultima parte della seconda puntata della trasmissione “Annozero” (…) Io davo lettura di una missiva che mi era pervenuta da un cittadino che non conosco in cui mi diceva: «Dottoressa, non le faccia paura quel proiettile, ma le facciano paura i proiettili che arrivano dai Palazzi del Potere».
A quella domanda, che è l'unica - io me le sono viste - io dicevo che ero stata il giorno prima nella caserma di via Moscova, presso i carabinieri di via Moscova (a seguito sempre di quel proiettile) avevo reso delle dichiarazioni spontanee concernenti degli episodi che potevano avere inquinato la mia serenità e la mia sicurezza, intesa non come sicurezza in senso fisico, ma come sicurezza e serenità come immagine. Va bene? Quindi solo questo avevo risposto, dicevo effettivamente che in quelle dichiarazioni- senza fare nomi e senza offendere l'onore e il decoro di nessuno- avevo parlato di Magistrati e di esponenti delle Forze dell'Ordine.
PRES. VACCA - Scusi, credo di non avere capito perfettamente. Perché le riporto dichiarazioni virgolettate riportate proprio così, per esempio “Corriere della Sera”, 26 ottobre, al di là di “Annozero”, che ho visto…
FORLEO - No, quelle di “Annozero” - mi scusi Vicepresidente - se vogliamo parlare di quelle dichiarazioni le posso fornire del materiale riguardo sia le dichiarazioni da me rese ai carabinieri di via Moscova, sia altro materiale a riprova – ovviamente - perché ci sono stati dei seguiti che mi hanno amareggiato come magistrato e come cittadino, dei seguiti apparsi proprio virgolettati non smentiti sia da parte purtroppo dei vertici dell'Arma - non meglio identificati - sia da parte di alcuni colleghi che…
PRES. VACCA - Aspetti un momento, cerchiamo di andare per ordine, poi passiamo ai carabinieri. Le leggo questa dichiarazione riportata nel “Corriere della Sera”, 26 ottobre 2006: «Sono stata vittima di tentativi di delegittimazione e discredito da parte di soggetti istituzionali che non appartengono al mio ufficio e anche da appartenenti alle Forze dell'Ordine» (…) Va bene, lasciamo perdere i titoli che, naturalmente, non sono di sua mano, però «Ho subito intimidazioni da magistrati di un altro ufficio» riportato su “Il Messaggero” sempre del 26 ottobre questa volta fra virgolette (…)
Da queste sue dichiarazioni viene costruito un teorema, che non so se appartenga anche alla sua idea, su una pressione nei suoi confronti a seguito del fatto che lei ha menzionato personaggi della politica. I nomi sono noti, per esempio Fassino e D'Alema: nel suo provvedimento di trasmissione della pratica sulla Unipol viene costruito un teorema - è inutile che ci nascondiamo- per cui ci sarebbe un rapporto fra la sua menzione di questi nomi politici ed una attività di intimidazione e minacce nei suoi confronti da parte di magistrati non del suo ufficio e da parte di Forze dell'ordine. Allora (…) io chiedo a lei se condivide questa idea e quali sono i fatti precisi e le persone che l'avrebbero fatta oggetto di intimidazioni e minacce.
FORLEO - La ringrazio. I giornali- come lei mi insegna- possono dire, possono virgolettare quello che vogliono e posso fare vari esempi. Le confermo le frasi unicamente riferite su quella prima parte che lei mi ha letto del “Corriere della Sera” perché sono identiche e sono successive di un giorno o di due giorni a quella puntata di “Annozero” di cui io ho riferito. Parlavo di tentativi di delegittimazione, di denigrazione provenienti da magistrati del mio ufficio - non del mio ufficio, mi scusi - e da esponenti delle Forze dell'ordine…
PRES. VACCA - Chi sono?
FORLEO – Ecco… chi sono? (…) Ieri sono stata sentita dall'autorità giudiziaria di Brescia a cui ho reso delle dichiarazioni (…) Io ho segnalato – ed infatti il pm di Brescia è rimasto sorpreso del fatto che non fossero state trasmesse, non so per quali motivi - a Brescia che c'erano state varie, numerose, missive minatorie al mio indirizzo prima che mi pervenisse il proiettile e questo sin dai tempi in cui venivo ad essere assegnataria del procedimento concernente le note scalate.
Non posso evidentemente dire chi sia il mittente di queste missive perché erano anonime (…) Queste lettere minatorie venivano - una delle quali purtroppo preannunciava la morte dei miei genitori che avvenne dopo qualche mese per un evento fortuito, per una tragica fatalità. Questo evento fu seguito da un'altra missiva che è sempre agli atti- li ho portati- in cui si diceva «Hai visto come sono morti i tuoi genitori…».
PRES. VACCA - Sempre anonimo?
FORLEO - Sì, sempre… (…) si diceva: «Hai visto come sono morti i tuoi genitori, adesso la stessa sorte toccherà a te e a tuo marito». (La Forleo racconta nel dettaglio le vicende delle minacce subite dai suoi genitori, degli incendi e distruzioni delle loro proprietà… Poi ricostruisce le indagini avviate dal procuratore Santacaterina sull'incidente in cui avevano perso la vita i suoi genitori- si pensò sulle prime a un sabotaggio dell'auto- e i difficili rapporti fra la stessa Forleo e il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari, addetto alla sua sicurezza quando si recava in zona e titolare delle indagini dell'inchiesta sui genitori.
La Forleo contesta la qualità di quelle indagini e racconta di una sua telefonata burrascosa con il tenente del 19 maggio 2007. La Forleo rivela anche l'esistenza di una lettera anonima su “morti sospette avvenute nell'ambito delle famose scalate, in particolare di persone vicine a Ricucci e company…”. Si illustrano anche le denunce fatte contro ignoti per le minacce ricevute-
La Forleo rivela che il 5 settembre la stampa locale pugliese- un giornale che si chiama “Senza Colonne” - pubblica la denuncia contro di lei del tenente Ferrari, inondando i paesi di locandine - Il testo integrale della denuncia verrà pubblicato nei giorni successivi sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”. Il tenente si sentiva offeso per la famosa telefonata di maggio e denunciava il gip al Csm. La Forleo chiede spiegazioni ai suoi superiori a Milano (il Pg Blandini) e ai magistrati pugliesi. Il comandante generale dei carabinieri successivamente ha chiesto a Ferrari di rimettere la querela. La Forleo- informata dal prefetto di Brindisi, Lombardi, non accetta la remissione. (Lombardi avrebbe rivelato alla Forleo che il tenente era stato incitato a querelarla da due magistrati pugliesi, ndr)
ANEDDA (cons. Csm) - Lei si ricorda le domande che le ha fatto la dottoressa Vacca?
PRES. VACCA - Lasciala finire, ti prego.
FORLEO - Non ho capito.
ANEDDA - Le ho chiesto se lei si ricorda le domande che le ha fatto il Presidente.
PRES. VACCA - Volevo arrivare alla fine, scusa.
ANEDDA - Siccome vedo che si infastidisce ad ogni stormir di fronda…
FORLEO - Non ho capito
PRES. VACCA - Non si preoccupi, continui.
FORLEO - Che è successo?
PRES. VACCA - No, no, sto aspettando che finisca…
FORLEO - Non ho capito la domanda del…
ANEDDA - Siccome lei si infastidisce ad ogni stormir di fronda, allora… e sta parlando da parecchio tempo in maniera che nel mio paese- che è un paese di sgarbati, si dice “portare il cavallo al pascolo”, cioè non rispondere, la domanda che le ho fatto è: lei ricorda le domande che le ha fatto la professoressa Vacca?
FORLEO - Sì, quali magistrati erano…
PRES. VACCA - Sì, vada avanti perché sto aspettando anch'io che arrivi al punto finale.
FORLEO - Posso produrre la mia…
PRES. VACCA - No, no, la prego, continui…
FORLEO - Non ho capito il cavallo…
PRES. VACCA -…la sua esposizione per vedere…
FORLEO - Va bene (Racconta gli incontri con il legale del tenente- che era stato legale anche dei suoi genitori- per l'eventuale remissione della querela denuncia nei suoi confronti. Il legale, avvocato Ristetti, le rivela i nomi dei due magistrati che avevano spinto il tenente dei carabinieri a denunciarla: il dr. Santacaterina e il dr. Negro- che lei non conosceva. A dire dell'avvocato Ristetti quella querela serviva a darle “una lezione”. Si arriva al 23 ottobre e alla sua denuncia ai carabinieri di via Moscova. (Il racconto prosegue- ndr)…
Due giorni dopo, il giorno in cui ricevo il Premio Borsellino insieme ad altri colleghi, apparve su “la Repubblica” che io non solo avevo reso queste dichiarazioni, ma una notizia alterata ad arte, nel senso che si diceva (…) che il giorno prima c'ero rimasta quasi quattro ore riempiendo otto pagine e mezzo di dichiarazioni spontanee già inviate alla procura di Brescia, che ha ascoltato la Forleo. Praticamente un articolo che conteneva degli elementi veri- quindi non era frutto della fantasia della giornalista- ma che erano alterati ad arte. Quindi produco anche questo documento. Dopodiché io…
PRES. VACCA - Mi scusi, alterati ad arte in che senso?
FORLEO - Nel senso che mentre io lì avevo riferito di questo chiamiamolo concorso per denigrarmi e quindi per darmi questa lezione, etc…, lei non vi faceva riferimento, anzi, diceva che io ce l'avevo con questo tenente perché non aveva indagato sulla morte dei miei genitori (…) A quel punto io ho chiamato da Pescara- dove mi trovavo- il colonnello Bolognini, che aveva recepito le mie dichiarazioni spontanee, e dicevo «Colonnello, mi scusi, ma quelle dichiarazioni dove sono, dove si trovano?».
Il Colonnello mi disse: «Guardi, dottoressa, queste sue dichiarazioni sono in cassaforte. Io ho comunicato solo la sussistenza- chiaramente perché ero lì presente quel giorno - il fatto che lei è venuta qui a rendere delle dichiarazioni però non ho assolutamente comunicato a nessuno il contenuto delle due dichiarazioni, le ho solo trasmesse a Brescia».
Ho detto «Colonnello, mi dispiace, però in questo articolo di giornale c'è scritto (…) che la giornalista in questione li ha appresi dagli ambienti di via Moscova». Per cui mi allarmai un attimo. A questo punto decisi (…) di rinunciare alla misura di protezione in corso (…) Mi ha amareggiato, credetemi, il fatto che dei colleghi di vario orientamento (…) mi hanno accusato di avere violato canoni di riserbo quando questa denuncia doveva essere nella cassaforte dei carabinieri e certamente non l'ho potuta dare io alla giornalista (…)
PRES. VACCA - Va bene, ho capito.
FORLEO - Io produco tutta questa documentazione.
PRES. VACCA - Sì, ho capito, però io continuo a non capire il punto di partenza, perché continuo a non riuscire a collegare questa vicenda- che riguarda i suoi rapporti con i carabinieri di Brindisi- le sue lamentele e lagnanze nei confronti di codesti carabinieri che non hanno eseguito indagini accurate, con il ragionamento sulle intimidazioni e le pressioni da parte di magistrati e forze dell'ordine in rapporto alle sue inchieste… chiamiamole delicate. Dalla sua esposizione non c'è nessun rapporto!
FORLEO - No, io non ho parlato agli organi di stampa. Mi scusi, professoressa, l'audizione di oggi concerne dichiarazioni da me rilasciate ad organi di stampa e televisivi. Io non ho mai- dico mai - poi ognuno ovviamente si assume le sue responsabilità - detto ad organi di stampa, né a programmi televisivi- se si acquisiscono le registrazioni le possiamo appunto vedere…
PRES. VACCA - Beh, le ho viste e ho ragionato sul contesto di quelle trasmissioni, mi scusi.
FORLEO - Cosa?
PRES. VACCA - Perché lei avrebbe dovuto- in questo caso- prevedere che il contesto di quelle trasmissioni poteva, in qualche modo, suggerire delle situazioni di interferenza fra i cosiddetti poteri forti- per intenderci poteri politici- e la sua attività di magistrato, e questo mi pare molto grave, perché è questo che è stato molto allarmante. Io da cittadino.- non da membro del Csm- che guardavo quelle trasmissioni, sono rimasta molto colpita per non dire allarmata e mi sembra che questo collegamento, di cui parlavamo all'inizio, diciamo inchieste scomode- per semplificare- e pressioni e intimidazioni possa essere alquanto fuorviante anche alla luce delle sue dichiarazioni di oggi.
FORLEO - Ripeto che di pressioni e intimidazioni io alle trasmissioni televisive non ho parlato. Me le sono riviste, se le vogliamo rivedere sono disponibile. Se lei mi parla di contesto dal quale si poteva ricavare questo io posso dire che alla seconda trasmissione era presente anche il dottor Ingroia, che ha affermato le mie stesse dichiarazioni in occasione, successivamente, ad un intervento del professor Grevi.
Il dottor Ingroia (…) fece proprio presente questo, a proposito di poteri occulti e di chi tocca i poteri forti a seguito di una dichiarazione del professor Grevi. Quindi anche il dr. Ingroia fece le mie stesse osservazioni (…) Quindi io in quella trasmissione non ho fatto riferimento ad intimidazioni e pressioni provenienti da magistrati ala mia persona, di intimidazioni o di pressioni riferire ad ambienti istituzionali né in programmi televisivi, né in organi di stampa.
PRES. VACCA - Io ho finito. Volevo solo che lei mi confermasse che questo collegamento è frutto di una forzatura da parte dei giornalisti.
FORLEO - Giornalisti… parliamo di giornalisti della stampa che mi ha letto? Sì, sì, una forzatura perché io non ho mai parlato, ho solo riferito, a meno che poi non si voglia… Ieri ho riferito circostanze di rilievo penale di altro tipo al dottor Salamone ed il dottor Salamone mi ha detto che se fossi stata interpellata su questo oggi (…) trattandosi di fatti secretati o comunque di fatti sui quali era opportuno fare delle indagini, sarebbe stato questo Consiglio a richiedere all'autorità giudiziaria di Brescia il relativo verbale. Siccome sono nuova a questo tipo di situazioni non… (…)
http://qn.quotidiano.net/2007/12/05/50802-ecco_cosa_disse_forleo.shtml
Scriviamo a Napolitano a favore della forleo:
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Il mediconzolo ha naturalmente espresso parere positivo in questo senso... aggiungendo che può portare a gravi allucinazioni e che possono durare giorni interi!!!!!!!!!
Non so, stava parlando dei cristalli o di semplice ERBA prelevata da un vasetto, seccata e tranquillamente fumata? No perchè vogliamo parlare del copertone di auto che si compra per strada? Quello è terrorismo. Sto divagando... Scusate ma il thc non è forse un principio attivo rilassante e delle due leggermente antinfiammatorio ed antidolorifico? Non ci ricordiamo più che l'erba è diventata droga solo quando si è cominciato a fare etanolo di canapa... e su richiesta degli Stati Uniti?!?!
DIamo a Cesare ciò che è di Cesare. Piantiamola di strumentalizzare delitti di cui francamente non ci frega un tubo (o sbaglio?)! Ci sono cose più importanti. Avremmo preferito sentir parlare di Clementina... anche se alla Vespa. Tanto per sapere quali sono le argomentazioni ce li fanno illudere di riuscire a mantenere credibilità arrampicandosi sugli specchi. Chissà se da 2 mesi a questa parte avrebbero cambiato versione. Becero come sempre il Vespa, servo più che mai. Dovrà pur sopravvivere in qualche modo... difendere i suoi privilegi dai tanti servi sempre più tappetini in concorrenza e sempre più appagati nell'esserlo. Dico ma... vespa... con quella facciotta da cocainomane, amante delle belle poppe e dell'alcool si è preoccupato di fare la puntata sui palloncini beffa però!! Oggi non so parlare italiano. Ha barato per giunta! Vi ricordate? Con 2 bicchieri di vino non si supera l'uno. Lui lo ha lautamente superato... e senza cicles. O ha due litri sangue in croce... o aveva bevuto prima... ed un bel po'.
Beh... e la concorrenza? Matrix? Nada de Nada... argomento? Il tunisino vittima in vita della strage di Erba. Come si chiama? Non mi ricordo. Non mi interessa se riesce a far dei soldi dando il culetto a Lele Mora, nè se glie lo dà, nè quanti soldi guadagna sponsorizzando occhiali..e nemmeno se piange ancora dietro a sua moglie. E non mi frega cercare di capire se è innocente prima della sentenza. Non credo che abbia rilevanza pubblica... mica lo devo votare alle prossime elezioni!!! ... Al contrario di qualcun altro. (Continuate pure a far le orecchie da mercante... poi vi lamentate per i volgarisssssssssimi vaffanculo che vi precipitano addosso sventolando contro il fetore di merda che esce dalle vostre bocche... ). Ripeto... mi sarebbe interessato di più vedere come Mentana avrebbe affrontato il tema Forleo, quali persone avrebbe invitato a parlare...etc.
Avrei voluto sentire anche il nostro caro Mastella... che nelle ultime settimane compare in ogni tg come un santo a vendere luoghi comuni ed ad istituire commissioni parlamentari su tutto meno che sulla magistratura corrotta.
A proposito... quel mio amico suo devoto adepto mi ha spifferato che il governo cadrà a gennaio... e che faranno un governo provvisorio appositamente per la legge elettorale su misura per salvarsi tutti il sederino (quest'ultima parte l'ho del sederino è una mia convinzione... e non solo mia credo)
Dico ma ... in tutto questo, la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Dalema è stata o no depositata al Parlamento Europeo???!!!!
PROCEDURA DI INCOMPATIBILITA’ PER LA DOTT.SSA FORLEO
“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina FORLEO, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”.
Roma, 4 dicembre 2007
Ma per piacere! Che riscontri avrebbero dovuto trovare? E' normale che sia stato tutto smentito! Mica sono scemi! Che prove pensavano di aver trovato? Veramente ci può essere gente che crede che un magistrato impazzisca e vada blaterando in giro gravità di questo tipo? Ci siamo scordati i genitori morti esattamente come da intimidazioni ricevute telefonicamente??!!
Aderisco all'iniziativa pro Forleo: scriviamo a Napolitano ( tra l'altro pare lateralmente coinvolto solo come soggetto a conoscienza dei fatti).
IlFemminino si ritira nelle sue stanze... ma prima ho una presentazione da fare:
l'unico Berlusconiano che voterei col cuore!!!

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Forse non tutti sanno che per legge, alcuni esponenti degli organi vigilanti e supremi del potere giudiziario sono eletti dal governo (dall'esecutivo), da cui però lo stesso ordine giudiziario sarebbe formalmente indipendente (pilastro di ogni ordinamento democratico, che proprio in quanto tale si erge sulla separazione ed indipendenza dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario)... e che in realtà subisce una pressione da parte dei partiti. Le motivazione storiche puramente teoriche per cui esiste da sempre questo sistema ora non ci interessano... Ma per capire bene il potere dei partiti all'interno della magistratura facciamo un piccolo parallelo facilmente costruito grazie al grande strumento che è la RETE (in barba a quel poveretto di Facci: eretto sul piedistallo quando serve... e buttato giù appena alza la voce per dire qualcosa di sensato).
Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) (Costituzione italiana agli articoli 104, 105, 106 e 107)è l'organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello stato, in particolare da quello esecutivo.(wikipedia). Ha la funzione di governare l'ordine giudiziario, di cui tutela l'autonomia e l'indipendenza. Peraltro, il CSM è stato accusato da alcuni esponenti politici di esercitare un ruolo di interferenza con le competenze del governo... (a me pare il contrario).
Gli altri componenti sono eletti per i 2/3 da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati) e per 1/3 dal Parlamento riunito in seduta comune tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (membri laici). Con la presenza di questi ultimi i costituenti vollero impedire che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura si trasformasse nella creazione di una specie di casta separata da tutti i poteri dello Stato e gelosa dei suoi privilegi.
Nel 2002 è stata approvata una riforma della composizione del CSM e delle modalità di elezione (legge 44/2002). Attualmente i membri togati sono 16 (2 sono giudici di Cassazione, 4 sono giudici requirenti, 10 sono giudici di merito) e quelli laici, ovvero quelli nominati dalla maggioranza al governo) sono 8.
Nel 2006, sui 27 componenti del CSM, gli 8 nominati dal Parlamento furono:
- Gianfranco Anedda (AN)
- Michele Saponara (Forza Italia)
- Nicola Mancino (Margherita)
- Ugo Bergamo (UDC)
- Vincenzo Siniscalchi (DS)
- Celestina Tinelli (Ulivo)
- Mauro Volpi (PRC)
- Letizia Vacca (Pdci).
Grillo (tanto per citare l'unico che osò dire la sua e che puntualmente si prese... come oggi si prende... del "cretino") commentava la faccenda così:
"L’elezione è del tutto regolare, a norma di articoli previsti dai padri della Costituzione (che nessun politico ha chiesto di modificare).
Ma a me non va giù che questo possente organo costituzionale che vigila sulla giustizia abbia al suo interno rappresentanti dei partiti. Mi fido poco. E forse è questa la radice dell’immunità parlamentare, di Previti fuori dopo due giorni, dei condannati in Parlamento. Mi sembra una presa per il c..o, come mettere la volpe a guardia del pollaio o Mastella al ministero della Giustizia. Cambiamogli almeno il nome in Consiglio Superiore per il Controllo della Magistratura, così la gente comincerà a capire."
Ora attenzione:
dal sito del CSM
PRATICA “URGENTE” AL CSM
SULLE DENUNCE DELLA DOTT.SSA FORLEO
ROMA - Il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di aprire presso la Prima commissione consiliare una pratica urgente per acquisire “precisi elementi di fatto” in ordine alle intimidazioni che, come dichiarato dalla interessata, sarebbero state rivolte al GIP di Milano dott.ssa Clementina Forleo.
Ne dà notizia un comunicato del CSM emesso a conclusione della seduta odierna del Comitato di Presidenza, presieduto dal Vice Presidente del CSM Nicola Mancino (Margherita) e composto dal Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione dott. Vincenzo Carbone, dal Procuratore Generale presso la medesima Corte dott. Mario Delli Priscoli, cui partecipa il Segretario Generale dott.ssa Donatella Ferranti.
La pratica è stata assegnata alla Prima Commissione consiliare. Alla Vice Presidente della Commissione Prof.ssa Letizia Vacca, che temporaneamente (strano) sostituisce il Presidente dott. Antonio Patrono, è stata rappresentata la “urgente necessità di disporre un’audizione a breve termine della dott.ssa Clementina Forleo.”
Roma, 31 ottobre 2007
Ergo: per un caso che vede protagonisti esponenti della sinistra italiana come D'Alema, l'ultima parola sarà di una professoressa di Diritto Romano dell'università di Cagliari, dove è anche preside, eletta dal Parlamento secondo particolari canoni ex art. 106 Cost. "Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso" (asterico nei commi susseguenti confera che non è vero un cazzo)
comma2, "La legge sull'ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorai per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli" (conferma che se La vacca è competente, nella commissione per la Forleo ha competenze e poteri conferiti solo a lei stessa)
comma 3 fornisce la base su cui il governo può eleggere gli 8 (oggi) componenti "meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche, avvocati che abbiano 15 anni di servizio e che siano iscritti agli albi per le giurisdizioni superiori".
La Vacca non è un magistrato, non ha la cattedra di procedura penale, non ha scritto nulla su argomenti procedurali in materie giuridiche che riguardano ambiti che esulano da ciò che era l'albore del diritto nell'impero romano. Forse è una specialista degi ammutinamenti e delle corruzioni che si avevano nel senato a quel tempo... e che portarono alle grandi svolte contra democrazia boh.
Comunque... di fatto... Sostituisce il Presidente "temporaneamente" e guarda caso per il caso Forleo pur appartenendo alla parte politica degli esponenti politici indagati. Non è DS, sarebbe potuto essere tutto più sfacciato se il presidente fosse stato sostituito da Siniscalchi.. Ma permettiamoci sempre di porci delle domande... e di storcere il naso quando non si hanno risposte chiare... sulla cosa pubblica.
Si, noi non sappiamo se la Vacca sia competente per decidere, non sappiamo se sia o meno una persona onesta e potrebbe anche essere possibile che non subisca pressioni... certo. Ma assegnare a lei il caso, col beneficio del dubbio della buona fede anche di chi ce l'ha fatta finire, non denota forse mancanza di buon senso? Perchè non nominare un magistrato di ben altra formazione giuridica-culturale? Elementi di fatto di questo tipo possono autorizzare a ragione noi comuni mortali ad una linea di sospetto?
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- sottolineare l'incompetenza di chi formula "progetti" senza avere esperienza in materia
- farci fare l'ennesima figura dei polli a livello internazionale
- Concentrare l'attenzione dell'opinione pubblica ed in particolare dei bloggers, di cui fin'ora era stata sottovalutata la potenza e la capacità di diffondere opinioni e punti di vista, sulla possibilità che venga negata o quantomeno ridotta la libertà di espressione, con uno specchietto per le allodole, uno spauracchio, una finta di buon gioco.
-aprire le porte alle sovvezioni statali finalizzati alla copertura dei costi di gestione di internet per i siti di quotidiani o di partiti anche se frequentati solo da 4 unità in croce (come già avviene per la carta stampata indipendentemente dal numero di copie vendute)
- confermare che la sinistra ovunque vada ha la tendenza a tassare qualsiasi cosa (i siti banner a pagamento, di vendita, di aziende, di affitti- anche se solo informativi ma in riferimento ad attività commerciali-) si troverebbero infatti a pagare bolli, iscrizione al Roc (che si deve rinnovare di anno in anno), tasse etc ... un ennesimo bastone tra le ruote delle nostre aziende, penalizzate rispetto a quelle delgi altri paesi già sotto parecchi aspetti, come ad esempio il costo dell'energia.
Cose che si riuscirebbero tranquillamente ad ottenere con leggi ad hoc, che faranno ugualmente. L'unica cosa di cui vale la pena di discutere riguardo il ddl sono le conseguenze legali che avrebbe la parificazione delle testate giornalistiche a quelle in rete. Su questo chi si è pronunciato? Del resto, per quando mi riguarda, non vale la pena di parlare.
La libertà di espressione del singolo cittadino comune mortale non è in pericolo.
E' la libertà ed il diritto ad essere informati ciò per cui sono nati i blog "politici" o "di opinione"... ed è anche ciò che li rende pericolosi (perchè siamo pericolosi) agli occhi di chi non vuole confronti per non dover scoprire le reali carte del gioco. Inveire contro un disegno di legge che verrà discusso chissà quando e che non ha il minimo di credibilità sufficiente per giungere ad approvazione e comunque al vaglio dell'Europa (a cui apparteniamo e che costituisce mezzo di garanzia anche per i singoli), significa occupare tempo e spazio che potrebbe essere impiegato per discutere di problemi ben maggiormente imminenti.
Non siamo ingenui per favore! Chi ci governa senza fare i nostri interessi NON è comunque gente stupida... e non vuole mollare la poltrona. Per non mollarla deve giocare d'astuzia. Può (ed al loro posto lo farei) minare legalmente il nostro potere di decidere quali siano le priorità, quale sia l'opinione pubblica "esplicitamente dichiarata"... semplicemente inducendo a parlare di una cosa piuttosto che di un'altra. Ecco perchè parlo di spauracchio. Ci si casca perchè non siamo esperti come loro in questi giochetti... abbiamo scoperto da poco dell'entità delle false informazioni con cui ci bombardano... è facile disorientarci
Il Femminino si ritira nelle sue stanze
p.s. Mastella e Casini amanti in segreto rivali nel pubblico... a quando la riappacificazione ed il matrimonio in tv?
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