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Ma pensa tu...
Postato alle 15:24 di giovedì, 26 giugno 2008
da: [ilFemminino]


Foto di Roberto CorradiOra d'aria - l'Unità, 24 giugno 2008 (Marco Travaglio)

Si era pure messo un Panama bianco, modello Al Capone, sul capino bitumato, per impressionare il vescovo e farsi dare la santa comunione anche se è un massone divorziato. “Fate in fretta a cambiare queste regola”, gli ha intimato, non bastandogli quelle che cambia ogni giorno lui per salvarsi dai processi. Ma il vescovo di Tempio-Ampurias, Sebastiano Sanguinetti, che in confessionale ne ha visti sfilare di peggiori, non s’è lasciato intimidire: “Per queste deroghe, lei che può, si rivolga a chi è più in alto di me”. Non si sa se alludesse semplicemente al Papa, che Al Tappone considera comprensibilmente un suo parigrado, o direttamente al Padreterno, col quale potrebbero sorgere alcune incomprensioni.

Soprattutto a proposito di certe usanze dell’illustre Padre della Chiesa di scuola arcoriana: tipo allungare mazzette per comprare politici (Craxi) o giudici (Mondadori), accumulare fondi neri in paradisi fiscali, magnificare l’evasione fiscale alle feste della Guardia di Finanza, frequentare mafiosi travestiti da stallieri. Usanze non troppo compatibili col VII comandamento, “Non rubare”, che pare non sia ancora depenalizzato. Ieri, su Repubblica, Edmondo Berselli suggeriva opportunamente all’aspirante comunicando di chiedere, “prima della comunione, la confessione”. Ma non vorremmo essere nei panni del confessore (a parte il superlavoro che gli capiterebbe tra capo e collo, nel giro di due minuti il sant’uomo diventerebbe una “tonaca rossa”, verrebbe accusato di fare un “uso politico della confessione” e poi ricusato a vantaggio di qualche collega di Brescia).

Immediatamente le tv e i giornali al seguito, cioè quasi tutti, han cominciato a interpellare altri divorziati e peccatori famosi, ma anche qualche confessore di vip, per lanciare una gara di solidarietà in favore del Cavaliere in astinenza da ostie. Il pover’uomo soffre così tanto che bisogna far qualcosa, profittando delle norme ora in discussione in Parlamento. Si potrebbe sospendere per un anno il divieto di partecipare all’eucarestia a tutti i battezzati nel 1939, sotto il metro e 60 e col cranio asfaltato, che abbiano divorziato nel 1985, risposandosi nel 1990 con donne chiamate Veronica nel corso di cerimonie civili officiate da Paolo Pillitteri, avendo come testimoni Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Letta. Così si darebbe il tempo al Parlamento e al Vaticano di concordare un Lodo Schifani-Bagnasco che modifichi contemporaneamente la Costituzione della Repubblica Italiana e il Codice di Diritto Canonico, con una deroga all’indissolubilità del matrimonio per tutte le alte cariche dello Stato e della Chiesa, divorziate e non, che consenta loro di accostarsi alla santa comunione per tutta la durata del mandato. Il che, si badi bene, non significa una licenza di divorziare sine die: il divieto ricomparirebbe alla scadenza dell’incarico, in ossequio al principio di eguaglianza.

Del resto, già nella legge sulle intercettazioni è previsto qualcosa di simile: per arrestare o indagare un sacerdote, il magistrato è tenuto ad avvertire il suo vescovo; per indagare o arrestare un vescovo, deve avvisare il Segretario di Stato vaticano. Il che lascia supporre che, per indagare eventualmente sul Segretario di Stato, si debba chiedere il permesso al Papa; e per indagare - Dio non voglia - sul Papa, rivolgersi direttamente al Padreterno. Ecco, basterebbe estendere il Lodo a preti, vescovi, segretario di Stato e Papa per risparmiare fatica. Si dirà: ma il Segretario di Stato, il Papa e la stragrande maggioranza dei preti e dei vescovi non commettono reati. Embè? Nemmeno i presidenti delle Camere, della Repubblica e della Consulta hanno processi. Ma li si immunizza lo stesso, perché non si noti troppo che l’unico autoimmune è Al Tappone. Altrimenti, come per la legge bloccaprocessi, lo si costringe al triplo salvo mortale carpiato con avvitamento: farsi le leggi per sé e poi a dichiarare che chiederà di non beneficiarne (ben sapendo, peraltro, che le leggi valgono per tutti, anche per lui).

E dire che negli anni 80, liquidata la prima moglie, il Cainano aveva accarezzato una soluzione che tagliava la testa al toro: come rivela il suo confessore, don Antonio Zuliani da Conegliano Veneto, aveva pensato di “chiedere l’abolizione delle prime nozze alla Sacra Rota. Ma poi non ha voluto”. Si sa com’è questa Sacra Rota: infestata di toghe rosse. Peccato, perché all’epoca era ancora in piena attività l’avvocato Previti, che per vincere le cause perse aveva un sistema infallibile. Senza bisogno di cambiare le leggi.

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Meeting per i giovani simpatizzanti di IDV: siete invitati
Postato alle 12:01 di martedì, 17 giugno 2008
da: [ilFemminino]



 

ITALIA DEI VALORI ORGANIZZA

 

FORUM GIOVANI

 

 

 

BELLARIA 12 - 13 LUGLIO

c/o Centro Congressi Europeo

 

interverranno:

ANTONIO DI PIETRO

e

 MARCO TRAVAGLIO

 

con

Workshop su INFORMAZIONE, LEGALITA' e ACCESSO

laboratori, ma anche festa e musica

 

Sarà il primo importante incontro di sensibilizzazione dei giovani sui temi dell'Italia dei Valori, e la prima grande occasione per confrontarsi, scambiarsi idee, energie, contatti.

 

Programma Forum:

SABATO 12 LUGLIO

- inizio (entro le 13)

- registrazione e pranzo

- avvio dei workshop tematici su INFORMAZIONE, LEGALITA' e ACCESSO

- intervento di MARCO TRAVAGLIO

- cena e festa con gruppi musicali e dj set


DOMENICA 13 LUGLIO

-chiusura dei workshop tematici

-intervento di Antonio Di Pietro

-pranzo

-chiusura Forum

 

Ai partecipanti sarà offerta, nei limiti dei posti disponibili, la possibilità di alloggiare gratuitamente in zona.

Per confermare la partecipazione potrete compilare il form all’indirizzo web www.italiadeivalori.it/smontalecaste

oppure contattando direttamente

 

 

Sara M. Coccolini 3934151678

Gabriele Nanni 3492268299

 


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Ricci e l'opportunità di un corruttore al governo
Postato alle 09:20 di lunedì, 26 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Oggi mi sento populista: avete visto il video di Ricca che intervista Ricci di Striscia la notizia? 
Per Ricci che commette reati gravi come la corruzione, l'associazione a delinquere etc... è giusto che si imponga al governo. Berlusconi per ricci è opportuno... e dice che striscia la notizia porta a formare l'opinione pubblica. Mah..
 
Avete visto la pagina di oggi di repubblica? Un cesso di sito...... pare a me o stanno parlando solo di rom e spazzatura? E dei gabinetti spazzatura dei due veltrusconi che decidono del governo fuori dal parlamento magari davanti ad un caminetto con un buon passito e due belle tette che ne dite?

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Cibo pulito... e parlamento pulito
Postato alle 10:08 di domenica, 25 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Non ho tempo di cazzeggiare. Strano.... no? Che lusso il tempo........

Non ho aperto il giornale e credo rimarrò fuori dal mondo fino a martedi. Un unica cosa:
Voglio i nomi dei farmaci truffa. DI tutti i farmaci truffa. E vogliamo sapere dove viene coltivata la roba che mangiamo. Senza ma e senza se. Lo pretendo... Credete sia un mio diritto? Forse sto impazzendo... ogni volta che vado al supermercato ed arriva il momento di scelgiere che verdura comprare. che pasta comprare etc.... guardo i cartellini dei prezzi. Indovinate un po' da dove vengono quelli scontati su cui è scritta la provenienza....?

Intanto... tanto per continuare a battere su chiodo...  vi lascio con questo tratto da qui:

Il Parlamento dell’impunita'

luigi_grillo_pdl.jpg

Luigi Grillo, senatore del Pdl, è stato rinviato a giudizio in merito alla mancata scalata alla banca Antonveneta insieme a altre 17 persone. Tra queste compaiono l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ( che noi conosciamo come padre del signoraggio italiano... su cui mi censuro- parentesi aggiunta dal femminino ) e l’ex amministratore della Banca Popolare di Lodi Giampiero Fiorani.

Le vicende giudiziarie di Luigi Grillo erano già note prima delle elezioni e la sua candidatura può essere letta come un tentativo di sottrarsi a un’eventuale condanna grazie all’immunità parlamentare. Luigi Grillo è stato anche nominato presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato.

L’attuale legge elettorale ha consentito a molti personaggi implicati in processi, anche di mafia, di trovare riparo in Parlamento per tutta la durata della legislatura. I cittadini non hanno potuto scegliere e i segretari di partito hanno scelto per loro e mandato alla Camera e al Senato decine di pregiudicati, condannati in primo e secondo grado e inquisiti.

Non si possono chiedere ai cittadini, in particolare a quelli campani, sacrifici in nome del ripristino della legalità se chi li rappresenta è costantemente implicato in vicende giudiziarie. Spero che il senatore Luigi Grillo rinunci spontaneamente all’immunità fino a quando la sua posizione non sarà chiarita e che i partiti si diano al più presto un codice etico interno per evitare candidature di chi ha pendenze giudiziarie, in attesa di una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori la scelta del candidato


E con questa bella sberla di Marco travaglio presa dal blog www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

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commenti


Vignetta di Molly BezzOra d'aria
l'Unità, 23 maggio 2008
Berlusconi che fa una legge per salvare un’altra volta Rete4: chi l’avrebbe mai detto. Lo stupore e la costernazione serpeggiano in Parlamento e tra gli osservatori più accreditati, di pari passo con l’incredulità per il tentativo di mandare in prescrizione con un emendamento al pacchetto sicurezza il processo Mills, per ora sfumato grazie alla fiera resistenza di Bobo Maroni (il nuovo capo dell’opposizione). Non può essere, dev’esserci un equivoco. Ma come: lo statista che vuole passare alla Storia, il De Gaulle reincarnato, il gigante della politica che due giorni fa risolveva nel breve spazio di una conferenza stampa le annose piaghe della monnezza e dell’insicurezza, il campione del dialogo delle riforme, il Cavaliere trasformato, anzi trasfigurato col quale avviare una nuova era, anzi una Terza Repubblica, il protagonista del “ritorno dello Stato” che dà una “scossa benefica” alla “politica intesa come iniziativa di governo” e al “ripristino dell’autorità politica di pari passo con il principio di legalità e di responsabilità” (Stefano Folli, Sole-24 ore), il decisionista che “rompe col passato” e incarna la “voglia di Stato” e “non ammette neppure l’apparenza di cedimenti” (Massimo Franco, Corriere della Sera), ecco: vi pare possibile che un pezzo d’uomo così si abbassi a firmare una leggina, anzi un codicillo per salvare i propri vili interessi di bottega, mettendo fra l’altro a repentaglio il proficuo dialogo con la fu opposizione?
 
Impossibile. Ci dev’essere una spiegazione alternativa. Del resto, ha ben poco da dire chi ha governato negli ultimi due anni infischiandosene delle due sentenze della Corte costituzionale che impongono a Mediaset di scendere da tre reti a due, e poi fregandosene della sentenza della Corte di giustizia europea che il 31 gennaio 2008 ha dichiarato illegittime le leggi italiane (Maccanico e Gasparri) che consentono a Rete4 di seguitare a trasmettere senza concessione, in un eterno regime transitorio fino all’avvento della mirabolante Era Digitale, cioè fino al 2012-2015, in barba ai diritti acquisiti da Europa7. Il bello è che il governo del Ritorno dello Stato e della Legalità dice di voler approvare la nuova norma per evitare all’Italia una procedura europea d’infrazione. E poi fa di tutto per beccarsene due o tre di nuove. Infatti, se la Maccanico e la Gasparri violavano “solo” le norme europee in materia di concorrenza sul libero mercato, la nuova Salva-Rete4 calpesta anche la sentenza della Corte di Lussemburgo, già fatta propria dalla Commissione europea presieduta dal noto bolscevico democristiano Barroso. Dunque è praticamente lettera morta, visto che la Corte europea ha già messo nero su bianco che le leggi nazionali in contrasto con quelle comunitarie vanno disapplicate (per esempio, dal Consiglio di Stato che dovrà presto pronunciarsi sui diritti violati di Europa7). Infatti “il diritto nazionale” va “rapidamente adeguato al diritto comunitario” e non viceversa. Invece il governo del Ritorno alla Legalità fa esattamente il contrario: pretende di adeguare il diritto comunitario a quello italiano. Cioè alla nobile corrente di pensiero giurisprudenziale sorta anni fa nel cenacolo di Mediaset, grazie a giureconsulti del calibro di Fedele Confalonieri e Maurizio Gasparri.

Oltre alla sicura condanna a pagare multe salatissime (300 mila euro al giorno), per l’ennesimo sfregio ai diritti acquisiti dall’editore Francesco Di Stefano, il nuovo Salva-Rete4 ce ne garantisce almeno un’altra: quella, già minacciata dalla messa in mora del giugno 2006, perché la Gasparri chiude le porte del digitale terrestre a tutte le emittenti assenti dall’analogico. Che fa il governo? assicura a chi trasmette in analogico l’esclusiva sul digitale, tagliando fuori chi non è ancora entrato, e dunque non entrerà mai, nemmeno con l’avvento della nuova, avveniristica tecnologia: le aziende già operanti in analogico potranno convertire in digitale il doppio delle reti già accese. Cioè Rai e Mediaset passeranno da tre a sei per ciascuna. E gli altri? Ciccia.

Questo dice il testo della norma che rischia di minare il dialogo tra maggioranza e opposizione. Ma non si parli, per favore, di legge ad personam. E non si dica che Berlusconi bada solo agli affari suoi. Questi sono termini fuori moda, legati a una stagione - quella dell’ antiberlusconismo - fortunatamente superata e consegnata al passato. Se proprio si vuole polemizzare, si dica pacatamente che il Cavaliere è un “diversamente altruista” e, per favore, si continui a dialogare.

Chiarimento
Vedi che qualche buontempone si diverte a raccontare balle per farmi dire ciò che non ho detto o mettere in dubbio quel che scrivo. Naturalmente ognuno può sbagliare, ma non è questo il caso. L'emendamento sul patteggiamento che il governo ha tentato di infilare nel pacchetto sicurezza, per poi rinunciarvi grazie alla resistenza del ministro Maroni, avrebbe avuto un effetto immediato: allontanare l'amaro calice delle sentenze nei processi Mills e Mediaset, previste (almeno una) entro l'estate, e rinviare tutto a dopo la pausa feriale; intanto, come già avvenne, si inventerà qualcos'altro, tipo immunità o cose del genere, per mandare definitivamente in prescrizione o in fumo il processo (il ripristino dell'autorizzazione a procedere è stata promessa da Berlusconi in campagna elettorale). I giuristi per caso che anche su questo blog hanno tentato di difendere l'indifendibile si dedichino, per favore, a migliori cause.

Appello: il mio pc è morto
Postato alle 14:40 di venerdì, 23 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Appello a chiunque passi da queste parti... help me please!
Chi sa dirmi cos'è il file di sistema <directory principale windows>\system32\ntoskrnl.exe ???
L'altra sera ho spento il pc (rigorosamente protetto da spam, spie e virus) come al solito ed il giorno dopo non si è acceso più. Sullo schermo nero solo l'ordine di prendere il disco di sistema e sotituire il file prima scritto.

Ho preso il disco di  sistema ma il pc non lo legge. Bene. Il punto è questo. Non posso formattare. Mi rifiuto. Dentro quel pc ho circa 3 anni di scritti ed il disco rigido su cui avevo copiato i dati, foto, documenti, diario, documenti dell'università etc è fuori uso.
Ho due possibilità. O sperare che il pc un giorno si riprenda dalla sbornia e mi legga il disco di sistema.... ho torvare qualcuno in grado di spostare tutto quello che c'è nel disco rigido in un altro.
In caso conosceste qualcuno in grado di aiutarmi..... o di darmi il recapito di qualche espertissimo esperto che non mi spenni viva per farmi un lavoro di recupero dati di qualche centinaio di giga. Pliz. In caso contrario il mio fido compagno rimarrà parcheggiato ma NON formattato nella speranza che un giorno riesca a restituirmi il mal tolto. Azzzzzzzzzzzzzzz

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Segreto di Stato. Due righe al volo
Postato alle 10:17 di venerdì, 23 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Buon giorno. In questo periodo il tempo per il blog sta diventando un lusso.......
Non avrei voglia di parlare delle miriadi di stronzate antidemocratiche della nuova trovata di Berlusconi per Napoli... che stava per fargli guadagnare un patteggiamento last minute a pochi mesi dalla sentenza definitiva (azzardo... in barba alla presunzione di innocenza)  di colpevolezza (?)... in deroga alle leggi processuali penali che proprio in funzione degli scopi per cui il patteggiamento è stato inserito ne fissano il termine ultimo alla prima udienza di dibattimento (grazie a Di Pietro e Maroni) ...

Le perplessità sul testo apparivatoabnormi... mi chiedo:

COme si può mettere sotto segreto di Stato a chi Berlusconi o Bassolino o altre teste di muffa affidano siti di smaltimento rifiuti? Non mi pare che in passato abbiano dimostrato di NON affidare incarichi di responsabilità a pluricollusi o pluricondannati o indagati anche per reati di corruzione, aggiotaggio, mafia, associazioni a delinquere etc.... Non mi pare che siamo guidati da persone di cui ci si può fidare. Permettergli di garantire il segreto sulle persone e sul loro operato... e soprattutto sulle modalità di smaltimento di scorie chimiche e nucleari (ad ogni modo altamente tossiche)  mi sembra assurdo! Anche perchè è risaputo che siano gruppi di delinquenti ad incendiare i carichi di spazzatura... e non gente che protesta a difesa della propria salute e contro le discariche non a norma europea e gli inceneritori.
Se volessi fare un po' di dietrologia potrei pensare che sono dispettucci organizzati proprio da chi ora può accaparrarsi la miniera di puzza d'oro e senza farlo sapere a nessuno... anzi... con il culetto parato dai nostri militari che ora prenderanno quel poco che prendono per tenere il panciotto su montagne di morte certa. Niente possibilità di rifiutarsi... sarebbe diserzione.
L'esercito! Mi tornano in mente i libri di storia.............
Carcere per chi manifesta...... la libera manifestazione del pensiero ora è punita con il carcere da 1 a 5 anni...... se ci si esprime contro le modalità e sulla scelta dei siti di stoccaggio e di smaltimento.   L'ennesimo limite antidemocratico alla lbertà di espressione. Invece di prevedere misure su chi fa il guasta feste si vietano le manifestazioni dei cittadini solo teoricamente sovrani... ormai.

Tutti questi problemi ci sono perchè l'informazione non c'è stata. Si torna sempre sullo stesso punto. Sarà un caso che le firme per il referendum siano state più di un milione e 200 mila? Forse nn c'è stato nemmeno l'interessamento di alcuno. Senza l'informazione il problema è passato sotto silenzio... si è ignorato. Per la campania è troppo tardi. Per le falde acquifere abruzzesi è troppo tardi (il vino d'abruzzo sarà sicuro e al ristrante si paga 30 euro una bomba chimica? Ed ora come si fa?
CHi paga? COn la scusa del non diffondere terrore e paure si spalancano le porte al segreto di stato (in qualsiasi processo insormontabile) ma si guardano bene dal non seminare terrore, malumori e reazioni esagerate per legittimare invece provvedimenti quasi razzisti (lo so, detto da me... un po' estremista sulgi immigrati... è strano....mi avete più volte accusato di essere razzista). Ma come si fa? Invece di risolvere il problema bloccando l'immigrazione clandestina e favorendo un immigrazione legale ben lungi dal creare schiere di colf e muratori ma diretta, come in germania e francia, all'ingresso di stranieri laureati e competenti o giovani validi a cui permettere di proseguire gli studi... in questa settimane si sono sentiti discorsi ignoranti di incompetenti che ipotizzavano addirittura di rendere lo status di clandestino un AGGRAVANTE. Tanto per non evideniare ulteriormente che nel nostro paese non si può più parlare di "legge uguale per tutti".

Ma torniamo alla spazzatura e premettendo che non ho ancora avuto il piacere di leggere per intero il nuovo gioiellino del neo governo dei balocchi. In caso mi dovessero scapparte imprecisioni o castronate avvertitemi.
COmunque... ecco le poche elucubrazioni venutemi in mente su due piedi.
Ora con il segreto di stato giustificato dall'emergenza le asl non potranno più avere un controllo sullo stato di inquinamento dei siti adibiti a smaltimento, non si dovranno fare gli studi di impatto ambientale (nemmeno per la presenza di falde acquifere), si potrà derogare a tutte le leggi italiane ed europee, non dovranno più rendere conto a nessuno! Godono della fiducia e della credibilità per poterselo permettre?

Non potremo più sapere se merda napoletana verrà bruciata a milano o a bologna o a cagliari etc (non rifiuti biodegradabili ma eco balle miste a rifiuti in umido che provocano le microparticelle assassine) in deroga alla legge esistente per cui ogni regione si dovrebbe smazzare il suo "tesoruccio".

Vorrei sapere almeno che verdura mangio, che acqua bevo. All'esselunga vicino casa la pasta made in NApoli è vendura a 30 cent al pacco. Mia nonna la compra. Ma non su tutti i pacchi c'è scritto dove vengono coltivati i prodotti anche perchè il "made in postotaldeitali" dipende dall'imballaggio. Come cribbio si può stare ranquilli?!

P.S. IERI HO VISTO LA MUSSOLINI AD ANNO ZERO. MA UNA LAUREA IN MANO CE L'HA? HO SENTITO 4 COSE MA SULL'ARGOMENTO ERA PROPRIO POCO PREPARATA. A VOLTE SEMBRA STUPIDA. LA VECCHIAIA LA STA FACENDO SEMBRARE UNA GALLINA O SBAGLIO? QUANDO NON PUO' PARLARE CON COSCIENZA DI CAUSA URLA E STARNAZZA. E' STAT UN'IMPRESSIONE MIA? E' PREPOTENTE PIFFERO! COME FACCIO IO DI DESTRA A VOTARE A DESTRA SE POI DOVREI AFFIDARMI AD UN PICCOLO CERVELLO IGNORANTE COME QUELLO? PER NON PARLARE DELLE USCITE DA ACCATONAGGIO VOTI CHE HA FATTO SUI NAPOLETANI CHE FINO ALL'ALTRO GIORNO CHIAMAVA TERRONI.

Letture consilgiate:

- Blitz della dittatura dolce (qui)

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SEGNALO ARTICOLO... CVD
Postato alle 15:07 di mercoledì, 21 maggio 2008
da: [ilFemminino]

 

Nel decreto «sicurezza»: Le 13 righe dell'articolo 2 applicabili anche al caso Mills

E spunta una norma per sospendere
i processi in corso

L'attacco di Di Pietro «L'avevo detto che di lui non ci si può fidare. Berlusconi pensa agli affari suoi»

(Emblema)
ROMA — La norma è inserita nel decreto legge, dunque entrerà in vigore subito dopo l'approvazione da parte del consiglio dei ministri di domani. Concede la possibilità a chi è imputato per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi in modo da valutare se accedere al patteggiamento. Quanto basta perché si torni a parlare di legge «ad personam». Del beneficio potrà usufruire infatti anche il premier Silvio Berlusconi, sotto processo a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills.

Insorge il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: «L'avevo detto che di lui non ci si poteva fidare, io lo so che stringe la mano all'opposizione e intanto pensa agli affari suoi. Berlusconi predica i morti e frega i vivi, con lui non ci sono accordi da fare. Con due mesi di sospensione chissà che si inventa per non arrivare alla sentenza».

Quando la bozza di decreto ha cominciato a circolare, numerosi giuristi si sono interrogati sui motivi che avevano spinto il governo ad inserire la nuova norma nel provvedimento che sarà esaminato dall'esecutivo durante la riunione fissata a Napoli. In tutto tredici righe messe alla fine dell'articolo 2, quello che modifica alcune disposizioni del codice di procedura penale.

«Relativamente ai procedimenti per fatti di reato compiuti fino al 31 dicembre 2001 — è scritto — l'imputato o il suo difensore munito di procura speciale, e il pubblico ministero, nella prima udienza successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, possono formulare la richiesta si applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale, anche nei processi penali in fase di dibattimento nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, risulti decorso il termine previsto dall'articolo 446, comma 1 del codice di procedura penale, e anche quando tale richiesta sia stata già presentata, ma vi sia stato il dissenso da parte del pubblico ministero ovvero la richiesta sia stata rigettata dal giudice, e sempre che la nuova richiesta non costituisce mera riproposizione della precedente. Su richiesta dell'imputato o del difensore, il dibattimento è sospeso per un termine di sessanta giorni per valutare l'opportunità della richiesta. Durante il periodo di sospensione, restano sospesi i termini di prescrizione e di custodia cautelare».

Anche dal Quirinale sarebbero state espresse perplessità. Sembra che i tempi di sospensione fossero inizialmente più ampi e che proprio dal Colle sia arrivato l'invito a una riduzione, in modo che potesse essere poi il Parlamento — in sede di conversione in legge — a stabilire la durata del periodo. Dopo l'eventuale approvazione da parte del governo, sarà comunque il capo dello Stato a valutare se sussistano gli estremi di necessità e urgenza tali da giustificarne l'inserimento nel decreto legge che si occupa di immigrazione e sicurezza.

Fiorenza Sarzanini
20 maggio 2008

vEDIAMO IL PATTEGGIAMENTO... ISTITUTO CHE MIRA AD EVITARE LE LUNGAGGINI DI UN PROCESSO LUNGO E CE NON SI SA COME ANDRA' A FINIRE (NON DI PROCESSI GIà LUNGAMENTE STRASCICATI IN CERCA DI PRESCRIZIONE E GIUNTI AL TERMINE PER EVITARE CONDANNE O COMUNQUE DECISIONI SUL MERITO DELLE FACCENDE DI COrRUZIONI DI UN TAL (DI NUOVO) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO... E NEMMENO PER DARE LA POSSIBILITà A TUTTI QUELLI CHE HANNO COMMESSO REATI DI CAVARSELA CON POCO O NULLA IN BARBA ALLA CERTEZZA DELLA PENA... CVD)

B. IL PATTEGGIAMENTO “TRADIZIONALE”: L’ASPETTO PREPONDERANTE DEI BENIFICI
Si configura come un rito semplificato, in cui i benefici assumono un peso notevole, in relazione alla scelta dell’imputato di definire la propria situazione processuale. Tra i vari benefici spettanti all’imputato, per aver scelto di patteggiare la propria pena, spicca la riduzione fino ad un terzo della pena. Il patteggiamento non ha limiti oggettivi né soggettivi, cioè si può applicare non solo ai reati gravi, come per mafia e terrorismo, ma anche ai delinquenti abituali, professionali. Altri benefici:
- l’imputato (la parte) può subordinare l’efficaci dell’accordo alla concessione della sospensione condizionale ad opera del giudice (Art. 444). Se il giudice ritiene di non concerne il beneficio, rigetta la richiesta di patteggiamento;
- la sentenza che applica la pena non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento penale, ma l’imputato è tenuto al pagamento delle eventuali spese di mantenimento in custodia cautelare e al pagamento delle spese c.d. di giustizia;
- la sentenza che applica la pena non comporta l’irrogazione di pene accessorie (es. la sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte O L'IMPOSSIBILITA' A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE con interdizioni dai pubblici uffici etc);
- le sentenza che applica la pena non comporta l’applicazione di misure di sicurezza, ma consente di applicare la confisca nelle ipotesi in cui è obbligatoria (es. prezzo del reato e quando la detenzione della cosa è illecito penale) o facoltativa (es. prodotto o profitto di reato);
- il reato è estinto se l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole entro il termine di 5 anni (in caso di patteggiamento per delitto) o di 2 anni ( in caso di patteggiamento per contravvenzione). Il comportamento penalmente corretto estingue ogni effetto penale.


 

Detto questo: basteranno questi due mesi per mandare berlusconi in prescrizione? Pare che i due mesi di sospensione del dibattimento non interrompano i termini di prescrizione. Berlusconi ha deciso di riproporre un patteggiamento dopo che ora lo stesso provvedimento non è più considerato un'ammissione di colpa?

Perchè solo chi ha commesso delitti fino al 2001 e non fino al 2007?!?!? ... tanto per farlo coincidere con l'indulto.  Perchè applicare a processi per cui abbiamo già speso i soldi e già quasi terminati (come quello di berlusconi e non solo)... il lusso di patteggiare quando si sa già di non poterla fare franca per accaparrarsi uno sconto in più di un terzo calcolato magari su una pena già scontata di un terzo ed ancora di un altro terzo per le mille agevolazioni che hanno i delinquenti in questo paese?!

Perchè deve sempre togliersi dai guai usando lo stato e favorendo anche altri delinquenti?!?! DOpo l'indulto anche questa...... a questo punto meglio fare della deliunquenza un mestiere?

QUANDO PENSO CHE QUANDO è STATO ELETTO ERA INELEGGIBILE E LO RIMANE TUTT'ORA........ avverto istinti di isteria. LA SINISTRA IN QUESTO PAESE HA SEMPRE E SOLO PARLATO?! O GIA' ALLORA FACEVA FINTA DI ESISTERE?


 

Meno male che l'antipolitica è Di Pietro...


Mattina rovinata...
Postato alle 11:10 di martedì, 20 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Ragazzi non è possibile. Come si è potuti arrivare a questo. E la gente non dovrebbe essere incazzata?!?!?!?!?!? Questo grandissimo figlio di .. del sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani  FA' AFFERMAZIONE CHE SONO SCONCERTANTI .... L'INFORMAZIONE PUBBLICA RAI SOTTO LE DIRETTIVE DEL GOVERNO... ED UNICO DIRETTORE PER LE TRE RETI (in perfetta coincidenza con il programma p2) ?????? Stanno anche mettendo definitivamente la magistratura sotto il governo. Segreto di stato sui siti utilizzati per lo smaltimento di rifiuti tossici e nucleari (con deroga dall'obbligo di riferire notizie, documenti, informazioni alle sanitarie competenti nei territori ... tanto per non farci sapere di che morte dobbiamo morire.......)

E NON NE PARLANO!!!!!!!!!!!!!


Sono felice perciò ell'esistenza della nuova rete di Travaglio, il nuovo appuntamento in diretta alle 14.00. Un momento di commento e approfondimento dei quotidiani. Mmmmmmmmmmm Il primo tempo lo abbiamo visto ieri. RIpropongo il testo che consiglio di leggere moooooolto attentamente. Ma mooooooooolto attentamente.
Vi anticipo: indovinate perchè Fazio ha fatto il calabraghe chiedendo scusa quando non avrebbe dovuto nemmeno sognarselo per rispetto verso gli italiani e tutti i giornalisti seri?!?!? Perchè il direttore Paolo Ruffini di raitre è IN CONFLITTO DI INTERESSI!!!! Ruffini è figlio di quel Della Loggia socio con Mandalà e Schifani della società di broker!!!!!!!!!!
"Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle."

Possibile che una cosa del genere si venga a sapere in questo modo.... in una mattina di pioggia e studio .... dopo secoli che questo rifaldo è direttore di raitre?! Poi la gente dite che si arrabbia, diventa scurrile... e viene inesorabilmente infilata tra la schiera dei populisti... ed addio credibilità. Qui i vaffanculo non bastano....
   
p.s. grazie messier. Un bacione

Ecco quanto detto da Travaglio:

CI PISCIANO ADDOSSO E CI DICONO CHE PIOVE

"Buongiorno a tutti. Iniziamo questo appuntamento settimanale. Sono un po' inesperto in questa materia e quindi spero che la cosa venga bene, ma verrà meglio nelle prossime settimane. Io vorrei sfogliare con voi i giornali della settimana per mostrare quali sono i problemi che affliggono l'informazione dei quali tutti noi, tutti voi credo, siamo molto preoccupati. Parto da un caso che mi ha coinvolto ma che, in realtà, non è il mio caso: si chiama "caso Schifani" anche se molti l'hanno chiamato "caso Travaglio". Dieci giorni fa sono stato da Fabio Fazio a raccontare alcune cose già presenti in alcuni libri mai querelati e in alcuni articoli querelati da Schifani che però ha perso la causa perché un giudice ha stabilito che tutto quello che aveva scritto di lui l'Espresso era sostanzialmente vero, non c'era alcuna diffamazione. Quella sera, come già mi era capitato sette anni fa quando ero andato a presentare un altro libro nelle stesse identiche condizioni da Daniele Luttazzi, è intervenuta la prima gallina che fa l'uovo, sempre in questi casi, cioè l'allora ministro e ora capogruppo del Popolo della Libertà provvisoria Maurizio Gasparri il quale ha dichiarato che ci sarebbero state delle conseguenze politiche. Per un attimo mi sono domandato "fanno dimettere Schifani?", in realtà volevano far dimettere me da non so cosa e far cacciare tutti i capi possibili e immaginabili della Rai come se io avessi chiesto il permesso o addirittura avessi ricevuto ordini dai capi della Rai, figuriamoci, per dire quelle cose. Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot" - anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle.

E quando afferma che io non posso raccontarle in televisione... diciamo che sta dicendo che non dovrei rinvangare certe storie di famiglia. Della sua famiglia. Si chiama conflitto di interessi, anche se in questo caso Berlusconi non c'entra, ma nessuno l'ha fatto notare. Pazienza! Meglio sapere con chi si ha a che fare, chi parla e chi dirige la rete progressista della Rai; poi ci sono anche le reti dirette dal centrodestra. A quel punto cos'è successo? Nessuno ha chiesto a Schifani conto e ragione di quello che è nei documenti ma, in compenso, hanno cominciato a chiedere conto a me di una serie di cose che peraltro non ho mai fatto. Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere? Pazienza, ma questo ha portato a parlare di me e delle mie vacanze invece di parlare delle società e delle consulenze urbanistiche del presidente del Senato. Consulenze urbanistiche che, guarda caso, sono state commissionate a Schifani dal comune di Villabate, uno dei comuni più infiltrati dalla mafia, e proprio da quel Nino Mandalà che proprio quindici-vent'anni prima sedeva nella stessa società di brokeraggio con Schifani e La Loggia. Comune che poi è stato sciolto due volte per mafia, per cui Schifani non ha potuto portare a termine il suo lavoro a proposito del Piano Regolatore che secondo il presidente del Consiglio Comunale di Villabate, Francesco Campanella attualmente in carcere e pentito, Schifani e La Loggia avevano concordato direttamente con il boss. Altra lezione di D'Avanzo: come fai ad accusare della gente di aver avuto rapporti, anche d'affari, [con queste persone] prima della loro incriminazione e della loro condanna? Uno non diventa mafioso il giorno in cui lo condannano per mafia o lo arrestano. Di solito è mafioso fin dalla più tenera età, è difficile la vocazione adulta nella mafia. Ti reclutano da giovane. Chi sta a Palermo e si mette in società con certe persone dovrebbe prima informarsi di chi siano. Chi accetta consulenze da un comune pesantemente infiltrato dalla mafia non può dire "non lo sapevo". Prima di lavorare in certi ambienti devi prendere informazioni, e su Mandalà le informazioni in loco erano piuttosto copiose. I magistrati, quando arrivano, sono sempre gli ultimi a sapere, un po' come i cornuti. Negli ambienti politici - lo diceva già Paolo Borsellino ma anche Giuseppe Aiala nel suo ultimo libro - chi ha certi rapporti lo si viene a sapere ben prima che la magistratura lo possa mettere nero su bianco. Altrimenti oggi dovremmo dire che Al Capone non era un mafioso. Al Capone non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale. Dovremmo definire Al Capone il "noto evasore fiscale italo-americano", secondo il metodo D'Avanzo. Ma andiamo avanti, non voglio parlare troppo di questo caso ma dei giornali, di come titolano i loro articoli e di quello che scrivono nei loro articoli. Naturalmente, la fonte che D'Avanzo indicava, cioè l'avvocato di questo Aiello che avrebbe detto di avermi pagato le vacanze, ha scritto a D'Avanzo una letterina su Repubblica in cui diceva "io non posso essere la sua fonte perché non l'ho mai sentita ne vista". La risposta di D'Avanzo non è stata "chiedo scusa, mi sono sbagliato, era una balla". Non ce n'è uno che si prenda la responsabilità di aver detto questa balla. Nessuno lo sa. La risposta di D'Avanzo sono due righe, uno vera lezione di giornalismo: "Il ricordo di Michele Aiello - cioè il ricordo che mi aveva pagato le vacanze, che non è vero - è stato raccolto da fonti vicine all'inchiesta". "Fonti vicine all'inchiesta". Tenete presenti queste parole, sono tutte espressioni nuove, neologismi che vengono fuori per l'occasione. "Fonti vicine all'inchiesta". Non si sa chi l'ha detto, sentito, riferito. "Fonti vicine all'inchiesta". Fonti purissime... Il Riformista: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa". Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" Fine dell'intervista. Nessuna domanda. Che risponda lui a domande che nessuno gli fa sarebbe abbastanza impensabile, infatti questo è l'unico Paese in cui uno che ha avuto certi rapporti e ha certi particolari biografici può diventare, di fatto, il vicepresidente della Repubblica in quanto seconda carica dello Stato. En passant cito Il Giornale, che invece di parlare di Schifani parla di me in un articolo pieno di balle. A un certo punto c'è scritto che io avrei una rubrica settimanale su Repubblica Torino, ed è vero, in cui rispondo alle lettere "con il vezzo di un autoritratto firmato dal disegnatore Mannelli". Ma come faccio ad avere un autoritratto firmato da un disegnatore che non sono io? Quello si chiama ritratto, l'autoritratto è quello che mi faccio io! Non si sa più nemmeno che parole usare, in certi casi. Si usano parole completamente fasulle. A questo punto che succede? Le nebbie si diradano, si viene a scoprire che anche la storia delle mie vacanze è una balla, nessuno chiede scusa - anzi si scrive "fonti vicine all'inchiesta" - e partono tutte le procedure legali per cercare di tappare la bocca o a chi ha ospitato o a chi ha raccontato questi fatti. Partono le solite authority, i soliti consigli di amministrazioni, le solite commissioni parlamentari di vigilanza. Tutti organismi politici dove ci sono dentro D'Alema, Fassino, Berlusconi, Fini, Mastella, travestiti tramite i loro emissari, che aprono pratiche, minacciano sanzioni, annunciano codici. Addirittura denunciano violazioni che nessuno ha mai commesso perché i codici li conoscono soltanto loro e le regole le conoscono soltanto loro. Io personalmente una regola conosco: verificare se una cosa è vera, accertarmi se sia interessante. Se è vera ed interessante, dirla. L'unica regola che conosco è che non bisogna violare il codice penale. Qualcuno ritiene che l'abbia violato? Lo dimostri in Tribunale. Qualcuno ritiene di avere qualcosa da rispondere? Risponda. Non ho sentito nessuna risposta, solo tante parole al vento. Segnatevi anche questa: contraddittorio. Fabio Fazio è l'intervistatore, io l'intervistato. La cosa accade tutti i sabati e le domeniche sera, si chiama intervista. Prevede che uno faccia le domande e l'altro dia le risposte. In questo caso hanno detto che ci voleva il contraddittorio, una terza persona - non so, la Finocchiaro o Schifani sotto la poltrona - che sbuca fuori per dire di starmi zitto o che sto raccontando balle. Ma questo non è mai avvenuto in nessuna intervista! Tra l'altro al presidente del Senato non mancano i mezzi, basta che faccia un gesto e si ritrova tutte le telecamere ai suoi piedi pronte a riferire qualunque sospiro esca dalla sua bocca. Perfino quando annuncia una lotta solenne e feroce alla mafia, che verrebbe anche meglio se uno non fosse socio dei mafiosi, ma non si può avere tutto dalla vita. La cosa che più mi ha fatto piacere è che questa manovra per screditare chi racconta i fatti non è andata a buon fine: chi riesce a conquistarsi una credibilità col proprio lavoro, con la propria serietà, alla fine ottiene quei famosi riconoscimenti dal basso di cui parlava Enzo Biagi, che sono incompatibili con i riconoscimenti dall'alto. Si deve scegliere: se li vuoi dal basso non li avrai dall'alto, e viceversa. Quindi, svanita la manovra, mi rimangono alcuni messaggi che mi sono appuntato. Uno viene da un mio amico che lavora alla Rai a Londra il quale mi ricordava che, a differenza che nella sua azienda, in Inghilterra quando un giornalista del servizio pubblico, la BBC, viene attaccato succede esattamente il contrario di quanto accade in Italia. Nel 2004 alcuni giornalisti della BBC fecero emergere il dossier Irak, cioè il dossier di bugie organizzate dal governo Blair d'intesa col governo Bush per mentire ai popoli occidentali, raccontare le balle delle armi di distruzione di massa mai trovate e dei rapporti tra Bin Laden e Saddam Hussein che non esistono. Quando andò in onda questo scoop il governo attaccò questi giornalisti. Bene, il presidente e il direttore generale della BBC, servizio pubblico radiotelevisivo pagato con i soldi degli inglesi, anziché prendersela con i giornalisti che li avevano messi in difficoltà con i loro scoop sul governo, si dimisero per difendere i loro cronisti. Da noi avete visto cos'hanno fatto i vertici della Rai, hanno detto che io avevo fatto qualcosa di inqualificabile, evidentemente perché non sono abituati a sentir raccontare la verità mentre quando vedono uno scendiletto che mette il microfono sotto il naso del presidente Schifani per chiedergli come agevolare il dialogo... beh quello gli piace, gli sembra un'intervista vera. Lì non chiedono il contraddittorio e neanche le domande! E' una questione di abitudine. Quando parlano di BBC, se la guardassero almeno un paio di secondi al giorno per capire così un servizio pubblico radiotelevisivo. Altra cosa che mi ha fatto piacere è che molti mi hanno mandato delle citazioni, delle frasi, degli articoli e persino dei detti. Vorrei concludere con un detto catalano che una studentessa di Barcellona in Italia per una borsa di studio mi ha mandato, insieme a uno di Paul Valéry che già conoscevo. Il detto di Paul Valéry è: "c'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi". C'è un altro detto di Paul Valéry: "se non riesci a demolire il ragionamento, cerca almeno di demolire il ragionatore". La stessa cosa avviene quando non riesci a demolire i fatti, che hanno una loro forza intrinseca, cerca almeno di demolire chi li ha raccontati. Infine, il detto catalano, che questa ragazza mi ha segnalato dicendomi che non le viene in mente niente di più preciso per descrivere la situazione che sta vivendo in Italia, la qual cosa la sgomenta parecchio. E con questa vi lascio: "ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo". Ciao, a lunedì prossimo.""


Buon Girono
Postato alle 08:57 di lunedì, 19 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Mentre all'estero... come al solito... ci si dimette per poco... "per poco"... nel senso che ci si dimette se si perdono quei requisiti di credibilità ed integrità morale necessari per ogni incarico che porti a rappresentare personalmente qualcosa o qualcuno o che riguardi il pubblico impiego... i nostri politici, minacciati da quel poco di informazione che ancora si riesce a fare nelle tv private e pubbliche completamente gestite dai partiti, pensano di procedere all'attuazione del piano P2, cercano di ridurre i direttori dei rispettivi rai uno, rai due e rai tre... A DIRETTORE UNICO.
Andate a quel paese.

Buona notizia: forse un professore della facoltà che frequento è disposto a seguirmi per scrivere una tesi che dimostri il diritto alla libera espressione dei blogger in internet.... che sostenga la verità per cui si può parlare in uno spazio personale pubblico esattamente come se si parlasse per strada con un conoscente..
Alla faccia del ddl levi e di quelle scene bizzarre e fuori dal normale che criminalizzano sia chi fa informazione che chi favorisce lo scambio di opinioni non filtrate.

Avviso Importantissimo:
Oggi in diretta anche su questo blog MARCO TRAVAGLIO

passaparola


























IlFemminino augura buona giornata.


P.S. Importante da leggere: SOTTO SEGRETO DI STATO LA MATERIA RIFIUTI. CI AVVELENANO IN SILENZIO.
" I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori,

inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento". (segue...)


P.P.S. QUeste riunioni private con Veltrusconi (si, sono populista da matti) non mi piacciono e non piacciono alla democrazia. Non esiste che vadano a parlare chiusi a chiave dentro al gabinetto. Non esiste proprio. Hanno evitato il confronto pubblico dall'inizio. Di rete4 avranno parlato? O avranno parlato solo di come istituire il reato di colpa per i magistrati nell'esercizio delle loro funzioni in attuazionedel programma p2? Se non altro quello è l'unico programma che sinistra e destra hanno portato a compimento ( o quasi) in barba ai programmi per cui sono stati eletti.
Di Pietro come al solito è l'unico che alza i toni. Più alza i toni richiamando alla normalità sempre più lontana dalle abitudini di chi si impone a nostro rappresentante, più montano servizi televisivi che ne infamano la figura, la reputazione, il buon senso. Prendono suoi discorsi che non fanno una piega e li smontano a pezzettini che rimontano in modo che sembri tutto un cumulo di stronzate! Se non avessi avessi avuto gli orginali di quelli mandati in onda ieri sera.... non me ne sarei accorta. Incredibile.
Tutto ciò è spaventoso. Rischiamo di farci cacciare fuori dall'Unione europea e non se ne parla, i comuni falliscono e non se ne parla, Si parla di riforma costituzionale come non riguardasse i cittadini e non se ne parla, un'imprenditore si ritrova senz amani e senza gambe e si liquida l'argomento per non drammatizzare troppo. Come si fa a svegliare la gente?!?!?!

Cofferati, Zamboni e la Bologna rovinata
Postato alle 11:25 di venerdì, 16 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Oggi parlo di cose di cui NON sono competente. Esprimo una mia opinione.

Parliamone. Vivo in un quartiere con un vincolo del 40% di verde. Ho sempre pensato "meno male". Negli anni, vicino casa, hanno costruito degli eco mostri. Se togliessero prati e pini (che sono altissimi) il quartiere sarebbe orribile.
Ora... ogni appartamento di questo quartiere ha 1 o 2 box auto e le strade sono piene di parcheggi liberi (non ci sono parcheggi a pagamento.. per il momento...anche se Cofferati ha già approvato il progetto per mettere strisce blu anche in periferia e per tutto l'area comunale). Nessuno ha mai problemi a parcheggiare ed anzi... davanti al cinema fossolo c'è un parcheggio pubblico inutilizzato e da mettere a posto... ma che comunque non viene mai riempito se non nelle poche sere in cui il cinema o la palestra adiacente fanno il pienone (e nemmeno lì si impegnano tutti i posti).

Hanno deciso di togliere il verde del prato di fianco a casa per costruire una cinquantina di box auto (garage) ad opera di una ditta privata che venderebbe a titolo privato ad altrettanti privati i box. Mi chiedo perchè. Se è suolo pubblico al limite dovrebbero impiegarlo per qualcosa di pubblico.. che bazze ha sto tizio? COme hanno deciso la cosa? A chi è venuta l'idea per primo?
Un paio di anni fa ci provarono ma l'opposizione di quartiere bloccò la cosa. Ora cosa è cambiato?

PArliamo anche di questo. Complimenti al signor Zamboni per la figura di m... fatta e meritatissima. DOvete sapere che questo cretino (in senso istituzionale si intende) e tantomeno in possesso di una laurea (è lo stesso che insieme al sindaco sta riempiendo di rotonde Bologna intascandosi gli incentivi per il risparmio energetico e lasciando accesi i semafori). Per spiegarvi brevemente devo fare un passo indietro che potrete approfondire nei post passati.

L'ex sindaco di Bologna Guazzaloca, oltre ad aver garantito sicurezza e pulizia della città anche con volontari e sbirri di quartiere (che non sono una trovata di Cofferati), aveva fatto approvare il progetto della metropolitana guadagnando per la città circa 500 milioni di euro U.E. . La Metro collegava tutti i punti strategici della città e dintorni compreso l' aereoporto e sarebbe viaggiata SOTTO TERRA. Normale direte voi. Evidentemente no....
... Diventato sindaco questo celebroleso, non bolognese e non affezionato alla nostra città di Cofferati il progetto venne annullato (contro il parere della giunta e dell'UE) ed il Coff (che prima di far ciò aveva già esternato che secondo lui il metro non serviva ad una città così piccola ... come se bologna ora non sia diventata un'area metropolitana) ne fece fare un altro che non passava dall'aereoporto, passava a cielo aperto occupando una corsia su due di via saffi ed emilia ponente, non passava per san lazzaro e nemmeno per sasso marconi. I fondi europei vennero indirizzati dalla stessa unione europea verso modena e rimini per fare lì le metropolitane. Niente fondi? Perfetto... dal momento che l'opera di Zamboni Coff e compari a loro piace ancora tanto.... pagheranno i cittadini. MMMMM già. F....  Sorvolando su questo  però... A COSA HANNO PENSATO ZAMBONI E COFFERATI PER COLLEGARE AL RESTO DEL MONDO SAN LAZZARO E L'AEREOPORTO?????????

1. SOLUZIONE PER SAN LAZZARO CENTRO. Trenino a rotaie detto civis. Dovrebbe collegare San Lazzaro e centro, passando per la vie emilia che, oltre ad essere la storica via romana  ha attualmente doppio senso di marcia e due sole corsie. Con il trenino  diventerebbe a senso unico e verrebbero coperti completamente tutti gli ingressi alle case (che già stanno perdendo valore), alle attività commerciali... e farebbe sparire centinaia e centinaia di parcheggi... Il trenino passerà in mezzo a palazzi del 500 in una stradina che si chiama Strada Maggiore che ha ancora la pavimentazione originale (tranne che per l'ultimo pezzo visto che Cofferati l'ultima settimana dell'agosto scorso ha deciso di togliere le pietre secolari per cementare in modo che il civis non facesse vibrare troppo i palazzi... critica che tuttora persiste... pensava che ad agosto nessuno si sarebbe accorto di nulla). A Bologna hanno bloccato i lavori ma il comune di San Lazzaro li ha già cominciati ed ha già speso un sacco di soldi. Non si capisce bene se per questo dovremo prendercela nel culo anche noi. Dovete sapere che qui a Bologna i comitati funzionano un po' poco.

2. SOLUZIONE STAZIONE AEREOPORTO. Un bellissimo trenino sospeso. L'altro giorno i lavori, la direzione lavori e la gestione per trent'anni sarebbe stata affidata ad una delle 10 o 11 aziende chiamate ad interessarsi al bellissimo gioiellino di Zamboni... il progetto che pareva dovesse essere l'opera d'arte del quinquennio Cofferati. Le aziende si beccavano un milione l'anno DAL COMUNE e del resto avrebbero pagato i lavori per poi recuperare le spese in 15 anni e guadagnare nelgi ultmi 15. NESSUN INTERESSATO! !!! Da sbellicarsi!!!! Era ovvio!!!!!! Non hanno accettato nemmeno per prendersi il milione di euro! Se l'aereobus porta una media di 5 passeggeri al giorno ed ogni biglietto costa più del taxi diviso da due persone e con la chiamata notturna (ridicolo) e ci mette lil triplo del tempo.... è lampante che tuttA L'IDEA DI ZAMBONI FOSSE ASSURDA DALL'INIZIO. Da sbellicarsi! In aereoporto DEVE ARRIVARE LA METROPOLITANA! CRETINO! E Non sai nemmeno parlare!

3. Idea ragionata per obbligare a fare il CIVIS. Questo genio di Zamboni ha deciso anche che la zona universitaria venga completamente chiusa al traffico.
Il problema non è solo che continua a blindae il centro che a sua volta continua a riempirsi di marocchini barboni e zingari.... le ditte dei cantieri privati in opera potranno accedere al centro solo 15 giorni la settimana, come qualunque fornitore di qualsiasi cosa (quindi potranno lavorare solo 15 giorni la settimana)... i lavoratori, avvocati professionisti commercianti etc oltre a pagare il parcheggio (più di 1 euro l'ora) nei 15 giorni di accesso dovranno pagare i biglietti dei mezzi pubblici o fare abonamenti a spese proprie (così hanno annunciato) e la stessa regola varrà per i residenti... che potranno ricevere ospiti a casa solo 15 giorni al mese. Se uno avrà problemi di salute si attacherà al tram o chiederà al marocchino spacciatore fermo sotto la finestra di casa. I miei amici su carrozzina potranno frequentare le lezioni, le aule studio, le strutture universitarie solo per metà mese... a meno che non spostino la residenza ed aspettino mesi per i permessi. Geniale. Tutto ciò si andrà a sommare al fatto che nella zona universitaria è leso il diritto al libero mercato: I locali (bar e pub) devono chiudere entro l'una... ed ammesso che abbiamo pagato tutti quei soldi per il permesso di rimanere aperti non possono vendere alcolici dopo le 2. Invece gli alimentari aperti 24 ore su 24 , dopo le 21.00 non possono vendere birre a prezzo di supermercato agli studenti che vogliono spendere meno per non far rimettere i locali che le fanno sudare ben 4 euri a boccetta da 33 cl. e le pizzerie da asporto  nemmeno... pena chiusura dell'attività per 15 giorni circa e multa salatissima.

Da quando è arrivato Cofferati sono scoppiati gli stupri per le strade del centro, la gente non riempie i portici ed i voclli 24 su 24 come prima... ha paura. Le rapine sono all'ordine del giorno ed anche i bacini e le palpate degli extracomunitari di strada. La polizia preferisce rompere le palle alle persone normali che si stanno fumando una canna sui gradini di una piazza ma si guarda bene  dal contrastare  sta gente  piena di cicatrici , violenta e spavalda che sporca  sputa ed offende in continuazione mentre spaccia.
Noi Bolognesi volgiamo indietro la nostra Bologna... esattamente com'era. Vivibile, serena, piena di gente e di iniziative culturali e non. I bolognesi vogliono essere liberi di fare passeggiate sotto i portici illuminati ad ogni ora della notte (come è sempre stato) e di sedersi a cena alle 23 senza preoccuparsi del fatto che i ristoranti hanno cominciato a chiudere le cucine alle 22.30 perchè i bolognesi hanno paura di girare la sera tardi e prediligono mete collinari. I Bolognesi non vogliono l'esercito per strada. Sarebbe bastato mantenere il piano di sicurezza di Cofferati e la mano dura sulgi immigrati clandestini ce sollevano problemi di ordine pubblico.

Per oggi finisco con il proporvi questo video: http://www.antoniodipietro.com/2008/05/non_vogliamo_ipocrisia.html

E questo:

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Ho dato il voto alla parte giusta
Postato alle 09:38 di giovedì, 15 maggio 2008
da: [ilFemminino]

Prima di pubblicare quanto detto in Parlamento da Di Pietro a Berlusconi per motivare la non fiducia al governo... aspettavo di sentire Vespa. Invece ieri sera quel verme ha parlato dei bambini cantanti..... Si. Del fatto che Berlusconi non fosse in aula e sia stato chiamato perchè assente proprio quando si esponevano le ragioni della fiducia... e della gran figuraccia di Fini... non ha parlato nessuno! Tantomeno di Di Pietro. Il programma di "approfondimento" politico della televisione pubblica non ha parlato di nulla decidendo che l'interesse dell'opinione pubblica fossero i bambini prodigio..

A Matrix hanno parlato di Rom dicendo tutti le stesse cose (vi risparmio cosa penso io sulla questione immigrazione). Ad ogni modo Ieri sera l'unico programma che parlasse di politica era una rete di Berlusconi... che solo da wuesta rete è stato affrontato un argomento che ci propinano da settimane senza fare nulla.  Stiamo cominciando male.... ci state facendo incaxxxxe di nuovo e parecchio.

Parliamone noi

 

IdV: unica opposizione

idvunicaopposizione.jpg

Pubblico il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori per la fiducia al Governo, fiducia che non è stata data. Il mio discorso ha reso palese un fatto importante: esiste un’unica opposizione, quella dell’Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro: Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).

Gianfranco Fini: Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.

Antonio Di Pietro: Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia...
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.

Antonio Di Pietro: E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...
(Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...

Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.

Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice
(Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...

Gianfranco Fini: .. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

Antonio Di Pietro: Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.

Antonio Di Pietro: Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico). Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.
Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...

Antonio Di Pietro: ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?
Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura
(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.
Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro: Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!


GRANDE TONINO! NON HO PAROLE PER DESCRIVERE QUANTO CONDIVIDO OGNI SINGOLA SILLABA DI QUANTO DETTO IN FACCIA A BERLUSCONI. OTTIMO ANCHE IL FATTO CHE TU ABBIA ASPETTATO FOSSE IN AULA PRIMA DI PARLARE.
TONINO SEI UN GRANDE! ORA PERO' NON METTERTI NEI GUAI... CHE SE TI AMMAZZANO COMINCIA LA RIVOLUZIONE.....

Ora parliamo del Trasferimento della Forleo. Dalema ce l'ha fatta. Anche se per la Forleo le cose dovessero mettersi a posto per Dalema è prescrizione assicurata. Fanculo a lui! (scusate mi arrabbio sempre). Nessuno ha detto una parola. Invito a rileggere il programma p2!!!!!!!
Incollo n articolo di quel populista satanico di MARCO TRAVAGLIO.

"Se il plenum del Csm confermerà l’indicazione data ieri dalla Commissione competente, Clementina Forleo sarà cacciata da Milano per “incompatibilità ambientale”. Il suo peccato mortale, come tutti han capito fin troppo bene, è stato quello di mettere nero su bianco i nomi dei parlamentari intercettati durante le scalate di Antonveneta, Rcs e Bnl e chiedere al Parlamento l’autorizzazione a usare le loro telefonate. Non potendo dichiarare ufficialmente che andava punita per questo, a perenne ammonimento per tutti gli altri magistrati che osassero fare altrettanto, insomma a futura memoria, la commissione ha deciso di cacciarla perché avrebbe cattivi rapporti con i cancellieri del tribunale (testuale); perché avrebbe turbato l’opinione pubblica con denunce infondate (e pazienza se poi si son rivelate fondatissime), perché avrebbe detto a un convegno cose che non ha mai detto, e perché avrebbe chiesto a un pm notizie di un provvedimento interdittivo che la Procura le aveva preannunciato dicendole di tenersi pronta. Insomma, incolpazioni inventate o faccenduole che sono normale routine in un ufficio giudiziario. Alla fine, in questo mondo alla rovescia, il topolino ha partorito la montagna: una sanzione mostruosa, che sarebbe apparsa sproporzionata anche se gli addebiti mossi alla Forleo fossero stati fondati. Clementina Forleo non potrà più fare il giudice a Milano e dovrà emigrare altrove con quel che resta della sua famiglia già falcidiata da lutti, minacce e attacchi. Il voto è stato tutt’altro che unanime, a riprova del fatto la sanzione non era affatto obbligata. Per il trasferimento han votato i membri laici, cioè politici: la comunista Vacca (che aveva anticipato il giudizio prim’ancora che iniziasse il procedimento, ma non ha sentito neppure il dovere di astenersi: bella garanzia di “terzietà”) e Anedda di An; e poi il togato di Unicost, Roia. Contro, ha votato il presidente della commissione, Patrono di MI. I due di Md, pilatescamente, si sono astenuti: se avessero votato contro sarebbe finita 3 a 3. E la manovra sarebbe fallita. Una manovra che, molto probabilmente, è illegittima. L’ordinamento giudiziario Castelli-Mastella vieta trasferimenti d’ufficio dei magistrati per fatti che implichino comportamenti colpevoli: l’incompatibilità può derivare solo da fatti incolpevoli, per esempio da parentele con altri giudici o con imputati dello stesso distretto. Ma qui le condotte contestate alla Forleo, se dimostrate, implicano che lei sia colpevole. Dunque andavano esaminate in sede disciplinare, con una procedura molto più garantista. Ma si temeva di non riuscire a punirla nemmeno sul fronte disciplinare: perché, per una dimenticanza degli analfabeti che hanno approvato la Castelli-Mastella, nella lista degli illeciti disciplinari non figurano le esternazioni. E qui proprio di esternazioni si tratta. Dunque, sapendo che in sede disciplinare non c’era trippa per gatti, si sono usate condotte ipoteticamente colpevoli per dichiarare l’incompatibilità. Il risultato è a metà fra l’inquietante e l’esilarante: se qualcuno ritiene che la Forleo sia una pazza furiosa che litiga con tutti e lancia allarmi infondati, che senso ha spostarla da Milano a Roma o a Vipiteno? Il fatto è che anche la manovra per farla apparire pazza è fallita: tutti conoscono la sua preparazione giuridica, la sua laboriosità, il suo carattere. Come diceva Montanelli, “tutte le persone di carattere hanno un pessimo carattere”. Ma che c’entra il carattere con la capacità di un giudice? Patrono ha votato contro il trasferimento anche perché, per la nuova legge, la Forleo è “scaduta” come gip avendo esercitato l’incarico da più di 10 anni e, al pari di centinaia di gip, dovrà passare al tribunale. Bastava aspettare qualche mese (in attesa che il Csm bandisse quei posti) e il nodo si sarebbe sciolto da sé. Ma qui bisognava dare una lezione purchessia, a prescindere. La sentenza, richiesta a gran voce dai politici di destra e sinistra, era scritta fin da luglio, quando la gip osò fare il suo dovere anziché voltarsi dall’altra. Calamandrei diceva: “Non temo i giudici corrotti, ma i giudici conformisti”. Questo Csm e questa politica temono i giudici anticonformisti. Colpirne uno (anzi due: c’è pure De Magistris) per educarne diecimila."

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Intervista di un'organizzatrice del BreakTheMafia
Postato alle 13:20 di mercoledì, 14 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Vorrei attirare l'attenzione su un intervista ad Antonella Ianniello, il geniaccio che ha pensato al BreakTheMafia così come è ora strutturato.
Anticipo che probabilmente a Settembre il BreakTheMafia approderà a Torino.
 

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IL REFERENDUM SULL'INFORMAZIONE SI DEVE FAREEEEEE!!!
Postato alle 17:48 di lunedì, 12 maggio 2008
da: [ilFemminino]

 

Travaglio l'altra sera ha fatto il suo lavoro. Il suo lavoro è raccontarei fatti... non leccare il culo. Senza sprecare parole, offese e vaffa da "povera" populista quale mi sento... appiccico qui quello che molti di noi conoscono già: il curriculum di Schifani.

Prima consentitemi due osservazioni:

1. per gli ovvi motivi di inopportunità politica credo sia giusto sentirsi indignati ed offesi per l'essere costretti a trovarsi rappresntati da persone di dubbia onorabilità (sempre che questo termine non sia caduto in desuetudine).. uno di questi è a mio parere  mr. Schifani... ce ne sono altri. Certo. Questo non deve significare che quindi lui va bene perchè non è l'unico a puzzare a cacca... Significa che la situazone è talmente grave che non si può non parlarne. Se molta gente pensa altrettanto non è per colpa di Travaglio. Travaglio ha semplicemente fatto informazione ad una gran fetta di gente che in internet non va ma che segue volentieri Fazio.

2. Non credo proprio che Fazio fosse serio quando diceva che chideva scusa per Travaglio... credo abbia scelto lo stesso metodo dei puzzolenti di cui sopra: ti pestano i piedi e poi chiedono scusa. Itanto ha invitato Travaglio per parlare del suo libro. Questo credo che gli sia dovuto. non è uno stupido ed è probabile che sapesse già cosa vrebbe detto. Di fatto era immaginabile.

3. Amesso che fazio realmente non condivida ciò che pensa e dice Travaglio bisogna ammettere che ha dissentito ma dando all'ospite lo spazio e l'ascolto ncessario ad esprimersi.

4.HO APPENA SAPUTO DEL TRASFERIMNTO DELLA FORLEO. NON VORREI FARE DEL POPULIMO O ESSERE FRAINTESA MA CHISSA' PERCHè DALEMA RIESCE AD ESVITARE I PROCESSI SENZA POLEMICHE.  

5. SCHIFANI HA QUALCOSA DA REPLICARE???????? LA MAGGIORANZA SI SA DA CHE PARTE STA... L'OPPOSIZIONE ? COME AL SOLITO SOLO DI PIETRO HA IL CORAGGIO DI ALZARE LA VOCE... E PUNTUALMENTE VIENE DERISO. ALMENO QUESTO CONFERMA CHE HO VOTATO BENE.

ECCO IL CURRICULUM DI SCHIFANI:

Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.
Curriculum Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Soprannome Fronte del Riporto.
Segni particolari Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004.

L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con La Loggia...
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Toccata e fuga
Postato alle 14:44 di martedì, 06 maggio 2008
da: [ilFemminino]
Scusate... a causa di problemi familiari e non sono costretta a tralasciare il mio passatempo preferito: il blog. Forse lo chiuderò per tornare tra voi in diversa veste, forse ne farò uno con mio nome e cognome... forse non tornerò proprio.

In attesa di ispirazione solo due cose:

1- sono felicissima che Italia dei Valori abbia raddoppiato i suoi voti. La prossima volta saremo ancora di più e quella ancora dopo sempre di più. Una cosa però devo ammetterla.... se prima anche io inveivo sul fatto che mastella fosse in senato con l'1.4 o 1.7 (non mi ricordo) ... nulla di diverso è successo a IDV che si trova ora con una consistente presenza alle camere senza aver raggiunto la soglia di sbarramento. Io sono contenta lo stesso... chiaro. Sono di parte. Ma certo critiche del genere e che sicuramente verranno fuori appena di pietro alzerà la voce... andranno incassate.

2. Sgarbi. Sgarbi contro Travaglio ha fatto schifo. Capisco il personaggio, capisco il suo cervello bruciato (TUTTO A CASA NON è...). Vorrei sapere se la scorsa settimana ad annozero non si sia sentito un po' culattone raccomandato. Ti sai sentito così? Io personalmente mi sono sentita presa per il culo su un argomento tanto delicato e tanto calpestato e sporcato come la libertà di informazione ed il diritto ad essere informati.  Il nostro piffero di diritto a che ci vengano a raccontare le cose come stanno.

3. V2-day. Per firmare il referendum ho fatto 80 km di andata ed 80 di ritorno da un paesino dell'interno della sardegna. Quell'isola è fuori dal mondo! I meet-up non bastano affatto! Internet point? 4 euro un quarto d'ora. Ma come si fa????????????????

4. La chicca. L'avvocatura dello stato ha copiato una memoria di Mediaset per dare contro ancora una volta a Europa 7. E menomale che non si fa i cazzi suoi con le istituzioni... A Berlusconi... ma quando schiatti???

Riporto l'articolo di Marco Travaglio, dal titolo "Europa7, lo Stato copia Mediaset".

"Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire Europa7 per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa del governo è rappresentato dall’Avvocatura di Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni di respingere le richieste dell’editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999).
Un fatto abbastanza singolare: l’Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. Ma non basta. Per difendere Rete4, l’Avvocatura dello Stato che rappresenta il governo Prodi copia, nella sua memoria, intere pagine da quella degli avvocati Mediaset. Non per citare le loro tesi tra virgolette. Ma per farle proprie, senza nemmeno precisare da dove sono tratte. Il gruppo Berlusconi ufficialmente non è parte in causa: Europa7, per la mancata assegnazione delle frequenze, ha citato lo Stato tramite il ministero delle Comunicazioni e l’Autorità garante delle Comunicazioni. Ma Mediaset è intervenuta ugualmente con una memoria, ben sapendo che, se fossero assegnate le frequenze a Europa7, a perderle sarebbe Rete4. E l’avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo che fa? Il copia-incolla della memoria Mediaset, senza nemmeno tentar di camuffare quest’autentica privatizzazione delle istituzioni al servizio del Biscione. Il tutto, ancor prima che Berlusconi torni al governo per la terza volta.
Leggere e confrontare la memoria dell’Avvocatura dello Stato (55 pagine) e quella di Mediaset (78), pubblicate integralmente su www.voglioscendere.it. E’ un tragicomico gioco di società: “Trova le differenze”. La più evidente è che lo Stato difende Rete4 addirittura con più passione di Mediaset. Per il resto, pagine e pagine trapiantate pari pari dagli atti dell’azienda berlusconiana. Qualche esempio. Pagine 9 dell’Avvocatura: dieci righe (da7 a 17) copiate da pagina 49 della memoria Mediaset (righe 1-15). Le pagine 5 (da riga 20) e 6 (fino a riga 18) dell’Avvocatura sono identiche alle pagine 60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 11) di Mediaset. Le pag.17 (da riga 7) e 18 (fino a riga 13) dell’Avvocatura sono uguali alle pag.60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 22) di Mediaset. La pag.53 (righe 4-23) dell’Avvocatura è plagiata dalle pag.39 (da riga 9) e 40 (fino a riga 5) di Mediaset. A pag.35 (righe 27-31) dell’Avvocatura, stesse parole di pag.47 (righe 17-22) di Mediaset. E cosi via. Una volta manca un “quindi”. Un’altra c’è “In proposito” al posto di “In primo luogo”. Tutto il resto, compresa la punteggiatura sbagliata (molte virgole tra il soggetto e il verbo), è identico. Idem per le conclusioni, con esiti talvolta comici. Per l’Avvocatura dello Stato, se Europa7 non ha avuto le frequenze, è colpa sua: avrebbe dovuto “acquisirle anche di sua iniziativa” (e dove? e come? armi in pugno?), visto che lo Stato “non aveva l’attuale disponibilità dell’oggetto” (per forza: ha consentito che lo conservassero Telepiù nero e Rete4, prive ormai di concessione). E comunque – aggiunge Di Carlo – disapplicare la Maccanico e la Gasparri spegnendo Rete4 sul terrestre non comporterebbe il trasferimento automatico delle frequenze a Europa7 (e a chi, di grazia?). Insomma, lo Stato ignora la recente sentenza della Corte europea di Lussemburgo, sollecitata dallo stesso Consiglio di Stato, secondo la quale le normative comunitarie “ostano a una normativa nazionale cui applicazione conduca a che un operatore titolare di una concessione si trovi nell’impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Dunque basta che il “regime transitorio istituito a favore delle reti esistenti” a scapito di Europa7, previsto dalla Maccanico, dalla Salva-Rete4, dalla Gasparri e dal ddl Gentiloni (mai divenuto legge). Tutte le leggi che andrebbero disapplicate. Non sono: “la libera prestazione di servizi” tutelata dalle norme comunitarie – scrive la Corte europea – “esige non solo la concessione di autorizzazioni alla trasmissione, ma altresì l’assegnazione di frequenze”, se no “un operatore non può esercitare i diritti conferitigli dal diritto comunitario per l’accesso al mercato televisivo”.
Sentenza alla mano, gli avvocati Grandinetti e Pace che seguono Europa7 chiedono al Consiglio di Stato le frequenze e i danni subiti. Il “danno emergente”, cioè i soldi fin qui spesi per gl’investimenti richiesti dalla legge a chiunque vinca una concessione (oltre 120 milioni di euro). E il “lucro cessante”, cioè i mancati utili della tv mai nata (oltre 2 miliardi di euro). Semprechè il Consiglio condanni lo Stato ad assegnarle finalmente le frequenze. Altrimenti Europa7 morirebbe per sempre e Di Stefano avrebbe diritto al valore dell’intera azienda. Il governo dell’Unione, tramite l’Avvocatura, parla in playback: testi e musiche di Mediaset. Niente risarcimento. Niente frequenze. Viva la Gasparri. Rete4 sine die. Tutto come prima, come sempre. Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio."


Alessandro day
Postato alle 11:57 di venerdì, 11 aprile 2008
da: [ilFemminino]


Aderisco (anche se in ritardo di un giorno) all'iniziativa lanciata da Stefano Massa.
Ieri è stato l'Alessandro day.
Dedico questo post ad un amico, Libero83 (Alessandro).
Gli dedico un post così come prima gli scrivevo un pvt per sapere come stesse, se la malattia andasse meglio. Ale ... sai che non riesco a fare a meno di ripassare dalle tue parti e leggerti come se fossi ancora lì?

Gli dedico un post come spesso gli mando un pensiero carico di un affetto e stima .. nato per caso e che mi fa sentire... ora... la mancanza delle sue parole. Della sua forza, di un ottimismo pronto a saper confortare chi cercava di stargli vicino, impotente.

Mando un abbraccio forte ai genitori di Ale. Grazie per essere stati presenti al BreakTheMafia..

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